a cura di Stefano Borgato
Superato il milione di firme che costituiva l’obiettivo della campagna lanciata dall’European Disability Forum contro la discriminazione delle persone con disabilità. E tante ne sono arrivate anche dall’Italia
Chi potrà ignorare 1.230.771 firme raccolte in tutti i Paesi dell’Unione Europea contro la discriminazione delle persone con disabilità? Purtroppo una prima risposta c’è già e fa riferimento al consueto silenzio dei vari organi d’informazione anche di fronte a questa grande iniziativa.
Ma andiamo per ordine e ripercorriamo rapidamente la storia dell’evento cui abbiamo dedicato la copertina di questo numero di DM.
La grande campagna denominata 1million4disability è stata lanciata nel gennaio di quest’anno dall’EDF (European Disability Forum) e il nostro giornale l’ha seguita passo dopo passo, dai primi incerti esordi, fino alla crescita costante che ne ha contraddistinto gli ultimi mesi.
L’obiettivo era quello di raccogliere entro il 30 settembre e successivamente consegnare alle principali autorità istituzionali del continente, un milione di firme, per sensibilizzare l’Europa sulla situazione dei suoi 50 milioni e oltre di cittadini con disabilità (circa il 10% dell’intera popolazione).
E alla fine non solo il risultato è stato raggiunto, ma si è trattato di un vero e proprio “trionfo”, che il 4 ottobre ha visto il presidente dell’EDF Yannis Vardakastanis sollevare a Bruxelles il cartello con il numero delle sottoscrizioni raccolte sia in forma cartacea che tramite internet. Una giornata di grande festa, quella vissuta in Belgio, con più di mille persone con disabilità raggruppate nelle varie delegazioni, musica, tante sciarpe arancione con il motto Disabili o no siamo tutti cittadini! e un pallone aerostatico in cielo per festeggiare il grande successo.
Per l’Italia c’erano tra gli altri anche Giampiero Griffo, componente del Consiglio Mondiale di DPI (Disabled Peoples’ International) e Luisella Bosisio Fazzi, presidente del CND (Consiglio Nazionale sulla Disabilità).
«A Bruxelles - racconta Griffo - saremmo stati ancora di più, ma mancavano i fondi per finanziare lo spostamento delle delegazioni e perciò ognuno ha pagato le spese di tasca propria. In ogni caso il risultato è stato eccezionale, di una portata tale che, direttamente sul palco della cerimonia di consegna delle firme, il rappresentante portoghese della presidenza di turno dell’Unione Europea si è impegnato a sottoporlo rapidamente al Consiglio dei Ministri competenti».
Un segnale estremamente importante, dunque, al di là del già citato silenzio dei mass media, una base di lavoro assai solida, in una giornata durante la quale è stata chiesta un’efficace legislazione continentale che tuteli le persone con disabilità da ogni forma di discriminazione, oggi ancor meno accettabile, dopo l’approvazione, alla fine del 2006, di un testo fondamentale come la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
«Il 4 ottobre - continua Griffo - la Commissione Europea ha riconosciuto la capacità del movimento internazionale delle persone con disabilità di attuare gli strumenti della democrazia partecipativa e di percorrere una strada di legalità. Forse non è facile rendersi conto veramente di quante siano 1.230.771 firme: basti pensare semplicemente che quattro pesanti pacchi di fogli ne contengono solo 16.000! Questo significa che nella capitale belga sono arrivati furgoni pieni di firme e probabilmente alcuni sono anche rimasti indietro».
Preso atto dell’assenza (fischiata) di José Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, sono state invece apprezzate dai partecipanti le presenze tra gli altri, sul palco di Bruxelles, di Richard Howitt, deputato del Partito Socialista Europeo e presidente dell’Integruppo sulla Disabilità del Parlamento Europeo, di Margot Wallstrom, vicepresidente della Commissione Europea e di Wallis Goelen, capo dell’Unità Integrazione Persone con Disabilità della Direzione Generale Occupazione, Affari Sociali e Pari Opportunità della Commissione Europea.
Dal canto suo, anche DM può guardare all’iniziativa con una punta di legittimo orgoglio, sia per aver creduto ad essa sin dall’inizio, sia esaminando i risultati parziali relativi ai vari Paesi impegnati nella campagna. Infatti ben 312.385 firme sono arrivate dall’Italia, primo Stato tra i Paesi europei per il dato assoluto e quinto per la percentuale numerica relativa al numero degli abitanti. Un dato, questo, che in certa misura stupisce e che deve fare riflettere, specie se confrontato con lo scarso sostegno proveniente da Paesi come la Gran Bretagna, i Paesi Bassi o la stessa Germania.