UILDM - Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Accesso indiscriminato all’informazione: l’esperienza della UILDM

Simona Lancioni

Responsabile di Informare un’h – centro G. Giuntinelli (Peccioli – PI) e del progetto di riorganizzazione del Centro di documentazione della redazione di DM – Biblioteca UILDM (Padova)

DMdocu: un progetto di riorganizzazione

L’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM) gestisce ben due centri di documentazione nazionali: il Centro per la documentazione legislativa e il Centro di documentazione della redazione di DM. Proprio quest’ultimo Centro è stato oggetto di un recente progetto di riorganizzazione, denominato DMdocu, che ha portato alla nascita della Biblioteca UILDM.

I motivi che hanno indotto la UILDM a riorganizzare il Centro di documentazione della redazione di DM possono essere così sintetizzati: la mancanza di personale dedicato e con competenze specifiche in materia di trattazione documentaria; la commistione tra le attività del Centro e le altre attività dell’Associazione; la catalogazione autoprodotta e non conforme agli standard nazionali e internazionali di trattazione documentaria; la mancanza di indicatori di misurazione/valutazione dei servizi; la mancanza di una politica delle acquisizioni e degli scarti; i servizi fruibili solo in loco e senza orari di riferimento specifici; la mancanza di rapporti con altre realtà impegnate nella trattazione documentaria. Era evidente come questo tipo di gestione fosse incompatibile con qualsiasi ipotesi di sviluppo dei servizi.

DMdocu: i principi ispiratori

Il progetto di riorganizzazione si è ispirato ai seguenti principi: 

dare visibilità al patrimonio documentario dell’Associazione attraverso l’attivazione di servizi on line;  rendere fruibile il patrimonio documentario attraverso la definizione e la pubblicizzazione di orari e modalità di accesso ai servizi; professionalizzazione, conseguita affidando i servizi di catalogazione a personale esterno qualificato, adottando gli standard di trattazione documentaria comunemente impiegati dalle biblioteche pubbliche, e formando il personale di front office ad una gestione professionale dei servizi; integrazione della Biblioteca UILDM nella realtà territoriale attraverso l’attivazione di collaborazioni con le reti bibliotecarie del Veneto; accessibilità intesa sia come sintesi di due concetti speculari: “non escludere” e “possibilità di partecipare”, sia come pratica di costruire qualcosa - un luogo reale o virtuale, un servizio - pensando a chi la dovrà usare. 

L’accessibilità nell’ambito di DMdocu

Alcune parole assumono significati diversi in relazione al contesto di riferimento. Nel caso specifico della riorganizzazione di un servizio di documentazione, cimentarsi con l’accessibilità ha voluto dire ricercare sul mercato software di catalogazione on line che fossero professionali e, contemporaneamente, conformi alle linee guida di accessibilità elaborate dal Consorzio mondiale del web (W3C). Ha inoltre voluto dire imparare a distinguere tra certificazioni di accessibilità (la cosiddetta “accessibilità tecnica”) e accessibilità effettiva (quella misurata attraverso test con l’utenza). Le nostre indagini (svolte alla fine del 2004) hanno rilevato che erano ancora pochissime le ditte produttrici di software di catalogazione che avevano adottato accorgimenti di accessibilità, e che queste non erano ancora in grado di superare il vaglio dell’utenza disabile (soprattutto quella interessata da problemi della vista). Ciò ha indotto la UILDM a richiedere diverse modifiche del prodotto individuato e a procedere all’acquisto della licenza d’uso solo dopo aver riscontrato un livello accettabile di accessibilità effettiva.

Infine ulteriori personalizzazioni sono state richieste ed attuate per rendere il software professionale utilizzabile in modo semplice e intuitivo anche da un’utenza inesperta.

Quando l’utenza è inesperta

E’ abbastanza scontato che una persona che visiti il sito di una biblioteca sappia cosa sia un catalogo e come si consulta. Ma non è affatto detto che questa competenza sia posseduta da qualsiasi utente si trovi ad utilizzare il sito di un’associazione di volontariato come quello della UILDM. Questa constatazione ha indotto a realizzare accorgimenti finalizzati a rendere l’utenza autonoma nella fruizione dei servizi. Così, ad esempio, nel presentare il nuovo catalogo ci siamo preoccupati di spiegare cosa è un catalogo e come è composto; di spiegare quali tipi di informazioni si possono trovare in una scheda catalografica; di dare istruzioni elementari su come fare una ricerca; di inserire pagine di aiuto tese a illustrare le caratteristiche dello specifico software utilizzato; di affiancare ai codici numerici, impiegati in ambito biblioteconomico per descrivere i contenuti dei documenti, i corrispettivi equivalenti verbali; di inserire un campo “parole chiave”, contenente termini tratti dal linguaggio naturale, meno rigoroso dal punto di vista dei controlli comunemente effettuati per la compilazione del campo “soggetti”, ma più vicino alla terminologia usata quotidianamente dall’utenza; di dare la possibilità di contattare operatori in caso difficoltà. Anche questi accorgimenti, che potremmo definire di “alfabetizzazione dell’utenza”, sono stati concepiti in termini di accessibilità effettiva.

Aspetti problematici

Pur avendo lavorato assumendo come riferimento il principio di accesso indiscriminato all’informazione e alla cultura, la UILDM è ben consapevole che alcuni aspetti problematici persistono. A titolo esemplificativo ne indichiamo alcuni:

L’accessibilità dei cataloghi non implica necessariamente l’accessibilità dei formati dei documenti: potrebbe rendersi necessario un intervento di modifica dei supporti e/o dei formati (ad esempio: sarebbe meglio evitare di consegnare testi a stampa a persone non vedenti).

L’accessibilità remota è complementare e non sostitutiva di quella fisica: dei locali e della strumentazione.

La realizzazione di postazioni specifiche per persone disabili spesso presenta la difficoltà di saper conciliare standardizzazione con flessibilità (le esigenze di un disabile motorio – ad esempio una persona che non ha la forza di girare le pagine di un libro –, sono evidentemente diverse da quelle di un disabile della vista, ma potrebbero essere diverse anche da quelle di altri disabili motori – ad esempio quelle di una persona che non controlla i movimenti).

Il reperimento dei fondi necessari a mantenere e a sviluppare i servizi posti in essere è spesso alquanto difficoltoso.

Il progetto DMdocu e la missione delle biblioteche

La Biblioteca UILDM guarda con interesse alle altre biblioteche – soprattutto quelle pubbliche – e trova importanti convergenze tra i propri obiettivi e i principi enunciati dalle biblioteche in materia di accesso universale/indiscriminato all’informazione. Ecco alcuni stralci dei documenti più significativi.

Manifesto UNESCO per le biblioteche pubbliche (1995):

“La biblioteca pubblica è il centro informativo locale che rende prontamente disponibile per i suoi utenti ogni genere di conoscenza e informazione.

I servizi della biblioteca pubblica sono forniti sulla base dell'uguaglianza di accesso per tutti, senza distinzione di età, razza, sesso, religione, nazionalità, lingua o condizione sociale. Servizi e materiali specifici devono essere forniti a quegli utenti che, per qualsiasi ragione, non abbiano la possibilità di utilizzare servizi e materiali ordinari, per esempio le minoranze linguistiche, le persone disabili, ricoverate in ospedale, detenute nelle carceri.”

Frammento del Manifesto UNESCO per le biblioteche pubbliche, copyright AIB 1995, pubblicato in «AIB Notizie» 7 (1995), n. 5, p. 1-2, traduzione di Maria Teresa Natale.  La versione originale è stata pubblicata in «IFLA journal» 21 (1995), n. 1, p. 66-67.

Statuto dell’AIB (1999): 

Art. 2 Scopo sociale 

“L'AIB, che aderisce all'IFLA (International Federation of Library Associations and Institutions) e promuove l'affermazione dei principi contenuti nel Manifesto UNESCO sulle biblioteche pubbliche, persegue le seguenti finalità di natura professionale, scientifica e culturale: 

Frammento dello Statuto dell'Associazione italiana biblioteche approvato dall' assemblea straordinaria dei soci svoltasi a Roma il 17 maggio 1999. 

Dichiarazione sulla libertà intellettuale dell’IFLA (1999): 

“ L'IFLA (International Federation of Library Associations and Institutions) sostiene, difende e promuove la libertà intellettuale, così come definita nella Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite.

L'IFLA dichiara che gli esseri umani hanno il diritto fondamentale di accedere alle espressioni della conoscenza, del pensiero creativo e dell'attività intellettuale, e di esprimere pubblicamente le proprie opinioni.

[…] le biblioteche devono rendere accessibile l’accesso ai materiali e ai servizi in egual modo a tutti gli utenti;

[…] i bibliotecari e il resto del personale professionale utilizzato nelle biblioteche devono assumersi le proprie responsabilità sia nei confronti dei datori di lavori sia nei confronti degli utenti. In caso di conflitto tra queste responsabilità, i doveri nei confronti degli utenti devono avere precedenza.”

Frammento della Dichiarazione redatta dall'IFLA/FAIFE e approvata dal Comitato esecutivo dell'IFLA il 25 marzo 1999 all'Aja, nei Paesi Bassi.

Manifesto IFLA per Internet (2002): 

“Il libero accesso all'informazione è essenziale per la libertà, l'uguaglianza, la comprensione mondiale e la pace. La Federazione internazionale delle associazioni e delle istituzioni bibliotecarie (IFLA) afferma che: 

la libertà intellettuale è il diritto di ogni individuo ad avere ed esprimere le proprie opinioni e a cercare e ricevere informazioni; costituisce la base della democrazia ed è al centro del servizio bibliotecario;

la libertà di accesso all'informazione, indipendentemente dal mezzo e dalle frontiere, è responsabilità fondamentale dei bibliotecari e dei professionisti dell'informazione;

[…] le barriere che ostacolano i flussi dell'informazione, e specialmente quelle che alimentano la disuguaglianza, la povertà e lo sconforto, devono essere rimosse.”

Frammento del Manifesto IFLA per Internet redatto dall'IFLA/FAIFE approvato dal Consiglio dell'IFLA il 27 marzo 2002 all'Aja (Paesi Bassi) e proclamato dall'IFLA il 1 maggio 2002. © AIB 2002 per la traduzione italiana. Traduzione di Maria Teresa Natale

Il dettato giuridico

Dal 2004 gli enunciati di principio hanno trovato un dignitoso riscontro giuridico:

Legge 9 gennaio 2004, n. 4,
“Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”

Decreto del Presidente della Repubblica 1 marzo 2005, n. 75,
“Regolamento di attuazione della legge 9 gennaio 2004, n. 4 per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”

CONCLUSIONI

Purtroppo, nonostante gli enunciati di principio e la normativa in materia, a tutt’oggi sono ancora molto poche le biblioteche che hanno accettato la sfida dell’accessibilità universale all’informazione e alla cultura. Non mancano eccezioni lodevoli, ma si tratta per l’appunto di eccezioni.

Leggo per legittima difesa”, affermava Woody Allen. L’auspicio della UILDM è che il lettore disabile non debba ritrovarsi a difendersi dai bibliotecari distratti, ma li trovi sempre più attenti e disponibili a recepire i bisogni diversi di un’utenza differenziata.