Il futuro è nel web

a cura di Barbara Pianca

 

Continuiamo il nostro viaggio nelle città italiane, per parlare dell’accoglienza riservata alle persone con disabilità nelle varie università. È la volta di Padova, per la quale abbiamo raccolto quattro testimonianze

 

Per conoscere le condizioni attuali dell’Università di Padova - che si contende con quella di Bologna il “titolo” di ateneo più antico d’Italia - presentiamo quattro contributi, tre dei quali hanno scelto di restare anonimi.

Interessanti ci sembrano in particolare le due proposte emerse per un servizio migliore, che hanno entrambe a che fare con internet. In pratica, gli studenti ci parlano della necessità di un sistema informatico migliore e di un utilizzo più interattivo del web.

Utilizzare internet di più e meglio

Cominciamo con Giuseppina Costa, iscrittasi a Scienze Politiche (corso di laurea in Scienze Sociologiche) nel 2003 e laureatasi nell’ottobre scorso. Il percorso di studi le è piaciuto e attualmente ha un contratto con un’azienda come consulente per l’organizzazione di riunioni aziendali.

 

Che cosa offre l’ufficio dedicato agli studenti con disabilità?

«Servizi di trasporto, assistenza, informazione e orientamento. L’ufficio svolge anche funzioni di intermediazione e sono soddisfatta di quello che offre».

 

Com’era la situazione quando ti sei iscritta e com’è cambiata nel tempo?

«L’accoglienza è stata buona e ho ricevuto informazioni esaurienti per orientarmi sia negli studi che all’interno della struttura. Sapevo che, in caso di bisogno, avrei potuto chiedere ai tutors».

 

Gli edifici che hai frequentato sono accessibili?

«Per la gran parte sì, tranne il vecchio dipartimento di Sociologia e quello di Studi Teorici e Politici».

 

Quali sono state le difficoltà principali che hai incontrato?

«Non ho riscontrato difficoltà particolari, né limitazioni rispetto alla socializzazione. Ho trovato una mentalità molto più aperta e disponibile rispetto alla scuola dell’obbligo e all’istituto superiore che ho frequentato. Come particolari punti di merito rispetto all’accoglienza degli studenti con disabilità, evidenzierei proprio la chiarezza e la continua disponibilità».

 

Come ti immagini un servizio completo, che metta tutti in grado di accedere alle possibilità offerte agli studenti della tua facoltà?

«Vorrei venisse maggiormente sviluppato maggiormente il servizio di e-learning nel caso non si potesse frequentare in loco le lezioni. Sarebbe inoltre utile avere gli appunti dei professori online e ad oggi non tutti li inseriscono».

Ora l’accessibilità è migliore

Il primo dei contributi anonimi proviene da un laureato in Psicologia del Lavoro, cui si era iscritto nel 1989 sotto il vecchio ordinamento. Egli è completamente soddisfatto del percorso di studi e ora vorrebbe occuparsi di ricerca della comunicazione e degli aspetti sociali. Sull’ufficio universitario di riferimento per le persone con disabilità, ci dice che «è specializzato in trasporto e in servizi di informazione. Il suo punto debole sta nella pratiche burocratiche, che bisognerebbe alleggerire».

 

È cambiata nel tempo la situazione rispetto a quando ti eri iscritto?

«All’inizio vi erano molte carenze a livello di orientamento, mentre l’accoglienza era stata “normale”. Poi, alla fine, l’orientamento era certamente migliorato».

 

E dal punto di vista dell’accessibilità?

«Fino al 1996 gli edifici che frequentavo non erano accessibili, mentre oggi lo sono completamente».

 

Quali sono state le difficoltà principali e hai vissuto limitazioni nella socializzazione?

«Non frequentare le lezioni mi ha sicuramente isolato dalla vita studentesca e mi ha anche demotivato. Ritengo quindi di aver vissuto limitazioni rispetto alla socializzazione proprio a causa della frequenza non assidua alle lezioni, oltre che al mio carattere tendente all’introversione».

 

Che cosa ti sentiresti in particolare di valorizzare rispetto all’accoglienza degli studenti con disabilità?

«Un punto di merito è stata senz’altro l’istituzione dell’Ufficio Disabilità, anche se potrebbe funzionare meglio. Un altro punto da valorizzare - come ho già detto - è la costruzione di nuovi edifici finalmente privi di barriere».

 

Come immagini un servizio completo che metta le persone con disabilità in grado di accedere alle possibilità offerte agli studenti della tua facoltà?

«Secondo me un servizio completo dovrebbe disporre di un sistema informatico migliore».

Nessun grande cambiamento

Ci ha risposto poi un giovane dottore in Scienze della Formazione, iscrittosi sedici anni fa e laureatosi il 13 febbraio 2006. Attualmente è ancora in cerca di un’occupazione. Dell’ufficio dedicato alla disabilità ci conferma che «è specializzato in trasporti, intermediazione con i professori e orientamento», mentre non fornisce alcun commento sulla qualità dei servizi.

 

Com’era la situazione quando ti sei iscritto e come ti sembra che sia oggi?

«La situazione era buona. Ho avuto infatti una positiva accoglienza e un buon servizio di orientamento. Oggi è rimasto tutto invariato».

 

E per quanto riguarda l’accessibilità?

«Una parte degli edifici non era accessibile, una parte invece sì, ma con degli ostacoli».

 

Hai incontrato difficoltà particolari o vissuto limiti dal punto di vista della socializzazione?

«Le difficoltà che ho incontrato hanno avuto a che fare per lo più con le barriere architettoniche e, rispetto a questo, ritengo di aver vissuto delle limitazioni rispetto alla socializzazione».

 

Ci sono dei punti di merito rispetto all’accoglienza degli studenti con disabilità che ti sentiresti di valorizzare?

«Direi proprio di no».

I meriti dell’Ufficio Disabili

L’ultimo contributo anonimo ci arriva da un laureando in Scienze Geologiche che frequenta l’università da più di un anno, ha sostenuto sette esami ed è abbastanza soddisfatto del percorso di studi. Spera di trovare un lavoro nell’ambito del monitoraggio ambientale. Per incominciare ci fa notare che l’Ufficio Disabili offre sì servizi di trasporto e assistenza, «ma non garantisce assistenza igienico-sanitaria».

 

Ma dalla tua immatricolazione hai notato qualche cambiamento?

«Sicuramente non c’è stato un buon servizio di orientamento e le cose non credo siano cambiate».

 

Gli edifici che hai frequentato sono accessibili?

«Direi proprio di sì».

 

Quali difficoltà hai incontrato e hai vissuto limitazioni nella socializzazione?

«Devo dire che finora non ho incontrato grosse difficoltà. Se anzi volessi centrare l’attenzione su un punto di merito della mia Università, dovrei tornare a parlare proprio dell’Ufficio Disabili, con i suoi positivi servizi di assistenza, accompagnamento e trasporto».