di Carlo Giacobini
In vista della prossima Legge Finanziaria, le azioni al momento prioritarie del Ministero dell’Economia, in ambito di disabilità, sembrano essere quelle contro i “falsi invalidi”: ma è proprio quello che serve?
È in fase di approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, un insieme di provvedimenti che costituiranno l’ossatura della prossima Manovra Finanziaria. Il testo passerà poi all’esame delle Camere per la discussione e l’approvazione finale.
Ma nelle sue proposte, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha già inserito misure di nuovo controllo sulle invalidità civili. Si tratta di un ritornello che ritorna ciclicamente, nutrito da episodi di malcostume alimentati ad arte affinché sembrino una realtà consolidata: il “cieco che guida la moto”, il “sordo che va ai concerti”, l’“invalido che pratica sport estremi”...
In realtà negli ultimi anni i controlli sulle “false invalidità” sono stati effettuati massicciamente in forza di norme approvate, in modo bipartisan, da tutti i governi che si sono succeduti. Non risponde quindi al vero che i controlli non ci siano.
Se n’è occupato il primo Governo Prodi, innanzitutto con la Legge 425/96 e poi con la Finanziaria per il ’97 (Legge 662/96), fissando a carico degli invalidi civili una serie di autocertificazioni relative alla sussistenza dei requisiti personali, che vengono presentate tuttora, il 31 marzo di ogni anno. In quel periodo vennero anche incrementati notevolmente i controlli e le visite di verifica a campione, senza che per altro si sia mai avuta notizia sull’ammontare del recupero di provvidenze indebitamente riscosse. Va detto inoltre che a fronte dei numerosi ricorsi degli interessati contro le revoche, sono state del tutto irrilevanti le azioni nei confronti delle Commissioni che avevano indebitamente rilasciato le certificazioni di invalidità...
Un’altra “ondata” di verifiche sulle invalidità civili è stata successivamente varata dalla Finanziaria per il ’98 (Legge 449/97), con controlli a campione che proseguono a tutt’oggi.
Il secondo Governo Berlusconi ha poi rilanciato, con la Legge 326/03, n. 326, tramite la quale il Legislatore, anziché riformare le modalità di ricorso amministrativo - magari delegandolo alle Regioni - ha preferito eliminarne la possibilità, cosicché, da allora, ad un cittadino che non accettasse l’esito di una visita di accertamento di invalidità, rimaneva solo la strada assai più complessa del ricorso giurisdizionale, cioè davanti al giudice e con l’assistenza di un legale.
E ancora, ha insistito il terzo Governo Berlusconi, intervenendo stavolta - con la Legge 248/05 (articolo 10) - anche nell’ambito dei procedimenti relativi al riconoscimento delle minorazioni civili, trasferendo cioè all’INPS le funzioni di verifica attribuite precedentemente al Ministero dell’Economia.
Fino a quel momento, infatti, era quest’ultimo Dicastero a verificare tutti i verbali di invalidità civile, di handicap (Legge 104/92) e di disabilità (Legge 68/99) attraverso proprie Commissioni Mediche di Verifica, presenti su tutto il territorio nazionale, che potevano convalidarli, richiedere approfondimenti oppure convocare a nuova visita i cittadini. Inoltre spettava sempre al Ministero effettuare eventuali controlli periodici a campione.
Con la Legge 248/05 tutte queste competenze - assieme al personale e alle risorse economiche necessarie - sono state trasferite all’INPS, cui già era affidata l’erogazione delle provvidenze economiche agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordomuti.
Questi i fatti. Incontrovertibili e pubblicati in Gazzetta Ufficiale: non è vero, dunque, che i controlli preventivi e a campione non ci siano.
E ora vediamo ciò che propone il testo presentato da Tremonti. Si tratta dell’articolo 80 del Decreto Legge sullo Sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, un articolo invero piuttosto rabberciato e con inesattezze tecniche di non poco conto. Una misura però è chiarissima: l’INPS dovrà attuare un piano straordinario di 200.000 verifiche a campione sulle posizioni degli invalidi civili. Un successivo decreto interministeriale fisserà poi le modalità di effettuazione di tali controlli, in «ragione dell’incidenza territoriale dei beneficiari di prestazioni rispetto alla popolazione residente». Traduzione: ci saranno più controlli dove ci sono più invalidi. Ergo: al Sud.
E ancora: i controlli verranno effettuati in sinergia «con le diverse banche dati presenti nell’ambito delle Amministrazioni Pubbliche, tra le quali quelle dell’Amministrazione Finanziaria e della Motorizzazione Civile». Traduzione: si controlleranno per primi gli invalidi titolari di patente.
Chi non si presenterà a visita si vedrà sospendere il pagamento delle provvidenze economiche, con successiva revoca, nel caso non fornisca giustificazioni entro novanta giorni. Nel caso poi che a non presentarsi alla visita siano persone ultrasettantenni o «minori nati affetti da patologie e per i quali è stata determinata una invalidità pari al 100 per cento ed i soggetti affetti da patologie irreversibili [così nel testo!]», si procederà obbligatoriamente a visita domiciliare.
Il Ministero dimentica però che per i minori non è prevista la percentualizzazione dell’invalidità e sembra anche dimenticare che la Legge 80/06 esclude visite di revisione per le persone affette da menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti, titolari di indennità di accompagnamento...
L’articolo 80 proposto (non ancora legge, lo ripetiamo) contiene anche un comma - che appare alquanto fuori posto - riguardante la conferma delle patenti speciali: «Ai titolari di patente di guida speciale chiamati a visita per il rinnovo della patente stessa, gli uffici della motorizzazione civile sono autorizzati a rilasciare un permesso di guida provvisorio, valido sino all’esito finale delle procedure di rinnovo». Disposizione senz’altro intelligente, efficace, semplificatoria. Peccato, però, che esista già da dieci anni! Il testo identico, infatti, anche nelle virgole, è già previsto dall’articolo 37, comma 1 della Legge 448/98.
Seguiremo con attenzione l’iter parlamentare della norma, confidando di poter comunicare cambiamenti migliorativi nel testo.