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Noi nati male!di Andrea Irato* Il nostro gruppo - i "Noi nati male" - si è costituito ormai dodici anni fa. Eravamo quattro compagni di scuola di Arezzo con molto tempo libero, "concessoci" dal poco studio e l'esperienza musicale è stata la risposta alla necessità di fare qualcosa di diverso, un po' per distinguerci, un po' per provare a dire qualcosa di nuovo. Oltretutto il clima in quel periodo ad Arezzo era particolarmente favorevole e non a caso il primo concerto del gruppo si tenne insieme ad alcuni musicisti dei futuri "Negrita", per cui dai quattro componenti iniziali del gruppo, nel breve volgere di due anni diventammo sei, ovvero l'attuale nostro assetto. Il nome - anche se all'inizio è stata più una scelta di gusto che di sostanza - con l'andar del tempo si è caricato di un significato un po' più profondo. Da subito infatti c'è stata la voglia di descrivere l'ordinarietà in chiave ironica, guardando il mondo non dalla prospettiva della persona che ha sì qualche problema, ma che insomma tira avanti, bensì da quella di chi è stato meno fortunato o che in ogni caso qualcosa da recriminare dalla vita ce l'ha (un "diverso", comunque). In generale i nostri testi cercano di vedere il lato meno scontato delle cose, di far guardare il mondo con occhio critico e disincantato, ma sempre in maniera scanzonata (mai stupida, anche se a prima vista alcuni passaggi possono sembrare volgari). Con il passare del tempo siamo cresciuti, abbiamo terminato la scuola e accumulato nuove esperienze, chi lavorando, chi proseguendo negli studi. Un incontro davvero formativo vi è stato per un paio di noi durante il servizio civile, quando abbiamo conosciuto una coppia di persone disabili. In questo senso, il primo contatto è stato proprio quello di chi scrive. Ho prestato infatti servizio civile tra il '95 e il '96 presso un'associazione di volontariato, "Le Misericordie" di Arezzo, che tra le varie cose si occupa del trasporto delle persone con disabilità motoria. E così ho conosciuto Patrizia, quand'era ancora signorina, proprio nell'anno in cui si sarebbe coronato il sogno suo e di Jean Claude di sposarsi e di andare a vivere da soli. Successivamente uno dei due chitarristi del gruppo ha prestato servizio presso l'ARCI ed è stato "assegnato" proprio alla neofamiglia Munari. Con il tempo è nata così un'amicizia sincera con Patrizia e Jean Claude, che è andata ben oltre il servizio civile e che pian piano si è estesa a tutti i membri del nostro gruppo. All'inizio da parte nostra c'è stato un po' di disagio e di preoccupazione, perché temevamo che il nome del nostro gruppo potesse risultare offensivo per loro, ma poi, conoscendoli meglio, abbiamo capito che tutte le preoccupazioni erano appunto soltanto nostre. Ed ora, se il locale non è troppo lontano (la mattina Jean Claude e Patrizia si alzano presto per andare a lavorare) e se è accessibile, ai nostri spettacoli, grazie ad altri amici, possiamo contare sulla presenza di due supporter che conoscono tutto il nostro repertorio. E se all'inizio la reazione del pubblico è all'insegna dello stupore e della perplessità di fronte alla presenza dei nostri amici in prima fila, poi lo spettacolo diventa bello, caldo e coinvolgente. Quando poi siamo lontani - suoniamo infatti ormai da molti anni in giro per tutta l'Italia - abbiamo con noi "solo" una piccola, ma grande immagine. Sulla copertina del disco, infatti, c'è proprio Jean Claude che riceve una borraccia in corsa dal padre del cantante (emulando la foto dello scambio di borracce fra Coppi e Bartali), in segno di sincera amicizia. Qualcuno ci ha accusati di aver sfruttato tale immagine proprio per suscitare commozione (o, peggio, commiserazione). Noi rispondiamo invece che la normalità di una persona prescinde dal mero handicap fisico o mentale ed è invece determinata da quanto noi siamo capaci di non valutare in maniera superficiale una persona e di farla invece sentire bene accetta. Per il futuro del gruppo niente è scontato se non il fatto che rimarrà con Jean Claude e Patrizia una profonda e sincera amicizia, oltre a sapere di poter contare sempre su qualcuno che ti vuole veramente bene. *In arte "Obelix", bassista dei "Noi nati male".
Articolo tratto da DM 145 - aprile 2002. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |