Se le fiabe aiutano la ricerca

a cura di Luca Pantaleoni

 

Grande successo, a Udine, per un’iniziativa sostenuta anche dalla UILDM locale. Grazie infatti a un libro per bambini, sono stati raccolti i fondi per una borsa di ricerca sullo studio della colonna vertebrale

 

Pubblicare un libro di racconti per bambini per finanziare la ricerca medica. La scommessa lanciata un anno fa dal dottor Flavio D’Osualdo, responsabile della Riabilitazione Infantile all’Istituto Gervasutta di Udine, poteva sembrare azzardata e invece si è dimostrata un successo, gettando un ponte tra due mondi - quello letterario e quello scientifico - solitamente lontani e raggiungendo l’obiettivo principale dell’iniziativa: garantire cioè i finanziamenti per una borsa di ricerca sullo studio del rachide, la colonna vertebrale, con tecniche non invasive per la cura della scoliosi e del dorso curvo.

Con il sostegno della UILDM

Il bilancio del progetto Leggi una favola, sostieni la ricerca è stato presentato qualche settimana fa presso la sede dell’Istituto Regionale di Medicina Fisica e Riabilitazione del Gervasutta, alla presenza, oltre che dei medici e dei ricercatori coinvolti, anche della presidente della UILDM di Udine Maria Angela Caroppo, che ha ribadito l’apprezzamento per l’iniziativa. Apprezzamento che nel corso del 2008 si è concretizzato in un significativo contributo, assicurato dalla UILDM, per la borsa di ricerca e per la diffusione del volumetto di fiabe (Storie di un re e di una scor…regina, pubblicato dalle Edizioni Ennebi Media di Udine) che ha potuto contare anche sul sostegno di alcuni sponsor privati (Infoeventi, Banca di Credito Cooperativo di Udine, Carnelutti), di enti locali, come il Comune di San Giovanni al Natisone e quello di Buttrio, e di realtà associative, quali la Federazione Podisti del Friuli Venezia Giulia e l’Unione Sportiva di Buttrio.

Una vera rete di solidarietà

«Al di là dell’aspetto finanziario - ha spiegato Flavio D’Osualdo, che è anche l’autore dei testi e dei disegni che compongono il libro - va sottolineato il sostegno entusiastico di decine e decine di persone che a titolo assolutamente volontario si sono offerte di divulgare l’iniziativa, dando vita a una rete di solidarietà che ha potuto contare anche sull’impegno degli Istituti Scolastici di Tarcento e Nimis, della Biblioteca di Povoletto e della Biblioteca dei Ragazzi di Udine».

«Una proposta come questa - ha commentato dal canto suo Maria Angela Caroppo - è perfettamente in linea con gli obiettivi e i contenuti dell’impegno di un’associazione di volontariato come la nostra che, oltre a fornire aiuti concreti alle persone con disabilità e alle loro famiglie, è da sempre al fianco delle strutture sanitarie, finanziando non solo borse di studio per la ricerca, ma anche l’acquisto di attrezzature e materiale sanitario».

Lo studio del rachide

Le donazioni raccolte e il ricavato della vendita del libro (complessivamente circa 19.000 euro)  hanno consentito di coprire ampiamente i costi dell’iniziativa e di finanziare l’attivazione della borsa di ricerca bandita dal Consorzio Universitario friulano, che è già stata prolungata di ulteriori quattro mesi rispetto alla scadenza. A vincere il bando è stata la ricercatrice Giulia Nali, che si è unita al gruppo di studio che ha come responsabili scientifici D’Osualdo e Caterina Cisotti, fisioterapista tutor del corso di laurea in Fisioterapia, e che comprende anche ingegneri, matematici e informatici dell’Università di Udine.

Il progetto di ricerca, infatti, ruota attorno ad una nuova apparecchiatura computerizzata, il 3D-TMT (Tridimensional Tele Motion Tracking), utilizzata sia per l’analisi statica della colonna vertebrale, sia per la valutazione dei movimenti del tronco. Si tratta di una strumentazione innovativa che il team di ricerca del Gervasutta - che opera già da una decina d’anni - ha contribuito a mettere a punto e di cui ora si stanno sperimentando le ricadute sul piano clinico, seguendo diversi filoni, relativi, ad esempio, allo studio della colonna di ragazzi con scoliosi e ipercifosi o alla verifica delle modifiche della postura del tronco in pazienti giovani con paresi agli arti inferiori che si spostano in carrozzina. I primi risultati di questi studi saranno esposti prossimamente a un convegno nazionale sui problemi del rachide a Milano e ad uno internazionale a Lione.