a cura di Barbara Pianca
È fin dai tempi del referendum sulla Legge 40/2004 che forniamo periodici aggiornamenti riguardanti la ricerca in ambito di cellule staminali. E nell’estate del 2006 i temi bioetici non sono certo andati in vacanza...
Siamo alla fine di luglio. E mentre l’allarme afa raggiunge picchi storici in mezza Europa, a Bruxelles il Consiglio di Competitività dell’Unione Europea approva il Settimo Programma Quadro per la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Ai contenuti della decisione contribuisce in modo determinante l’Italia, rappresentata dal ministro dell’Università e della Ricerca Fabio Mussi...
Il ministro, che il 30 maggio aveva ritirato a Bruxelles la pregiudiziale etica dell’Italia sulla ricerca in ambito di staminali (voluta dal precedente governo italiano, in accordo con Germania, Polonia, Slovenia, Austria e Malta), vota ora a favore del finanziamento europeo di 51 miliardi di euro alle ricerche sulle linee di cellule staminali embrionali già esistenti.
Si tratta invero di ricerche già attive in vari Stati europei, rispetto alle quali non esiste divieto neppure in Italia. A questo proposito, in un’intervista del 25 luglio, pubblicata nel sito internet dei Democratici di Sinistra, l’onorevole Mussi spiega che «le staminali embrionali vengono usate in molti laboratori italiani. Si tratta di colture cellulari prodotte all’estero, ad esempio in Australia e da noi importate. La Legge 40 non lo vieta, impedisce solo di distruggere gli embrioni direttamente».
Per Mussi, inoltre, sarebbe stato necessario stabilire un termine per l’impiantabilità degli embrioni, oltre il quale quelli crioconservati divengano utilizzabili ai fini della ricerca. Ma il dibattito sull’emendamento Niebler - che richiede appunto la fissazione di un limite di impiantabilità - è rimasto aperto e si potrà riproporre solo nel 2009.
Una linea di condotta, quella del ministro, che solleva moti di vivace disapprovazione da parte di numerosi esponenti cattolici. E non conta troppo il fatto che egli abbia ottenuto la proclamazione, da parte dell’Unione Europea, del divieto della distruzione degli embrioni per la produzione di cellule staminali, così come si era impegnato di fronte al Senato italiano, visto che la UE potrà comunque finanziare le fasi successive della ricerca, qualora gli embrioni venissero distrutti oltre i confini europei. «L’Osservatore Romano», «Avvenire» e la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) condannano aspramente le posizioni italiane in Europa.
A calmare le acque interviene il presidente del Consiglio Romano Prodi che, in appoggio al proprio ministro, dichiara come la linea di quest’ultimo sia costantemente concordata con la presidenza del Consiglio e, in appoggio al potere ecclesiastico, ribadisce che la politica italiana si ispira al principio dell’inviolabilità assoluta dell’embrione.
In agosto, dopo l’approvazione del finanziamento europeo, in Italia alcuni laboratori italiani hanno acquistato dagli Stati esteri linee di cellule staminali embrionali sulle quali condurre esperimenti. Per ora, comunque, gli scienziati italiani che ricercano sulle staminali embrionali sarebbero meno di dieci.
E nonostante in agosto l’afa di luglio si sia nel frattempo trasformata in un lontano ricordo, con il vento, la pioggia e le basse temperature che danneggiano gravemente i raccolti agricoli del Sud Ovest europeo, continuano le giornate “bollenti” tra cattolici e liberali.
Per dirne una, il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, in risposta ad un’interrogazione del parlamentare europeo radicale Marco Cappato, decide che Carlo Casini, esponente italiano dell’UDC (Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro), collaboratore del Movimento per la Vita e del Forum delle Associazioni Familiari, debba lasciare il suo incarico al Gruppo Europeo di Etica «per potenziali conflitti di interesse».
In Italia, intanto, il ministro per la Salute Livia Turco affida a Maura Cossutta - ex parlamentare del PDCI (Partito dei Comunisti Italiani), dichiaratasi apertamente contraria alla Legge 40/2004, in particolare nei confronti dei divieti dell’inseminazione eterologa, degli esperimenti sugli embrioni e della diagnosi preimpianto - il compito di rivedere le Linee Guida della Legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, anche se alla fine di agosto non era stata ancora insediata alcuna commissione.
Le Linee Guida, approvate nell’estate del 2004 da una commissione di esperti e dal Consiglio Superiore della Sanità, stabiliscono tra l’altro l’assenza di obblighi all’impianto di embrioni con anomalie e, nel caso in cui dall’intervento di fecondazione si ottengano tre embrioni, la possibilità per la donna di congelare il terzo in vista di un futuro impianto. Tali normative, essendo fissate dalle Linee Guida e non dalla Legge, potranno però essere modificate.
È la stessa Legge 40 a prevedere almeno ogni tre anni la revisione delle linee guida in rapporto all’evoluzione tecnico-scientifica. «Questo procedimento - ribadisce Livia Turco, attaccata dagli esponenti cattolici per aver assegnato l’incarico a Maura Cossutta - non ha nulla a che fare con la modifica della Legge 40 che non rientra nel programma del Governo».
Sempre nel mese di agosto, segnaliamo anche la presentazione di un disegno di legge, da parte di Rocco Buttiglione, esponente dell’UDC e ministro dei Beni Culturali nello scorso Governo Berlusconi, per la donazione e l’utilizzo a fini terapeutici e di ricerca di cellule staminali fetali, staminali da cordone ombelicale e staminali adulte.
A questo punto, per concludere la nostra carrellata sulla “calda estate delle staminali”, ci sembra opportuno riprendere una frase del ministro Mussi: «La ricerca sta facendo progressi enormi. Mentre discutiamo sulla liceità delle staminali prelevate da embrioni distrutti, nei laboratori si riescono a ottenere queste preziose cellule senza intaccare vite umane. Grazie alle nuove opportunità della scienza, molto più rispettose dei limiti dell’etica, anche le posizioni dei cattolici non potranno che ammorbidirsi. Sarà la ricerca stessa a rendere obsoleto il dibattito di oggi».