di Antonio Spinelli*
La Nazionale terza agli Europei e un crescente credito internazionale: l’Italia del wheelchair hockey è già la seconda nazione al mondo per numero di praticanti. Serve ora un’organizzazione sempre più solida
Ripartire dal Belgio. È questa la parola d’ordine ricorrente nel movimento hockeistico. Infatti, dopo il successo ottenuto dalla Nazionale Italiana di wheelchair hockey ai recenti Campionati Europei di novembre in Belgio, non solo in ambito sportivo (terzo posto), ma soprattutto con gli unanimi consensi ottenuti dai vertici internazionali (IWAS in testa), per il gioco espresso e la correttezza dimostrata in campo dai nostri atleti, è il momento di un’attenta riflessione sul futuro di questa disciplina.
Durante i lavori della Sport Assembly, l’Italia - rappresentata da chi scrive e dal segretario federale Fabio Rodo - ha ottenuto il consenso unanime su molte mozioni regolamentari presentate, segno, questo, dell’importante credito istituzionale di cui godiamo in ambito internazionale.
Un dato estremamente importante è emerso: la nostra nazione è la seconda al mondo per numero di club presenti e di atleti tesserati e credo che proprio da questo si debba ripartire. Cosa voglio dire? Che nell’attuale stagione sportiva sono 20 le società che partecipano al Campionato, 240 gli atleti tesserati, 125 i dirigenti e 10 le regioni rappresentate. Cifre che paragonate a dieci anni fa sono quasi raddoppiate, con una crescita del nostro movimento estremamente significativa e destinata a un ulteriore incremento nei prossimi quattro anni.
Se da un lato, dunque, la soddisfazione è palese, dall’altro cresce la preoccupazione per la necessità di una struttura organizzativa più vicina alle esigenze delle società, dei tesserati e di tutto il notevole lavoro che vi gravita intorno. Proprio in virtù di questo, lo stesso CIP (Comitato Italiano Paralimpico) non ha mancato di confermare la propria sensibilità, aumentando, in modo considerevole, non solo la propria attenzione nei confronti della Federazione, ma anche e soprattutto il sostegno economico. Ora la “palla” rimbalza a noi, consapevoli delle grandi aspettative che ci circondano. Il cammino sarà impegnativo e non privo di difficoltà, ma con umiltà cercheremo di portarlo a buon fine.
Per quanto poi riguarda il 14° Campionato Nazionale, esso prosegue la sua marcia di avvicinamento alle fasi finali programmate dal 7 al 12 giugno ancora una volta a Lignano Sabbiadoro (Udine).
Nell’attesa, alcuni eventi caratterizzeranno - completandolo - il nostro programma sportivo. La Nazionale, ad esempio, ha cominciato la propria preparazione in vista dei Mondiali del 2010 (ancora da definire la sede. L’Italia è in lizza per ospitarli…), con il primo stage del 27 marzo scorso. Durante le fasi finali di Lignano, si disputerà inoltre la seconda Supercoppa Italiana, che vedrà di fronte Skorpions Varese e Albalonga di Albano Laziale, sorta di rivincita della finale del Campionato 2007-2008.
Dal canto suo, la Toscana sarà teatro di Sportivando, manifestazione in cui saremo presenti con la Nazionale il 9 e 10 maggio. È la prima volta che il wheelchair hockey approda in questa regione, oggi ancora priva di squadre nel Campionato. E tuttavia, grazie all’aiuto della UILDM, stiamo mobilitando tutte le Sezioni toscane affinché siano presenti a quell’iniziativa e “nasca” il desiderio di costituire una o più squadre.
La promozione della nostra disciplina partirà proprio da lì, toccando poi, fino al 2012, altre regioni. Già in questo 2009 numerose manifestazioni (Giornata Paralimpica, tornei locali ecc.) impegneranno varie nostre società, con un’attività intensa che dimostra il crescente interesse per il wheelchair hockey.
Come accennavo, la FIWH necessita - anche su stimolo dello stesso CIP - di un radicale cambiamento strutturale-organizzativo. Il neo-nato Consiglio Direttivo è fortemente impegnato in questo progetto, con varie iniziative atte a migliorare l’immagine della stessa Federazione, consolidando la collaborazione con gli attuali partner (CIP, UILDM, US ACLI, solo per citarne alcuni), oltre che sensibilizzando l’opinione pubblica sull’importanza dell’attività sportiva per le persone con disabilità e nello specifico per atleti la cui patologia è assai “invalidante”, come nel nostro caso.
Importante sarà dunque incrementare i contatti con gli organi d’informazione - al fine di dare sempre più spazio e attenzione allo sport per disabili - e anche dotarsi di mezzi e strumenti utili alla diffusione di questa pratica in tutta Italia. Penso ad una brochure di presentazione, a un videoclip o a qualsiasi altro strumento utile a raggiungere tale obiettivo.
Un progetto che al momento è “solo” un mio pensiero è quello di organizzare una Giornata Nazionale della Federazione (stile UILDM, per intenderci, con il coinvolgimento delle piazze italiane), al fine di raccogliere fondi a favore della stessa, organizzando gare dimostrative e distribuendo materiale, per dare la maggior visibilità possibile a questo nostro mondo hockeistico. Qui vorrei anche lanciare un appello alla Direzione Nazionale UILDM: ci date una mano a realizzare questo progetto? Attendo segnali da parte di quella che è la nostra “casa madre”, come ho sempre ribadito in ogni mio intervento.
La Federazione, infine, è ancor oggi priva di una propria sede istituzionale e viste le dimensioni sempre più consistenti del movimento, anche questo risulta quanto mai necessario.
Quale futuro ci attende? Difficile prevederlo. Una cosa è certa: oggi il wheelchair hockey ha finalmente conquistato una fetta importante nel vasto “mondo” dello sport per persone con disabilità ed è quanto mai intenzionato a difenderla e a farla crescere sempre di più. Servirà molto impegno, un grande lavoro di tutto il Consiglio e di ciascun socio, attenzione mediatica, risorse economiche sempre più importanti.
Insomma, è necessario un importante ultimo sforzo da parte di tutti. L’impegno e la nostra volontà, uniti a una grande determinazione, non ci abbandoneranno certo in questa fase di evoluzione. E se così sarà, il futuro non potrà che rivelarsi del tutto positivo. O almeno questo è il mio personale augurio e quello di ogni nostro socio.
*Presidente della FIWH (Federazione Italiana Wheelchair Hockey).