Un’estate fa, in Versilia

di Giovanna Grazian

 

La gioia di stare assieme per una settimana, ognuno con le sue diverse capacità, in una splendida località di mare della Toscana, pronti a nuove esperienze. Anche perché lentamente muore chi non viaggia…

 

Sole cocente e clima asciutto, bouganville ciclamino che si “arrampicano” sulle ville dell’immediato dopoguerra, oleandri multicolori e l’odore di resina della pineta vicina. Dalla battigia lo sguardo ai monti: le Alpi Apuane richiamano vagamente il gruppo del Pasubio - tra le province di Vicenza e Trento - ma qui il biancore non è dato dalla neve, bensì dal riflesso del marmo pregiato, quello stesso che Michelangelo secoli fa veniva a scegliere di persona… 

Questo lo scenario di Marina di Pietrasanta (Lucca), nella casa vacanze della UILDM locale, in una settimana d’estate passata insieme ad alcuni soci della UILDM di Vicenza. A due passi da noi un’opera appena inaugurata, un pontile sul mare cui si accede dopo una zampillante fontana, tramite una passerella pavimentata in legno.

Poco oltre una larga rotonda, sorretta nel corrimano da un vero e proprio capolavoro d’acciaio argentato e adornata di statue di marmo, raffiguranti personaggi storici, pensatori greci, uomini che hanno fatto la storia, la filosofia, l’arte. Alte forse tre metri, stupiscono il visitatore, calamitando lo sguardo, impressionando per la loro perfezione. Le hanno scolpite altri artisti, valenti come quelli del passato, “opere lunari” che consiglio a tutti di vedere.

La settimana è letteralmente volata, tutti e venti gli ospiti avrebbero voluto fermare il calendario. Abbiamo riso tanto, sofferto per la Spagna che ha eliminato l’Italia ai calci di rigore, ma ci siamo consolati con una bottiglia di Torcolato DOC di Breganze. Tutti - stonati e intonati - hanno partecipato al karaoke con entusiasmo, ridendo fino alle lacrime. Alla fine dal cena al Ristorante Ago di Forte dei Marmi, lungo il fiume Versilia, tutti d’accordo sul fatto che dopo questa prima, meravigliosa esperienza, varrà certamente la pena di cimentarsi in nuove “avventure”, perché, come scrive la poetessa brasiliana Martha Medeiros, «lentamente muore chi non viaggia, chi non ascolta musica, chi non legge, chi non rovescia il tavolo, chi non cambia colore di vestito» e così via.

Al ritorno, sul tratto più alto degli Appennini, tante ginestre qua e là spontanee sulle rocce a darci speranza con tutto quel giallo intenso, a farci credere che questo arbusto non abbia bisogno della mano dell’uomo e che possa proliferare arrangiandosi, trasportando i semi nei punti più impervi. Anche noi dobbiamo trovare sbocchi, solidarietà e gioia nello stare assieme, condividendo il bello che può arrivare da una settimana organizzata, “inventata”, stimolando le diverse potenzialità di ciascuno. Alla prossima.