Si incomincia così: «Era da parecchi anni che sognavo di andar in India per togliermi delle curiosità su cose lette e per imparare, apprendere, conoscere».
E questa è la conclusione: «“Com’è andata?” mi chiederanno in tanti “..e la gente?..e la miseria è come fanno vedere in TV?..i taxi?..la musica?..le ragazze?..negli incroci sono le vacche ad avere precedenza?” Credo che come per altre cose vale un detto che ho letto in parecchi insegnamenti e cioè “come si può spiegare il sapore del cioccolato?”. Vai, buttati, provaci, assaggia...».
Nel mezzo ben tre viaggi in India con la carrozzina, soggiornando ogni volta per un periodo non inferiore ai sei mesi, alloggiando in ostelli, case di accoglienza per pellegrini, alberghi economici o anche giacigli di fortuna. Oggi Alex Caltagirone, ventottenne con una malattia neuromuscolare, amico della UILDM di Bergamo, queste storie ha voluto raccontarle in Ombelico India. Diario di un viaggio su 4 ruote, volumetto nato per dire a molti cose come «non fatevi frenare da paure e difficoltà e non date troppo ascolto a chi scoraggia o mette limiti dove non ci sono».
Non sarà un “trattato di bello stile”, il libricino di Alex, ma è certamente un diario sincero, di tono puramente naïf, traboccante di ironia, di vicende e di incontri vissuti in prima persona, che merita di essere letto, anche perché il ricavato delle sue vendite - fatto non secondario - andrà ad una serie di associazioni, tra cui la UILDM bergamasca (per sapere come averlo: 035/343315, segreteria@distrofia.net). E anche perché brani come il seguente ci sembrano imperdibili: «Nei bus pubblici come questo la capienza dichiarata è di circa 100 persone sedute e una trentina in piedi; la capienza reale è circa 3 giliardi di persone-sardine anche sul tetto o appese ai lati e in più bagagli giganti legati con spago o fil-di-ferro..cibo, vestiti, mattoni, sacchetti pieni, balle di fieno e la mia carrozza».
(Stefano Borgato)