a cura di Stefano Borgato
Un’organizzazione più solida, una proposta di legge per l’assistenza autogestita, un confronto costruttivo con il mondo della politica: è buono il bilancio della Conferenza sulla Vita Indipendente di Roma
Concreta e ben partecipata, la Conferenza Nazionale sulla Vita Indipendente, denominata Diritto alla Vita Indipendente: diritto alla libertà, ha visto arrivare a Roma, all’inizio di ottobre, ben sessanta rappresentanti provenienti da diverse regioni d’Italia (Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto).
L’evento - organizzato dall’Agenzia per la Vita Indipendente (AVI) di Roma e dal Coordinamento Nazionale per la Vita Indipendente, con il patrocinio della UILDM Laziale e Nazionale e del Comune di Roma-Ufficio del Consigliere Delegato per l’Handicap - ha consentito ai presenti di confrontarsi principalmente su due argomenti, da una parte l’assetto da dare al nuovo Coordinamento Nazionale, sorto in primavera a Lignano Sabbiadoro (Udine), dall’altra la presentazione di una proposta di legge sull’assistenza personale autogestita, da sottoporre ai parlamentari.
«Innanzitutto - racconta Dino Barlaam della UILDM Laziale, responsabile pro tempore del Coordinamento per la Vita Indipendente - si è deciso che la nuova organizzazione si doterà di una struttura associativa formale, con l’adesione di singole persone. Potranno cioè associarsi tutti coloro i quali condivideranno gli obiettivi del movimento. La composizione degli organi sociali dovrà prevedere una presenza di almeno il 70% di persone con disabilità. La stesura del documento costitutivo è stata affidata ad un gruppo formato da un rappresentante di ogni regione, da individuare tra i presenti, più altre tre persone. Si è trattato di un passo avanti verso una rappresentatività diffusa del movimento sul territorio nazionale. Allo stesso tempo si procederà alla costituzione dei Comitati Regionali, per garantire una maggiore capillarità».
Riguardo poi alla presentazione della proposta di legge sull’assistenza personale autogestita, è stato elaborato a Roma un documento che prevede tra l’altro la costituzione di un Fondo Nazionale per l’Assistenza Personale per la Vita Indipendente. Particolarmente interessante, in tal senso, è stata la discussione con alcuni parlamentari, riguardante una possibile strategia per diffondere la cultura della Vita Indipendente, rispetto proprio al tema dell’assistenza personale.
«Perché una persona con disabilità possa darsi delle occasioni - ha dichiarato Ida Sala, del Comitato Lombardo per la Vita Indipendente - metter su casa, ospitare amici, cercarsi un compagno o una compagna, vivere la propria sessualità, essere genitore, andare a zonzo, continuare gli studi, cercarsi un lavoro, seguire i propri orientamenti religiosi, partecipare alla vita pubblica, ciò che insomma tutti fanno, senza rendersi conto di quante occasioni hanno per le mani, è necessaria l’assistenza personale autogestita. Questo è un argomento che attiene alla sfera dei diritti umani e dei diritti sociali cui lo Stato non può sottrarsi con la logica delle competenze costituzionali».
Dal canto suo il già citato Barlaam ha ricordato che «i servizi alla persona non possono essere affrontati con la “logica dell’appalto”, di un utente “oggetto della prestazione”. Va recuperato in maniera compiuta il ruolo di soggetto attivo della persona con disabilità».
Tra i rappresentanti istituzionali intervenuti alla conferenza, il senatore Fernando Rossi (Gruppo Misto) ha ribadito la necessità di utilizzare per l’assistenza «le risorse destinate per le guerre di civiltà», mentre la senatrice Erminia Emprin (Rifondazione Comunista) ha sottolineato come l’attuale governo sia riuscito ad aumentare il bilancio per la non autosufficienza a 400 milioni di euro e ha rimarcato la necessità di approvare almeno i Livelli Essenziali delle Prestazioni per la Non Autosufficienza, all’interno dei quali verrebbero recepite le istanze dell’assistenza autogestita.
La deputata Donatella Poretti (Rosa nel Pugno) si è soffermata poi sull’esigenza di elaborare proposte più generali che riguardino il tema della Vita Indipendente (domotica, ausili, mobilità, accessibilità).
Era presente anche il sottosegretario alla Giustizia Daniela Melchiorre, che ha espresso la propria disponibilità ad approfondire gli aspetti giudiziari che consentano l’esercizio di cittadinanza a tutela degli interessi personali e diffusi. Su tale tema l’avvocato Grazia Villa ha sottolineato la necessità di garantire alle persone con disabilità il diritto di difendersi in giudizio, chiedendo «l’ampliamento del patrocinio gratuito per situazioni giudiziarie riguardanti i diritti sociali sia in forma individuale che in forma diffusa, consentendo ai cittadini la difesa delle garanzie di base».
A concludere la Conferenza è stato il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero che si è reso disponibile a collaborare con il movimento italiano per la Vita Indipendente e a recepire proposte utili a produrre un documento che tenga presente le esigenze delle persone con disabilità non autosufficienti, differenziando le soluzioni rispetto alle altre tipologie di non autosufficienza.
Dal canto loro i partecipanti hanno chiesto al ministro la costituzione di un Tavolo sulla Vita Indipendente, per superare le diffuse logiche legate agli istituti residenziali e semiresidenziali e favorire politiche di domiciliarità consapevole e autodeterminata. Un Tavolo - è stato poi richiesto - che dovrebbe prevedere anche la partecipazione della Conferenza Unificata Stato Regioni, per affrontare e sensibilizzare queste ultime all’adozione di misure che consentano il diritto di scelta e l’autorganizzazione dell’assistenza. A tal proposito Ferrero ha dichiarato che presto chiederà un incontro sul tema, in sede di Conferenza Stato Regioni.
Tutto il materiale prodotto nel corso della Conferenza di Roma può essere richiesto all’Agenzia della Vita Indipendente (AVI), tel. 06/45434734-88544572,
dino.barlaam@vitaindipendente.net (sito internet: www.vitaindipendente.net).