di Antonio Cappiello
Un’analisi che parte dalla Francia, allargandosi poi al resto dell’Europa, per registrare una tendenza cui anche l’Italia sembra allinearsi: la volontà di proteggere la persona vulnerabile e non solo i suoi beni
Attualmente, in Francia, sono oggetto di misure di protezione giuridica circa 700.000 persone (più o meno un adulto su ottanta) e si prevedono annualmente all’incirca 68.000 nuove misure. Con un tasso di crescita del 4% l’anno, si arriverà dunque, per il 2010, a coinvolgere approssimativamente un milione di persone1.
La crescita esponenziale del numero di persone oggetto di protezione nel Paese transalpino si spiega in parte con l’aumento della speranza di vita e con il conseguente invecchiamento della popolazione. E tuttavia bisogna constatare che - al di là del fenomeno demografico - la protezione giuridica dei maggiorenni si è con il tempo allontanata dalla sua originaria finalità.
In effetti, di fronte all’aumento della precarietà e dell’esclusione sociale che ne deriva, numerose misure di protezione sono state emesse ai fini della tutela sociale, indipendentemente dalle alterazioni delle capacità dei soggetti coinvolti. Le misure di protezione, inoltre, vengono pronunciate da giudici tutelari insufficienti come numero e sovraccarichi di lavoro, chiamati a gestire, a volte, fino a tremila dossier e che spesso - a causa del poco tempo a disposizione - devono prendere le loro decisioni avvalendosi come sola prova di un certificato medico fornito dal richiedente la tutela. La persona interessata, nel 60% dei casi, non viene neanche interpellata dal giudice2.
Infine, l’inflazione delle misure - legata al mancato rispetto dei princìpi enunciati dalla legge del 1968 denominata Loi de protection des majeurs incapables - ha compromesso la reale attuazione dei programmi e reso talvolta illusoria la protezione giuridica degli interessati, mentre il costo riguardante la tutela giuridica a carico della collettività fa registrare una crescita costante (più del 15% all’anno).
Di fronte a tale quadro, in cui molte famiglie si sentono disorientate e abbandonate, è stato necessario riformare il sistema di protezione giuridica dei maggiorenni, al fine di garantire la libertà individuale e la salvaguardia del patrimonio della persona protetta.
Si è resa necessaria, dunque, una riforma globale, avente per obiettivo da una parte una chiara linea di separazione tra le misure di protezione giuridica e i sistemi di aiuto e di azione sociale, dall’altra il rafforzamento dei diritti delle persone protette.
Proteggere le persone vulnerabili e non soltanto i loro beni costituisce infatti una grande innovazione che riguarda il rispetto delle libertà fondamentali, dei diritti e della dignità dell’uomo.
La legge che riforma la protezione giuridica dei maggiorenni è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Francese esattamente il 7 marzo 2007 [il raffronto più immediato con l’Italia guarda alla Legge 6/2004, che ha istituito l’amministratore di sostegno, N.d.R.].
Con tale provvedimento si propone la creazione di un «mandato di protezione futura» che permetta a chiunque di incaricare in anticipo una persona di propria fiducia a rappresentarlo in caso di incapacità futura (mandato notarile o mandato tramite scrittura privata). Il mandato di protezione futura può essere affidato ad una persona fisica sin da adesso, anche se esso potrà produrre i propri effetti soltanto a partire dal primo gennaio 2009.
Detto mandato è previsto anche a favore di una terza persona, come nel caso dei genitori di un figlio con disabilità maggiorenne, i quali potranno incaricare un persona che assumerà la protezione del proprio figlio nel momento in cui essi stessi non saranno più in grado di farlo. Qualsiasi persona interessata potrà inoltre rivolgersi al giudice tutelare al fine di contestare l’attuazione del mandato oppure affinché si esprima sulle condizioni e modalità della sua esecuzione.
I diritti della persona protetta vengono quindi rinforzati: l’interessato, infatti, dovrà essere obbligatoriamente ascoltato al momento dell’attuazione della procedura tutelare; le misure prese andranno riviste ogni cinque anni; le decisioni in materia di sanità e di alloggio dovranno essere lasciate alla persona interessata (nell’ambito delle sue possibilità) e, rispetto a tale ambito, il tutore avrà un mero ruolo d’informazione e aiuto.
A livello generale - oltrepassando quindi i confini della Francia - si può senz’altro dire che negli anni più recenti la valutazione del problema dell’autosufficienza venga affrontata in modo più attento: il soggetto che si sente vulnerabile a «possibili incapacità future» deve poter scegliere anticipatamente e in modo autonomo la persona che si prenderà cura di lui e decidere le modalità di protezione da attuare nei propri confronti.
La protezione riguarderà non soltanto il patrimonio della persona vulnerabile, ma soprattutto la tutela del suo benessere. Inoltre, l’intervento protettivo non sarà attuato esclusivamente in assenza di capacità d’intendere e volere, ma potrà essere messo in atto anche in situazioni generali di disagio o di temporanea fragilità.
Queste tendenze si sono affermate in modo più marcato a partire dal 1982, anno in cui è stato adottato dalle Nazioni Unite - con la Risoluzione 37/52 del 3 dicembre - il Programma Mondiale per la Piena e Totale Integrazione delle Persone Disabili, iniziativa che ha messo in risalto - per questi ultimi cittadini - il diritto alle stesse opportunità degli altri e ad un pari miglioramento delle condizioni di vita conseguenti allo sviluppo economico e sociale.
In seguito, nel 2003, un altro passo fondamentale è stato l’Anno Europeo delle Persone con Disabilità, evento che ha interessato direttamente circa il 16,2% della popolazione presente nell’Unione Europea, tante cioè si stima siano le persone con disabilità, secondo i dati più recenti3.
Note:
1 Fonte dei dati: Annuaire Statistique du Ministère de la Justice, D. Muñoz-Perez, La population des majeurs protégés en France, projections à l’horizon 2005 et 2010 (Rapport commandé par le Groupe de Travail Interministériel) - Ministère de l’Emploi et de la solidarité, 2004.
Per saperne di più: La réforme des mesures de protection juridique des majeurs. Mandat de protection future, sauvegarde de justice, curatelle et tutelle, in «Actualités Socilaes Hebdomadaires», 29/6/2007, n. 2514-2515, pp.23-37.
2 Fonte dei dati: Gilles Séraphin, Les populations suivies en mesures «majeur protégé» et «tutelle aux prestations sociales adultes», panorama des travaux, Document de travail UNAF/UR/ONPMP, 2004.
Per saperne di più: Assemblée Nationale, Réponse à la question écrite de Philippe Labaune: Réforme de la protection juridique des majeurs, Question n.: 1112 Ministère interrogé: Travail, relations sociales et solidarité, Répons publiée au JO le 16/10/2007, p. 6393.
3 Eurostat 2002, Population and social conditions, Employment of disabled persons (LFS adhoc module 2002). Prevalence percentages of disability by activity status, sex and age group.
Per saperne di più: European Social Statistics, Social protection, expenditure and receipts - Data 1997-2005, Statistical Books, Release Date 25-JAN-2008.