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Ospedale non accessibileQualche tempo fa mi sono recata presso l'Ospedale Civile Santo Spirito di Nizza Monferrato (Asti), per effettuare un prelievo di sangue. Considerando che erano appena terminati i lavori di rimodernamento del Pronto Soccorso, pensavo che fossero stati risolti anche i problemi di barriere che avevo incontrato in passato. Niente di più sbagliato! Sono entrata appunto nel Pronto Soccorso e qui mi è stato detto che potevo prendere un ascensore, scendere, ma poi avrei trovato due scalini insormontabili, quindi potevo uscire e passare da un'altra entrata. Sono uscita, ma questo passaggio era impraticabile a causa di alcune transenne; quindi sono tornata indietro, ho preso un ascensore, sono salita al primo piano, ho attraversato un reparto, poi ho preso un altro ascensore in cui mi sono letteralmente "incastrata" e sono giunta al laboratorio. Uso il termine "incastrata", perché la porta era molto stretta (bisogna considerare che la mia carrozzina è più stretta di quelle che si usano normalmente) e lo spazio era ridottissimo. Infatti, ho dovuto togliere le pedane appoggiapiedi, perché le porte si chiudessero. E se la mia carrozzina fosse stata più larga? E se non avessi potuto togliere le pedane? Ormai da decenni, com'è noto, vigono in Italia alcune leggi che obbligano all'eliminazione delle barriere architettoniche. Succederà prima o poi anche a Nizza Monferrato? Oriana Fioccone Castelnuovo Calcea (Asti)
Articolo tratto da DM 145 - aprile 2002. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |