Dott. Antonio De Vanna
Coordinatore della Segreteria tecnico-scientifica Commissione ICT disabili
Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA)
Lo è ancor più oggi, perché oggi si dispone di tecnologie che consentono di veicolare informazioni e servizi verso tutti, anche verso le categorie svantaggiate, a patto che nel creare ed aggiornare questi insiemi di informazioni e servizi per la rete, si abbia l’accortezza di ispirarsi a regole progettuali ed applicare metodologie realizzative che garantiscono l’interfacciamento alle tecnologie di cui si avvalgono le categorie svantaggiate. Tutto questo non può essere legato a iniziative sporadiche, deve essere il risultato di un modo comune di operare, deve rappresentare il nostro modo di essere, un comportamento spontaneo dovuto alla nostra cultura, la cultura dell’inclusione e tutto ciò che viene erogato in termini di informazioni e di servizi al cittadino deve essere progettato e realizzato avendo in mente l’inclusione.
Questo consente il raggiungimento di un obiettivo sociale rimarcato recentemente dall’Organizzazione delle Nazioni Unite e dall’Unione Europea, che ha coinvolto il Parlamento e il Governo italiani ed al cui raggiungimento sono improntate tutta una serie di linee strategiche.
L’Onu ha infatti approvato una bozza in cui vengono espresse le linee guida di una Convenzione internazionale che dovrebbe essere sottoscritta dagli Stati membri a salvaguardia dei diritti delle persone disabili.
L’Europa, con la Carta di Riga, ha ribadito che le ICT contribuiscono a migliorare la qualità della vita e la partecipazione sociale; occorre quindi una particolare attenzione affinché ne venga agevolato l’accesso da parte di disabili e anziani; le politiche di e-inclusion richiedono che l’utilizzo delle ICT sia finalizzato per ottenere una maggiore inclusione.
Nel nostro Paese da qualche tempo vi è fervore di iniziative.
Subito dopo la definizione di requisiti e l’emanazione di norme si passa alla loro attuazione e possibilmente ad una loro buona attuazione attraverso un’azione di sistema, che favorisca la diffusione ed il consolidamento della cultura dell’inclusione. In questo senso le vere leve su cui agire sono: la scuola, le Amministrazioni con diramazioni sul territorio. Ma costituiscono una vera leva anche quelle iniziative condotte spesso autonomamente e “a macchia di leopardo” che denotano sensibilità al tema e sono sicuramente apprezzabili se conformi alle norme ed omogenee nell’interpretazione del concetto di accessibilità.
Quando dall’impianto normativo si passa all’attuazione ed in particolare alle iniziative che attuano l’accessibilità del patrimonio culturale, troviamo impegnata l’Amministrazione dei Beni Culturali e Ambientali con il progetto "Minerva".
“Minerva” è un progetto avviato nel 2002 dal MBCA che prevede la partecipazione di tutti gli stati membri dell’Unione europea. È un progetto a cui si devono riconoscere almeno due risultati positivi:
Si trovano anche, come accennato precedentemente, numerose iniziative sul territorio a testimonianza di una sensibilità presente ancor prima dell’emanazione della normativa.
Tra queste iniziative, di grande interesse è quella che ci coinvolge oggi. Sicuramente l’iniziativa UILDM è encomiabile e rappresenta un esempio di come realizzare un prodotto accessibile avendo l’accessibilità in testa sin dal momento della progettazione.
Perché, dal punto di vista sociale, si è voluto rendere fruibile a tutti il patrimonio documentario dell'Associazione.
Perché, dal punto di vista qualitativo, la realizzazione di un catalogo professionale favorisce l’integrazione con altri patrimoni documentali e quindi offre la possibilità di un arricchimento dei servizi agli utenti.
Perché, dal punto di vista tecnico, avendo cura di rimanere conforme ai requisiti di accessibilità previsti dalla normativa italiana che come detto in precedenza si ispira alle normative, direttive e raccomandazioni internazionali, ha garantito l’interfacciamento alle tecnologie assistive che consente la fruibilità tecnica all’informazione da parte dei disabili.
Accanto alle leve su cui agire, resta fondamentale anche il ruolo delle istituzioni. Regolamentare la materia dell’accessibilità, realizzare progetti se direttamente coinvolte e, più in generale, promuovere la raccolta delle iniziative, favorire la loro diffusione e la loro possibile applicazione in altre realtà, e sostenerle anche finanziariamente sono le incombenze delle istituzioni nei confronti della società civile: un ulteriore passo sulla via del raggiungimento di un grande obiettivo di civiltà e efficienza.