di Alba De Santis
Sembra proprio che nessuno possa più rinunciare al telefono cellulare il cui uso esasperato talora va a discapito della privacy o dello stesso pudore. Ma perché non utilizzarlo di più anche per gli SMS solidali?
Caro cellulare, ma cosa mi hai combinato? La prima volta che ti ho acquistato, ti ho accolto nella mia casa con gioia e rispetto. Ti ho anche avvolto in una tenera custodia rosa. Oggi vado nel panico se esco un secondo dall’ufficio senza poter tornare indietro a riprenderti e ti trovo con due chiamate perse e un messaggio con parole illeggibili perché troppo abbreviate. Per te, solo per te, indosso una splendida “collana unisex”, il laccetto con cui ti appendo al collo per tenerti sempre con me...
Pensate che stia esagerando vero? Eppure mi guardo intorno e sento discorsi anche peggiori. Innanzitutto vorrei non dover ascoltare le urla delle mie amiche contro i “figli ribelli” e i mariti assenti. Non c’è privacy per i loro interlocutori. Il tono di voce, il volume e la durata sono aumentati a dismisura.
Ma se proprio piace tanto chiacchierare attraverso un telefonino, perché non impiegare il proprio tempo libero al Telefono Amico? Ho visto spettatori distratti in teatro o a messa che rispondevano a suonerie oscene, per non parlare, poi, delle scuole. Sembra non esistere più il pudore... Non voglio dire che si possa vivere anche senza, non lo penso più da diversi anni; io poi lo uso come agenda, orologio e addirittura album fotografico. Ma vi sembra proprio indispensabile inviare un SMS per il televoto su «chi vuoi eliminare al Grande Fratello»?
Propongo dunque un uso più nobile di questo strumento: il messaggio solidale. Quell’euro (o due) che va in beneficenza ad associazioni di ricerca, volontariato o quant’altro, meglio ancora se alla UILDM, in occasione delle sue Giornate Nazionali. Io ho donato ogni volta che ci sono state, e voi?