Dare mi dà mi riempie il cuore! Edvige e Salvatore

share on:

I nostri volontari hanno tante storie da raccontare perchè ciascuna vita porta con sè episodi allegri, momenti tristi, a volte fatica, ma sempre tanta passione. Ve ne presentiamo due.

Edvige Invernici faceva la ragioniera: è entrata in contatto casualmente con UILDM Bergamo nel 1981 perché c’era bisogno di una mano per far quadrare il bilancio della Sezione. I primi anni ha lavorato in UILDM come dipendente, dal primo giorno di pensione è diventata volontaria a tempo pieno.
Salvatore Iaccarino è volontario della Sezione UILDM di Arzano (Na) da circa 9 anni. Ha conosciuto la Sezione grazie ad un carissimo amico d'infanzia che ha la distrofia muscolare di Duchenne. 

Nome
E. Edvige.
S. Salvatore.

Soprannome
E. Vigio.
S. Zazzà.

Età
E. 75 compiuti.
S. 29.

La tua Sezione di provenienza
E. Bergamo.
S. Arzano, Napoli.

La parte del corpo che ti piace meno
E. La schiena, perché mi fa sempre male.
S. L’addome, ho la tartaruga al contrario.

Cosa invidi del tuo collega di intervista?
E. L’età.
S. L’esperienza.

La parolaccia che dici più spesso?
E. È brutta…non so se posso dirlo…dico porca vacca.
S. …Vaffa…

Come mai hai deciso di diventare un volontario?
E. Perché mi sembrava di dover fare qualcosa di importante nella mia vita.
S. Forse sono nato volontario!?

Che tipo di volontario sei?
E. Eclettico!
S. Sono un volontario fissato con i miei ragazzi. Per me non è volontariato, è la mia vita. Mi viene naturale stare con i ragazzi.

Un’esperienza che ti ha colpito della vita di UILDM
E. Non è un’unica esperienza: mi ha colpito il conoscere e il condividere le storie dei bambini. C’erano 9 bambini che frequentavano la Sezione, ed io con loro avevo il compito di giocare. Ho ancora nel cuore quell’esperienza. C’erano due fratellini, Omar e Diego: uno suonava il piano, l’altro cantava l’Ave Maria. La sera andavamo ad ascoltarli a casa. Abbiamo persino registrato una cassetta e l’abbiamo mandata anche a Cristina D’Avena, di cui erano innamorati.
Ma questo è solo uno degli episodi che ricordo, ce ne sono stati molti altri.
S. Ho in mente un episodio molto triste: la morte di un ragazzo con la distrofia di Duchenne che frequentava la Sezione. Si chiamava Marco, aveva 22 anni. Ancora oggi la mia mente si sofferma là.
E. I ragazzi di cui mi ricordo io sono mancati tutti perché anni fa non esistevano ausili alla respirazione o altro che potesse aumentare le aspettative di vita. Ma a differenza di te, Salvatore, io mi ricordo i momenti belli trascorsi insieme.
S. La perdita di Marco mi ha segnato, ma mi sembra che sia ancora vivo, mi pare di vederlo ancora in Sezione. Marco è ancora là con i ragazzi. Lo ricordiamo nei momenti belli, quando siamo in pulmino e li porto a casa.
Penso proprio che, di tutto il mio impegno per UILDM, il momento dei viaggi in pulmino sia il più bello perché ci sono io, il volontario, e i ragazzi. Cantano, si aprono, mi raccontano, ridono, non se la prendono, scherzano, mi prendono in giro.

Racconta un aneddoto simpatico o imbarazzante
E. Uno divertente. Quello che è successo pochi giorni fa. In questo momento stiamo portando avanti un progetto fotografico sulla Bibbia per la realizzazione di un libro, un calendario e una mostra itinerante in occasione del 50° anniversario della nascita della nostra Sezione. Persone che fanno parte della Sezione, e non, si immedesimano in personaggi biblici. Il mio presidente di Sezione vuole che siano due giocatori dell’Atalanta, la squadra che è nel cuore della città di Bergamo, ad impersonare Giacobbe e Esaù. Mi sono rivolta al dirigente della squadra per esporre il nostro progetto: «Senta, il mio presidente avrebbe un desiderio: avere due giocatori dell’Atalanta per le parti di Giacobbe ed Esaù. Per esempio Papu e Gomez». Il dirigente è stato gentile e non ha commentato. Io sono uscita dalla stanza convinta che fossero due giocatori, invece è uno solo. Questo me l'ha confermato mio marito appena rientrata.
S. Un paio d’anni fa siamo stati invitati ad una partita di beneficenza. Con noi c’era un ragazzo in carrozzina, ma deambulava un po’. Arrivati allo stadio si è seduto su una panchina lasciando libera la carrozzina. Io, mentre aspettavo, mi ci sono seduto sopra. Nel frattempo è arrivato il sindaco a salutarmi, credendomi un ragazzo con disabilità. Non sapevo più in che modo risolvere l’equivoco che si era creato. Non potevo alzarmi, ero rosso in faccia e i ragazzi con me non smettevano di ridere e mi dicevano «Non ti muovere, non ti muovere! Fallo andare via!» Sono stato seduto per mezza partita sulla carrozzina, altrimenti si sarebbe gridato al miracolo.

Sposeresti un volontario UILDM?
E. Io l’ho sposato! Non perché è un volontario, ma questa cosa è molto importante perché nessuno rinfaccia all’altro di non essere a casa perché è in Sezione!
S. Se capiterà, sì!

Completa la frase…la disabilità è…
E. faccio una fatica enorme a spiegare come la mia visione sia cambiata. Prima mi sembrava una condizione che avesse come possibile risposta l’aiuto, credevo fossero persone da aiutare. Conoscendole e vivendo con loro mi sono resa conto che sono persone e basta.
S. Anch’io la penso allo stesso modo. La disabilità è negli occhi di chi guarda.

Un pregio di UILDM
E. La libertà d’azione che lascia.
S. È una grande famiglia che abbraccia tutta Italia.

Un difetto di UILDM
E. Aspetta…ne sto scegliendo uno…Credo sia la fatica a partecipare da parte di alcune Sezioni.
S. UILDM nel corso degli anni ha dato vita a progetti grandi, che poi ha lasciato andare.

Per me UILDM è...
E. Lo dico sempre, per me è la stella polare!
S. È tanto! Per me e chi vive e frequenta una Sezione, UILDM è tanto! Vedere sorridere i ragazzi mi ripaga di tutta la fatica. Semplicemente mi riempie il cuore!

Fare il volontario UILDM fa bene perché…
E. Perché hai l’opportunità di realizzare le tue propensioni, le tue attitudini e soprattutto i tuoi sogni.
S. …ti porta a vivere molte esperienze, a conoscere molte persone diverse da te, provenienti da tutta Italia. Mi ha dato un’apertura mentale che non avevo prima e mi ha permesso di superare certi pregiudizi.

Come inviteresti qualcuno a conoscere UILDM?
E. Vieni in UILDM perché puoi essere te stesso!
S. Ho invitato molte persone e tutti i miei amici dicendo loro: “Passa una giornata con noi e non te ne andrai più!” e così è stato. Uno dei miei amici viene tutti i giorni dopo il lavoro. Anche i ragazzi del Servizio Civile rimangono come volontari dopo l’anno di servizio! Non se ne vanno più!
E. A volte le persone non si avvicinano perché temono di sentirsi legati. Poi arrivano e noi gli chiediamo “Ma tu cosa faresti?”. Il poter essere se stessi e il potersi esprimere li aiuta, li fa sentire liberi.
S. Sono d’accordo! Basta essere se stessi, ci pensano i ragazzi a farti sentire a tuo agio.
E. A volte mi capita di dire al centralinista della nostra Sezione, che è in carrozzina: “Non ti muovere, torno subito!” oppure “Corri, che è tardi!” Questo perché non vedo più la disabilità o la carrozzina, ho imparato a vedere la persona!

Dare mi dà…
E. È rendersi partecipi di una causa e appassionarsi a quella causa.
S. Io do un po’ di spensieratezza e metto a disposizione la mia forza, se serve. I ragazzi mi danno molto. Il fatto di vederli sorridere per me è già molto! (a.p.)

 

Guarda la video testimonianza di Edvige

Guarda la video testimonianza di Salvatore

Ritratto di uildmcomunicazione

uildmcomunicazione