di Elisa De Lorenzo*
Tra le sue conseguenze, la malattia di Charcot-Marie-Tooth porta spesso ad isolarsi e a non parlare volentieri della propria situazione. L'Associazione ACMT-RETE lavora assiduamente anche per superare questo problema
La malattia di Charcot-MarieTooth è una patologia neuromuscolare a carattere genetico che colpisce gli arti inferiori e superiori, limitando la deambulazione e la manualità dell'individuo. Ciò genera serie problematiche per la situazione psicofisica e in ambito di integrazione sociale e lavorativa.
Seppur raramente, questa malattia può portare in modo rapido alla disabilità totale, non essendo molto visibile la sua lenta ma feroce progressione e non venendo essa ben compresa, al punto da portare il paziente, solitamente in giovane età, prima a rinchiudersi nella sua sofferenza e poi verso il mondo che lo circonda. Sono danni, questi, altrettanto gravi della patologia in sé, che possono anche accentuarne ulteriormente il normale decorso.
Le molteplici problematiche della malattia, la limitata chiarezza delle leggi e la scarsa collaborazione delle Istituzioni, assieme ai numerosi messaggi che giungono al sito Internet dell'Associazione ACMT-RETE (www.acmt-rete.it, punti di ascolto telefonici: 340/2278680 o 338/6679086) hanno portato tale Associazione a cercare un modo ancor più diretto per mantenere il contatto con tutti gli interessati e proprio da questo è nata l'idea di una serie di incontri regionali.
È ancora forte, infatti, l'esigenza di uscire dal tunnel di una malattia per molto tempo ritenuta "rarissima" - e rivelatasi per niente tale, come accertato dai più recenti studi medici - che troppe volte, nel corso del tempo, aveva portato ad atteggiamenti di chiusura e quasi di "vergogna" a parlarne con altri.
Vi è poi l'esigenza di impegnarsi in particolare per i giovani pazienti, sempre più numerosi alle riunioni dell'ACMT-RETE e in genere colpiti da forme più gravi rispetto ai loro genitori. È quindi soprattutto per loro che l'Associazione cerca di salvaguardare tutto il possibile, dal punto di vista fisico, e al tempo stesso di "aprire la mente" ad una soluzione di vita comunque accettabile, anche in presenza di una malattia come la Charcot-Marie-Tooth.
Infatti, come la vita non deve "finire" di fronte a una diagnosi di questa patologia in età matura, ancor meno essa può bloccare la crescita di un adolescente, con i suoi progetti e la fiducia nel futuro. Da soli, però, le cose si fanno ancor più difficili, mentre i risultati possono essere importanti riunendosi in gruppi di genitori, figli e familiari, assieme a specialisti competenti.
Oggi è molto gratificante vedere formarsi - agli incontri di ACMT-RETE - vere e proprie tavole rotonde, dove ognuno può parlare di sé e farlo con semplicità, come in una grande famiglia, perché si sente ascoltato e capito.
Tante sono le persone tristi e scettiche che hanno faticato ad accettare il primo invito, ma che poi si sono trovate a sorridere soddisfatte della nuova esperienza. Un segnale positivo, quindi, con l'auspicio che siano sempre di più i pazienti che si libereranno dal silenzio e dal guscio in cui questa malattia tende a rinchiuderli.
*Referente della Regione Veneto per l'Associazione ACMT-RETE.