IL MIO DISTROFICO - Frizzi, lazzi e irriverenze sulla DMP

a cura di Gianni Minasso

 

Una coltre di silenzio è il miglior commento che abbiamo a disposizione per la recente “bufala” riguardante gli effetti del Viagra sui distrofici, mentre spenderemo le parole così risparmiate per la folle carrozzina protagonista di una delle mille stramberie fluttuanti sulla superficie dell’oceano Internet. La nuova rubrica Cronaca vera e i problemi originati dal prurito chiudono poi l’elenco di quanto abbiamo escogitato questa volta per cercare di strapparvi un sorriso.

Se invece avessimo peggiorato ulteriormente il vostro già cattivo umore, non esitate, lamentatevi subito presso il  ilmiodistrofico@uildm.it.

Senza parole

Scatola di Viagra con logo di disabile che si alza dalla carrozzina

 

Dal Montreal Heart Institute: «Il Viagra potrebbe essere utile anche per curare la distrofia muscolare!». Nessuna chiosa può sporcare la limpidezza di questa balla galattica, diffusa dalle agenzie lo scorso mese di maggio. Premio Mondiale della Satira.

 

Squinternet

carrozzina carroarmato

 

A dir la verità l’avevamo già intravista durante i nostri cabotaggi nel web. Ci era apparsa massiccia, con i suoi grandi cingoli triangolari e l’assurda poltroncina troneggiante. Avevamo liquidato l’immagine pensando che fosse il solito fotomontaggio di un buontempone e anzi, stavamo pensando di inserirla in Cos’hacca è?”, quando un bel giorno siamo capitati in www.tankchair.com. È stato dunque logico spostare di rubrica la notizia e parlarne a proposito dei bislacchi siti dello Squinternet.

Il succo è che una coppia di Phoenix, Brad e Liz Soden, ha avuto un brutto incidente d’auto nel quale Liz si è spezzata la schiena. Nel tentativo, non riuscito, di seguire in carrozzina un alce nei boschi (sic!), Brad ha avuto l’idea di inventare un ausilio che potesse far superare tutti gli ostacoli alla moglie. Si sa come vanno a finire queste tipiche storie americane: detto fatto, alla tenue luce della lampadina del suo garage, Brad ha ideato e costruito la “Tank chair”, carrozzina mostro che potremmo tranquillamente paragonare ai SUV, i famosi gipponi comprati da chi ha gravi complessi d’inferiorità. Infatti, come i Suv (Senza Utilità Vera), questa mirabolante carrozzina-carro armato può forse facilitare la rincorsa agli alci, ma sarebbe bello provare con essa ad effettuare i passaggi laterali. E non solo. Sarebbe anche bello sapere come sia possibile entrare in un ascensore, non frantumare i piedi ai passanti, non rovinare l’asfalto dei marciapiedi o l’erbetta del giardino di casa, non rendersi ridicoli in giro eccetera.

Americanate, direte voi, oppure il sole dell’Arizona che picchia sodo sulle zucche dei suoi abitanti, fatto sta che ancora una volta ci si trova alle prese con un’ostinata voglia di recitare il ruolo degli abili a tutti i costi. Cari fratelli di sofferenza, siamo handicappati, accettiamolo una buona volta e smettiamo di voler inseguire gli alci, partecipare alle olimpiadi dei normaloidi con due protesi in fibra di carbonio e via via delirando. Parafrasando l’eccelso Totò, concludiamo quindi con il finale della sua poesia più famosa: ‘A livella. «Sti ppagliacciate ’e ffanno sulo ’e furzate [forti, abili], nuje simmo serie... simmo handicappate!».

 

Cronaca vera

Disabile su carrozzina

 

I grandi problemi della distrofia

Tralasciando i casi di prurito dovuti a malattie specifiche o allergie (e, per carità, i pruriti intesi come impulsi o voglie irrefrenabili), prendiamo brevemente in esame i guai che questa occasionale sensazione fastidiosa di pizzicore provoca ai distrofichetti.

Infatti questo problema, che i normodotati risolvono con un semplice gesto della mano, per noi distrofici è una disgrazia in più da aggiungere ad un già fin troppo lungo elenco. Intanto non ci capita quasi mai che la prurigine si produca in una zona facilmente raggiungibile: punta del naso, nuca, gomiti e schiena sono sempre al di là della portata dei nostri poveri muscoletti. Inoltre, finché all’origine di questo disagio sta una briciolina o una pieguzza, pazienza, ma immaginatevi il panico quando il responsabile del problema è un ragnetto che continua allegramente il suo footing su di noi, infischiandosene della nostra smorfia d’orrore. Oltretutto è anche difficile teleguidare con precisione la mano dell’occasionale volontario che tenta di alleviarci la pena (più su, un po’ più in giù, vai a destra... beh, lascia perdere!).

Infine che fare quando non si riesce a sfregarsi in qualche modo e la nostra badante rumena sta flirtando da ore al cellulare col moroso? Sopportare, come sempre, come sopportiamo tutte le altre sciagure che ci porta in dono la nostra cara consorte, madama Distrofia. Però, che palle!