
a cura di Gianni Minasso
Una caratteristica di queste due paginacce è senz’altro l’irriverenza grazie alla quale, questa volta, siamo andati a sfruculiare nientepopodimeno che in Vaticano, riesumando una questione riguardante il caro Giampaolo Due e la cosiddetta “paura della disabilità”. A seguire l’ormai “classico” Cos’hacca è, mentre a chiudere lo squinternato corteo è un raccontino di fantascemenza.
Se qualcuno avesse qualcosa da (ri)dire, pigi pure i tasti del pc impostando la seguente serie di lettere: ilmiodistrofico@uildm.it.

Foto del Papa in carrozzina?
E quando mai... Bisogna accontentarsi delle ricostruzioni!
Qualche anno fa (ma noi abbiamo la memoria lunga e non ce ne siamo scordati) papa Wojtyla era giunto quasi alla fine del suo pontificato. L’inevitabile decadenza fisica lo aveva portato all’infermità, ma il tosto polacco e il suo entourage avevano dato vita alla manfrina che da sempre regola le cattive condizioni di salute dei potenti: reticenze, bugie e utilizzo di molti eufemismi.
Grazie ad alcuni ritagli di giornali dell’epoca, proviamo a “toccare” quest’icona intoccabile per i religiosi, ma anche per molti laici.
Idioma del potere
«Il Papa recalcitra all’idea della sedia a rotelle. “Si irrita soltanto a parlarne”, confida un cardinale di curia, ma la situazione sta precipitando. In Vaticano l’argomento carrozzella è tabù, sebbene per i suoi spostamenti interni nel palazzo apostolico, Giovanni Paolo II già utilizzi saltuariamente una poltroncina a rotelle, tipo quelle in uso negli aeroporti. Seduto e “portato”, il pontefice dovrà abituarsi a guidare in modo diverso il miliardo di fedeli cattolici» (Città del Vaticano, marzo 2002).
«Giovanni Paolo II si è fatto convincere a usare la pedana mobile e il tronetto a rotelle» (Madrid, maggio 2003).
«Il suo ginocchio sinistro stava per cedere, quando sono intervenuti prontamente il segretario monsignor Dziwisz e l’organizzatore dei viaggi papali monsignor Boccardo che lo hanno sollevato di peso e rimesso sul tronetto a rotelle. I suoi collaboratori hanno poi fatto dire che il piede gli si era impigliato nella veste» (Lourdes, agosto 2004).
«Per la benedizione dell’Angelus bisognerà mettere Wojtyla sul tronetto mobile e portarlo sino alla finestra. In segreto, ieri sono state fatte le prove. Il Papa è stato fatto alzare e posto per qualche minuto in poltrona» (Città del Vaticano, febbraio 2005).
Traduzione in italiano
Ma è proprio così vergognoso diventare disabili?

Fonte www.flickr.com
1. Sedia a rotelle fai-da-te originaria di un paese del Terzo Mondo
2. Unico modello di carrozzina prevista dal nuovo Nomenclatore Tariffario
3. Innovativo ed economico ausilio da spiaggia per disabili motori gravi
(Soluzione: n. 1)

Astronave: Scassonix - Coordinate galattiche: Quìstam - Data media: Uògge - Rapporto alla Base del Comandante Guapp One.
Siamo appena giunti nel sistema della stella Osolemio e ci siamo posizionati in prossimità del pianeta Chiavica Terzo, l’unico ospitante forme di vita. Come da regolamento abbiamo già iniziato la sua ispezione secondo i protocolli di non interferenza. Ecco i risultati preliminari.
Per ora abbiamo messo sotto osservazione un gruppo ristretto di esseri che si trovava in un fabbricato. La situazione degli indigeni è alquanto inconsueta. La specie dominante del pianeta (gli Inetti) è costituita da organismi dotati di una testa, un tronco e otto arti (di cui due superiori assai deboli, due inferiori atrofizzati e quattro ruotiformi per la locomozione). Nessuna presenza di tentacoli, appendici e occhi supplementari. L’attività cerebrale è molto modesta. Quello che abbiamo riscontrato di notevole è che questi esseri tengono in schiavitù una specie a loro simile (gli Aitanti) che tuttavia possiede solo quattro arti (due superiori discretamente mobili e due inferiori che consentono un movimento di tipo alternato).
Gli Inetti spesso sbuffano, gemono, urlacchiano e costringono gli Aitanti a eseguire i loro ordini facendosi servire in tutto e per tutto, dalla nutrizione all’evacuazione, dall’esecuzione di lavori pesanti al semplice ascolto passivo, mentre gli schiavi subiscono sfuriate, pressioni psicologiche e ricatti di ogni sorta. Per qualche bizzarra ragione ancora da appurare, la specie degli Aitanti, pur notevolmente più forte, è totalmente succube degli Inetti. Con lo sguardo perso nel vuoto e senza alcun gesto di ribellione, essi eseguono supinamente qualsiasi comando, svolgendo anche mansioni degradanti.
Ancora due annotazioni. Gli Aitanti sono definiti, nel gergo locale, “Volontari” e la targhetta all’esterno dell’edificio reca la scritta “Sezione UILDM”.
Per il momento è tutto. Alla prossima.