«In una malattia disabilitante cronica come la distrofia muscolare, la famiglia è la sola risorsa in grado di conferire alla rieducazione la tempestività e la continuità necessarie alla sua efficacia. Bisogna dunque condurla a saper fare solo ciò che è veramente indispensabile, dosando nella maniera giusta l’intervento rieducativo».
Su questi principi si è svolto a Salerno il 6 ottobre un corso rivolto alle famiglie coinvolte in problemi di malattie neuromuscolari, organizzato dalla Fondazione Ariel, in collaborazione con la UILDM locale e con la direzione scientifica di Adriano Ferrari, dell’Università di Modena e Reggio Emilia. L’iniziativa, che ha visto un’ampia partecipazione, ha potuto contare sull’intervento di autorevoli esperti del settore.
(B.P.)