DM 145 Aprile 2002 Sociale Ricerca Opinioni Vita UILDM TeleThon Rubriche Miscellanea

 

Studenti come gli altri

a cura di Stefano Borgato

Quattro anni fa, in DM 130, presentammo l'Ufficio Disabilità e Handicap dell'Università di Padova, sorto nel 1995, come un vero e proprio "braccio operativo" dell'omonima Commissione (nata invece tre anni prima). Torniamo oggi ad incontrare tale struttura - che ora opera all'interno del Servizio Diritto allo Studio, Settore Disabilità - per tentare un bilancio del lavoro svolto in questo arco di tempo.

Rispondono alle nostre domande Mimma De Gasperi e Valentino Callegari.

Quanti sono gli iscritti all'Università di Padova e quali le facoltà presenti?

Le facoltà sono tredici, con un totale di oltre cento corsi di laurea. La popolazione studentesca totale dell'Ateneo padovano è pari a circa 60.000 studenti.

Nel 1998 parlammo di 289 studenti disabili. Qual è invece oggi la situazione in termini numerici?

Oggi gli studenti disabili sono circa 400 (in percentuale circa lo 0,6% dell'intera popolazione studentesca), dei quali il 42% è rappresentato da disabilità motorie. Si deve però tenere presente che quando ci troviamo di fronte a disabilità multiple, nella quasi totalità dei casi, oltre ad una disabilità sensoriale, è presente anche una disabilità fisica.

Che cosa ha comportato per voi, che già da tempo lavoravate con risultati concreti, l'approvazione della Legge 17/99 che ha cercato di regolamentare il settore della disabilità nelle università?

Com'è noto, la Legge 17/99 ha reso obbligatoria la nomina del Delegato del Rettore in tutti gli Atenei italiani, ha esplicitato la garanzia di sussidi tecnici e del servizio di tutorato specializzato, ha previsto il trattamento individualizzato per le prove di esame e infine ha riservato un finanziamento ad hoc alle attività in favore degli studenti disabili, per le Università. A Padova questa legge ha assicurato l'erogazione di fondi ministeriali da dedicare esclusivamente agli studenti disabili iscritti che hanno consentito di migliorare quanto già veniva fatto. Non va dimenticato infatti che gli organi accademici hanno sempre dimostrato interesse e sensibilità per la problematica legata agli studenti disabili e quindi hanno finanziato sin dall'inizio i servizi ad essi destinati. Con l'incremento dei fondi da parte del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica è stato possibile ampliare e implementare la varietà dei servizi stessi.

Ma quali sono attualmente i servizi forniti e quali quelli che nel corso di questi anni si sono dimostrati i più richiesti ed efficaci?

I servizi possono essere riassunti nel modo seguente: accompagnamento presso le varie strutture con due mezzi attrezzati; assistenza durante i pasti; servizio di interpretariato per studenti non udenti; supporto didattico per l'integrazione allo studio; contatti con i docenti per la personalizzazione delle modalità di esame; assistenza durante l'espletamento delle prove d'esame e di attività burocratiche; traduzione testi in formato Braille, ASCII, audiocassetta, fotocopie ingrandite di testi e immagini; ricerca degli appunti di lezione; mobilità internazionale degli studenti disabili; attrezzature tecniche e informatiche specifiche; inserimento lavorativo dei laureati disabili.

Gli studenti seguiti settimanalmente in maniera continuativa sono una cinquantina, ai quali ne vanno aggiunti una ventina che richiedono i servizi in modo saltuario, ad esempio in occasione degli esami o per ricerche bibliografiche.

I servizi più richiesti e sicuramente più efficaci per la frequenza ai corsi e per assicurare una reale partecipazione alla vita universitaria sono gli accompagnamenti, svolti sia a piedi (2.383 nel 2001), sia con due mezzi attrezzati (2.847 nel 2001), che nel corso degli anni hanno avuto un incremento notevole. Altro servizio rivelatosi importante è l'interpretariato per studenti non udenti, che nell'anno accademico 2000/2001 è stato fornito a dieci studenti, per un totale di 1.187 ore.

Tra i servizi migliorati vi è sicuramente anche quello legato all'utilizzo dell'informatica, dal momento che consentire e facilitare l'accesso alla didattica universitaria significa anche rendere accessibili le normali risorse informatiche. Ogni studente, anche se disabile, deve avere la possibilità di utilizzare un calcolatore standard per scrivere una relazione o la tesi, per ricerche bibliografiche, per comunicare con altri studenti o docenti, attraverso la posta elettronica e per consultare dei testi o degli ipertesti in formato elettronico. A questo scopo, nella nuova sede del Servizio Diritto allo Studio, Settore Disabilità (tel. 049/8275038), è stata creata un'aula informatica con nove postazioni, la distribuzione delle quali è stata attuata in base ai seguenti due principi: distribuzione degli studenti disabili per tipo di disabilità; necessità per i disabili motori di una più ampia varietà di ausili rispondenti alle specifiche necessità. L'aula, insomma, è studiata in modo che ciascun disabile possa utilizzare la postazione più consona al proprio tipo di disabilità nella massima autonomia possibile.

E' migliorata la situazione delle barriere architettoniche?

Decisamente sì, grazie alla stretta collaborazione con cui hanno operato in questi anni l'Area Tecnica Edilizia e il Servizio Diritto allo Studio, Settore Disabilità. Sono a norma i Dipartimenti di Scienze Politiche, Fisica, Agraria, Scienze Statistiche, Farmacia, Psicologia, Economia, Lettere e Filosofia (parzialmente) e la maggior parte delle aule didattiche e delle aule studio. Rimangono ancora barriere, ma grazie al piano pluriennale di ristrutturazione previsto dall'Ateneo, si presume che gradualmente tutte le strutture verranno rese accessibili e agibili.

Sul piano dell'informazione riguardante i servizi è già stato già prodotto qualcosa?

Durante il periodo che precede l'immatricolazione, il Servizio Diritto allo Studio - in collaborazione con l'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio - predispone una guida destinata a coloro che desiderano iscriversi all'università, che contiene anche tutte le informazioni inerenti i servizi e i benefici economici riservati agli studenti disabili. Alle matricole viene poi consegnato un foglio illustrativo dei servizi possibili e delle modalità operative cui ottemperare per poterne fruire; è stato anche creato un sito Internet accessibile (www.uss.unipd.it, oggi in fase di riorganizzazione).

Quali sono i principali problemi ancora irrisolti?

Quelli legati alla diffusa concezione della disabilità, presente tanto nelle persone non disabili quanto negli stessi disabili; in quest'ambito il futuro ci vedrà impegnati soprattutto su tre fronti: mantenere lo standard di servizi raggiunto, diffondere una nuova cultura della disabilità, educare gli studenti a quell'autonomia possibile per ciascuno di loro.

In particolare, rispetto al secondo punto, bisogna arrivare semplicemente a considerare la persona disabile una persona, concezione banale, ma troppo spesso dimenticata o strumentalizzata. Infatti, si sente sempre parlare dei diritti di questi o di quelli, dimenticando magari che esiste il Diritto della Persona. Il pericolo, come per altre realtà, è quello di far diventare le persone con disabilità una minoranza con i propri diritti esclusivi, considerandoli persone di tipo diverso in senso radicale. Se ci si limita ad un'analisi dei meri vantaggi che tale discriminazione - perché di questo si tratta - può portare, probabilmente è la strada giusta, ma se ci poniamo sul piano della dignità della persona, dobbiamo correggere il tiro. All'università lo studente disabile dev'essere messo nelle condizioni di partecipare alla vita universitaria, ma non dev'essere trattato diversamente dai compagni, perché questo significherebbe ledere la sua dignità personale.

Riguardo poi al terzo punto, l'obiettivo ambizioso che vorremmo raggiungere riguarda l'autonomia che ciascuno può e deve raggiungere in relazione alla tipologia di disabilità e al grado di invalidità. Per uno studente o un laureato disabile, il modo migliore per far capire quanto vale è quello di presentare ciò che sa fare e non quello che non può fare e per questo è necessario che egli si applichi nello studio quasi "dimenticando" la disabilità. Troppo spesso, infatti, gli studenti disabili, vittime di una mentalità ancora arretrata, che impedisce loro una reale autonomia intellettuale, si scoraggiano e pensano di poter conseguire risultati inferiori agli altri perché sono, appunto, disabili, oppure - e ciò è anche peggio - pensano di dover conseguire un certo risultato soltanto perché disabili e indipendentemente dall'impegno personale.

 

Articolo tratto da DM 145 - aprile 2002. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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