di Marco Bonora*
Per cogliere anche a scuola tutte le grandi potenzialità delle nuove tecnologie è sempre necessario un uso appropriato di esse, tanto più quando si cerca di facilitare l’apprendimento degli alunni con disabilità
L’avvento dell’informatica nelle scuole ha modificato diversi aspetti della didattica tradizionale, influenzando sia le dinamiche relazionali d’aula tra docente e alunno, sia i singoli soggetti nelle loro funzioni autonome. In altre parole si può dire che le nuove tecnologie abbiano rivoluzionato i sistemi di formazione e aggiornamento degli insegnanti e le modalità di lavoro domestico degli studenti. In particolare l’uso delle nuove tecnologie informatiche ha generato notevoli innovazioni nella tipologia e nella qualità della didattica speciale, favorendo l’apprendimento in studenti con limitazioni funzionali o deficit cognitivi.
L’uso di tecnologie informatiche non comporta in modo automatico uno standard scolastico qualitativo più elevato; un errato utilizzo può anzi influenzare in modo negativo l’apprendimento degli alunni. Infatti, la relazione tra insegnamento e tecnologie è un processo delicato che richiede professionalità e competenze negli operatori: l’insegnante di sostegno è colui che individua e progetta la relazione didattica tra computer e alunno; di conseguenza è opportuno introdurre il nuovo ruolo e le specifiche della figura docente, prima di analizzare le nuove tecnologie per l’apprendimento in studenti affetti da una distrofia o da un’altra malattia neuromuscolare.
In questi ultimi anni la formazione specialistica dell’insegnante di sostegno si è orientata verso la creazione di un nuovo profilo docente, caratterizzato da conoscenze di informatica di base e competenze circa le tecnologie e gli ausili per le disabilità. In altre parole l’insegnante di sostegno deve conoscere i principali strumenti informatici - sia hardware che software - saper configurare e utilizzare tutte le tipologie di periferiche di input e output, avere le competenze per installare e utilizzare nuovi software applicativi.
Infatti, sebbene gli strumenti informatici siano di grande aiuto nella didattica, l’uso meccanicistico di essi può indurre un utilizzo poco appropriato dei software e delle strumentazioni in commercio. L’obiettivo delle nuove tecnologie dev’essere invece quello di facilitare i processi di apprendimento, ricordando che il computer è il mezzo e non il fine dell’attività didattica e che un eccesso o un utilizzo poco appropriato può spostare l’attenzione su tematiche che hanno poca attinenza con lo sviluppo delle capacità cognitive.
Da tali considerazioni si evince l’importanza delle competenze del docente di sostegno su quale sia il giusto ruolo dell’informatica nello sviluppo dei percorsi didattici, quali siano gli strumenti tecnologici di ausilio presenti nella sua scuola o disponibili in commercio, ma non ancora in dotazione del suo istituto.
Se si considera che le Istituzioni Scolastiche hanno a disposizione fondi per l’acquisto di strumenti tecnologici per il proprio “Laboratorio H”, le conoscenze del docente di sostegno sulle tecnologie presenti sul mercato, con i relativi costi e prestazioni, devono essere di supporto per offrire un parere consultivo per l’acquisto delle strumentazioni stesse; laddove infatti il corpo degli insegnanti dimostri ampie competenze in merito, in genere le loro indicazioni vengono prese in piena considerazione dai dirigenti scolastici degli istituti.
Per esplicitare in modo esaustivo la relazione tra strumentazioni tecnologiche, informatiche e didattica speciale, è necessario classificare le diverse forme di disabilità in relazione alle limitazioni funzionali (motorie, visive e auditive) - al fine di scegliere gli strumenti di supporto hardware o emulazione software per un utilizzo ottimale dell’elaboratore - e in base ai livelli di deficit cognitivo, per individuare i software di ausilio alle applicazioni didattiche e allo sviluppo socioculturale.
I problemi motori richiedono l’utilizzo di hardware particolareggiato solo se relativi all’apparato locomotorio superiore, cioè connessi a deficit nella coordinazione fine e/o ipotonia muscolare. Per problemi lievi di coordinazione fine si utilizzano tastiere con tasti grandi o scudi da apporre sopra le tastiere normali, per evitare la casuale pressione multipla di tasti adiacenti.
In situazioni invece di handicap motorio grave, si utilizzano piattaforme di supporto ibride con particolari strumenti hardware e software. In luogo del mouse, ad esempio, si usa il trackball - sorta di mouse speciale rovesciato - e in situazioni di gravità si utilizzano sistemi con sensori e pulsantiere speciali, sistemi al “tocco” di schermo, mouse ad infrarossi a puntamento con la testa e strumenti sensibili al soffio o all’occhio di ultima generazione tecnologica.
Per simulare poi il funzionamento della tastiera, si ricorre a strumenti software. Windows, ad esempio, presenta tra i propri accessori la tastiera virtuale e sono inoltre presenti in commercio vari programmi di emulazione, ma in internet vi è anche un’applicazione software freeware - cioè gratuita - che offre buone prestazioni. Si tratta della tastiera virtuale Click’N Type, prodotta dalla Lake Software (www.lakefolks.org)
Nelle applicazioni semplici, gli alunni in possesso di abilità manuali sufficienti per controllare un mouse, un trackball o un altro dispositivo di puntamento, utilizzano i sensori di pressione o i tasti per effettuare i singoli click del mouse. In alcune applicazioni complesse, invece, è richiesta la pressione multipla o combinata di più tasti del mouse oppure la combinazione tra il click di un tasto del mouse e il trascinamento del puntatore. Per tali condizioni particolari, è consigliabile installare sul computer un ulteriore strumento software gratuito, denominato Point-N-Click, un mouse virtuale (www.polital.com), programma che mostra all’utente le possibili opzioni di click attraverso una serie di icone facilmente selezionabili.
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*Docente di Tecnologie Informatiche nelle Disabilità presso la SICSI di sostegno (Scuola Interuniversitaria Campana di Specializzazione all’Insegnamento) dell’Università di Salerno.