Mannara Anna UILDM Anna Mannara, consigliere nazionale UILDM e direttore editoriale della rivista DM, otterrà domani 28 aprile 2017 la sua seconda laurea in Scienze della Nutrizione Umana, che ha come oggetto di tesi il progetto Gnamm (Gruppo Neurologia Alimentazione Malattie neuroMuscolari): «A inizio 2015 dovevo scegliere quale sarebbe stato il mio argomento di tesi e proprio allora ho conosciuto il progetto Gnamm, del quale ho elaborato i dati raccolti tramite il questionario predisposto».
Lo strumento del questionario è nato in ambito UILDM per sondare le abitudini alimentari delle persone affette da malattia neuromuscolare, appartenenti ad Associazioni di volontariato o Centri Clinici Italiani. Promosso da Aldo Bisacco, paziente SMA III, e da Antonella Pini, medico NPI (Neuropsichiatria Infantile) e presidente della Sezione UILDM di Bologna, è stato creato con il contributo dei dietologi, dietisti e nutrizionisti Luisa Zoni, Carolina Poli, Tiziana Toso, Roberta Bartocci, Michele Riefoli.

 

IL QUESTIONARIO GNAMM
È multidimensionale poiché oltre a chiedere quali alimenti abitualmente si assumono traendoli da una lista predisposta, si chiedono anche alcune informazioni sullo stato di salute e sull’assunzione di farmaci o integratori, sulle modalità di cottura, sui luoghi abitualmente usati per l’acquisto del cibo, sui luoghi ove esso viene consumato, su chi prepara i pasti. Il questionario è originale e può rappresentare un diario alimentare innovativo ad uso dei dietologi negli ambulatori multidisciplinari specialistici per le malattie neuromuscolari. Può essere compilato dalle persone affette da patologia cronica neuromuscolare collegandosi al sito www.progettognamm.it. Dal 1 novembre 2015 ad 31 ottobre 2016 sono stati compilati 438 questionari.

UNO STUDIO UTILE
Analizzare le abitudini alimentari di persone affette da patologie neuromuscolari è utile per i Centri Clinici e per i medici, che possono utilizzare un approccio multidisciplinare che tenga conto anche degli aspetti nutrizionali.
I risultati forniti da Gnamm rappresentano un primo prezioso dato dal quale partire per elaborare studi che stabiliscano se cambiando il tipo di alimentazione si possano cambiare, migliorandoli, gli aspetti clinici della malattia.
In particolare, dai dati emersi e dalla loro elaborazione e analisi si evince che la maggior parte delle persone affette da malattia neuromuscolare adotta un tipo di alimentazione carente di alimenti antiossidanti e antinfiammatori. Frutta e verdura (polifenoli, antiossidanti), cereali, legumi e pesce vengono assunti solo occasionalmente mentre il consumo di carne è nettamente superiore rispetto ai suggerimenti delle linee guida dell’OMS per una sana e corretta alimentazione e alle indicazioni del Modello Alimentare Mediterraneo. Le persone affette da Distrofia Fascio-scapolo-omerale hanno abitudini alimentari più sane rispetto agli altri gruppi considerati. In attesa di studi che forniscano indicazioni precise sulla dieta da adottare in caso di Patologia Neuromuscolare, risulta necessario insistere su indicazioni dietologiche che cerchino di contrastare le prevalenti abitudini alimentari scorrette in generale e non adatte a patologie neurodegenerative con spinta infiammatoria e ossidativa eccessiva nella patogenesi.

Anna Mannara vive a Sarno (SA). È affetta da una forma di distrofia di cui non è stato mai diagnosticato il tipo. Ha una laurea in Chimica e tecnologie farmaceutiche e un master nello stesso ambito, conseguiti all’Università di Napoli.