DM 145 Aprile 2002 Sociale Ricerca Opinioni Vita UILDM TeleThon Rubriche Miscellanea

 

La missione di Isabella

Generalmente occuparsi della vita di qualcuno costituisce un'indiscrezione subita, però se questo qualcuno scrive un libro su di sé questa indiscrezione diventa in qualche modo autorizzata. "Siete stati indiscreti a vostra discrezione, e ora siate indiscreti a mia discrezione", così Andrea Canevaro, nella sua introduzione, presenta il libro di Isabella Ceola, Io sono quello che sono: oggi posso dirvelo.

Isabella era una giovane donna affetta da senilità precoce (o progerie), scomparsa all'età di ventotto anni, ma con il fisico simile a quello di una donna ultraottantenne. Un racconto coinvolgente, emozionante, ricco, inframmezzato da ricordi (le partecipazioni al "Maurizio Costanzo Show", l'amicizia con Diego Dalla Palma) e impreziosito da riflessioni esistenziali e poesie. L'idea di una vita come missione. Un messaggio a tratti complesso e di difficile comprensione per quanti non sono baciati dalla fede: ma non per questo meno degno di rispetto. Sullo sfondo i mezzi di comunicazione di massa che sono sempre capaci di accendere i riflettori su fenomeni e persone, ma che solo raramente riescono a veicolare messaggi che sopravvivono nella memoria del pubblico anche a riflettori spenti.

(Simona Lancioni)

Isabella Ceola, Io sono quella che sono: oggi posso dirvelo, a cura di L. Zanichelli, Bologna, Alberto Perdisa, 2001, Euro 9,30.

 

Articolo tratto da DM 145 - aprile 2002. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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