«Normalmente - spiega Pier Lorenzo Puri, ricercatore dell’Istituto Telethon Dulbecco - la rigenerazione muscolare avviene ad opera di un tipo di cellule staminali adulte che si trovano nel muscolo: le cellule satellite. Quando il muscolo scheletrico subisce un danno, alcuni segnali cellulari vanno a risvegliare e ad attivare queste cellule, che proliferano, si differenziano e si fondono con le fibre muscolari. Uno degli eventi chiave del processo differenziativo è il cosiddetto rimodellamento della cromatina delle cellule, che permette l’espressione selettiva di geni che coordinano le varie fasi della rigenerazione muscolare ad opera di tali cellule».
Sta in questo l’essenza della nuova scoperta in ambito di cellule staminali effettuata dal gruppo di lavoro diretto dallo stesso Puri, in collaborazione con il Burnham Institute for Medical Research di La Jolla (Stati Uniti) e recentemente pubblicata da «Molecular Cell». Un ulteriore tassello al complicato quadro dei meccanismi di regolazione della rigenerazione muscolare, che potrà portare a progressi futuri per la cura della distrofia di Duchenne.
«La cromatina - annota ancora Puri - è una sorta di “impalcatura” dell’informazione genetica, formata da DNA e proteine. Si tratta di una struttura altamente dinamica che si divide in regioni in cui vi è l’attivazione dei geni e regioni in cui i geni sono mantenuti a riposo. In una cellula, la scelta di quali geni accendere o spegnere ne differisce l’identità e con il rimodellamento della cromatina in determinate regioni del genoma, le cellule satellite passano da uno stato di cellule staminali a riposo a uno stato di cellule muscolari differenziate, che esprimono i geni specifici del muscolo e che vanno ad integrarsi e a riparare il muscolo danneggiato».
(S.B.)