DM 145 Aprile 2002 Sociale Ricerca Opinioni Vita UILDM TeleThon Rubriche Miscellanea

 

Ottavo "scacco al re"!

Nelle sale dell'Hotel Leopardi di Verona la sfida procede. I partecipanti al Festival Internazionale di Scacchi, giunto quest'anno all'ottava edizione, sono 177, tutti concentratissimi, con gli occhi incollati sulla scacchiera e con l'unico sfondo sonoro costituito dal ticchettio degli orologi sui tavoli.

Ogni giocatore ha due ore e mezza per meditare sulle mosse da fare. Gestire questo tempo, senza ritrovarsi con pochi minuti per le mosse finali, spetta solo a lui. Gestire il "nostro tempo", nel senso della vita, è ben altra cosa, ecco a cosa penso quando mi trovo di fronte a quel "ticchettio"! Ho sempre una grandissima fretta; fretta di vivere e di fare le innumerevoli cose che mi fanno stare bene e che possono essere di aiuto anche agli altri.

Oltre a parecchi giocatori stranieri, sono presenti al torneo anche cinque persone disabili, tutte spesate, con i loro accompagnatori, da Giorgio Meneghini, per un motivo molto particolare: suo figlio Matteo, che giocava anch'egli a scacchi, è mancato un anno fa e lui ha voluto ricordarlo sostenendo il Festival e dando la possibilità a tutti i giocatori disabili di parteciparvi. Lo voglio ringraziare, ancora una volta, per aver voluto dare la possibilità a persone che economicamente non avrebbero potuto permetterselo, di trascorrere, se pur sempre troppo brevi, alcuni giorni "normali".

Non potendo praticare molti altri sport, gli scacchi rappresentano infatti un'attività sulla quale ogni persona diversamente abile può misurarsi alla pari. Sono ormai ben otto anni che sostengo questi concetti, ovvero da quando ho iniziato a organizzare il torneo, e sempre con la speranza di vedere aumentare la partecipazione dei disabili. Da sempre credo nell'importanza di trascorrere una settimana assieme ad altre persone che non abbiano i nostri problemi e di vivere momenti di "evasione", provando principalmente a noi stessi che possiamo essere davvero alla pari, usando solo e unicamente la nostra vera forza, non quella che perdiamo progressivamente di anno in anno, ma quei "muscoli della mente" che ci fanno sentire capaci di combattere battaglie sia sulla scacchiera che nella vita quotidiana. Insomma, non siamo affatto dei "diversi" e forse il torneo di scacchi potrebbe dimostrarlo agli altri più che a noi stessi, ma è proprio vero che noi sappiamo di valere esattamente come gli altri se non ci mettiamo, di tanto in tanto, alla prova?

Quest'anno l'amico Nicola Ferracin, con sclerosi multipla, proveniente da Treviso, trent'anni, ha guadagnato il primo posto nell'open "D", la fascia più numerosa con settantotto iscritti. Anche la sottoscritta, presidente disabile del circolo "Arrocco Club" di Verona, non se l'è cavata male, conquistando nel torneo di Promozione la terza categoria nazionale.

Ora stiamo pensando di promuovere il nuovo circolo "virtuale", per superare ogni barriera e poterci divertire e confrontare on line, sempre con persone di ogni parte d'Italia; vogliamo questo per ovviare agli innumerevoli problemi che si possono presentare nel frequentare circoli reali. In questo senso abbiamo un sito (www.arroccoclub.it) e anche un forum; ovviamente gli interessati possono prendere direttamente contatto, tramite posta elettronica (nminard@tin.it). Diverrà nostro socio virtuale chi vorrà senza limiti!

(Nadia Minardi)

 

Articolo tratto da DM 145 - aprile 2002. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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