DM 145 Aprile 2002 Sociale Ricerca Opinioni Vita UILDM TeleThon Rubriche Miscellanea

 

Il portatile delle Iene

a cura di Stefano Andreoli

Raccogliere una denuncia, filmare il "misfatto", raggiungere quando meno se l'aspetta il responsabile e sottoporgli la prova con un computer portatile. E' la tattica usata dalle Iene, la nota trasmissione satirica di ItaliaUno condotta da Alessia Marcuzzi, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, per smascherare ingiustizie, malfunzionamenti e altro ancora a danno dei più deboli, siano essi terremotati o extracomunitari, o come è successo per ben quattro volte tra gennaio e febbraio, persone disabili.

Nella puntata di giovedì 24 gennaio, va in onda un servizio (L'intercalare di Lalla) che trae spunto dalla denuncia di una famiglia padovana. Giovanni il padre, intervistato dal Trio Medusa, sbotta: "Durante la trasmissione Il grande fratello venivano spesso menzionate parole come rompicoglioni, vaffanculo, porcaputtana... Finché si tratta di parolacce riesco a giustificarle con i miei figli, ma quando si dice `mongolo' o `mongoloide' non riesco a spiegare proprio nulla a mia figlia, una bambina affetta dalla sindrome di Down. Mi chiedo come possano essere stati utilizzati questi pezzi montati in cui Lalla usa la parola mongolo o mongoloide".

Così infatti Lalla - per innumerevoli volte nel corso delle puntate - aveva "affettuosamente" apostrofato i suoi compagni di casa. Il Trio Medusa, dopo aver girato nello stile "confessionale" del Grande fratello una serie di commenti di persone Down e dei loro familiari diretti a Lalla (il tono ve lo lasciamo immaginare), li sottopone alla diretta interessata: "Cosa vi devo dire? Era semplicemente un modo per intercalare... non volevo offendere nessuno, chiederò scusa alle persone, se verranno da me...".

L'ultima immagine del servizio è di una persona Down, Michele, che parafrasando la "vulgata" della protagonista del "Grande fratello", le dice: "Sei proprio una Lalla!". Un epiteto che estendiamo volentieri a tutti quelli del "Grande fratello", spettatori in testa!

Dal politicamente scorretto al politicamente lassista.

Gli altri due servizi, entrambi girati a Milano ed entrambi firmati da Andrea Pellizzari, testimoniano esempi di cattiva gestione dei servizi pubblici.

Nel primo caso (puntata del 27 gennaio, Montascale per disabili), viene filmata, grazie a una telecamera nascosta nel cappotto di Marco, l'accompagnatore, l'odissea (o la via crucis, fate voi) di Michela, una ragazza disabile che vorrebbe (mai è stato più d'obbligo il condizionale) tornarsene a casa con la metropolitana di domenica pomeriggio. Breve sintesi. Stazione Loreto: il montascale si blocca, Michela viene trasportata in braccio da Marco e la carrozzina da un passante. Stazione Centrale: gli ascensori per disabili funzionano, ma non portano in superficie; un volonteroso operatore dell'ATM questa volta dà letteralmente "una mano" a Michela con l'aiuto di un turista giapponese. Due fermate, un'ora e mezza. Stazione Garibaldi: il montascale è legato da fili elettrici. Sant'Agostino: l'addetto all'assistenza prima addirittura minaccia, poi si convince a telefonare alla vicina stazione di Sant'Ambrogio, dove finalmente c'è un montascale che funziona. Senonché... si ferma prima di terminare la corsa. Alla fine arriva il papà di Michela, la prende in braccio e la porta a casa. Bilancio: su quattordici montascale solo tre funzionano.

I massimi dirigenti dell'azienda, raggiunti da Andrea Pellizzari, ammettono che sì, effettivamente, qualcosa non funziona... Che siano le gambe della giovane utente milanese?

Protagonista invece del servizio in onda il 7 febbraio è il condominio di via Statuto, 17. Costruito nel 1982 con fondi europei stanziati in occasione dell'anno dell'handicappato, il fabbricato rappresenta(va) un modello avanzato di residenza per persone con handicap motorio. Oggi invece i citofoni sono guasti, il portone è rotto e rimane sempre aperto, la portineria è sguarnita per molte ore al giorno, uno dei due ascensori è fermo da settembre, l'ingresso laterale è ingombro di roba (vi si trova peraltro l'Ufficio Disabili del Comune!), la porta di sicurezza del garage è bloccata dai rifiuti, le porte laterali sono troppo strette per una carrozzina (e comunque conducono a una scala inaccessibile), il cancello elettrico si apre solo con la chiave (operazione impossibile per un tetraplegico) e infine la fermata metropolitana più vicina è sprovvista di montascale.

Le immagini vengono sottoposte al sindaco Albertini, che s'indigna scaricando la colpa sui dirigenti comunali e sull'inefficienza del sistema pubblico... Vedremo se qualcosa sarà cambiato quando, proprio nelle prossime settimane, Pellizzari ritornerà a controllare.

Infine (puntata del 28 febbraio) dalla capitale economica a quella delle barriere architettoniche per eccellenza, Venezia. Ancora un "collaudo" di montascale effettuato da Andrea Pellizzari con l'aiuto di Giovanni e Gianfranco (precisamente Gianfranco Bastianello, prezioso collaboratore di DM).

L'APT ha allestito per i disabili tre percorsi con sette montascale. Percorso blu: da piazza San Marco al ponte di Rialto. I primi due montascale sono installati sul ponte Goldoni e non funzionano. Per arrivare a Rialto bisogna superare il ponte Manin: il montascale scende, ma terminata la corsa non si apre. Gianfranco, con l'aiuto di Giovanni, raggiunge il secondo montascale che si apre ma non scende. Impossibilitati a raggiungere il ponte di Rialto, Giovanni e Gianfranco cominciano il percorso azzurro. Nei pressi della Corte d'Appello altri due montascale che non funzionano. L'ultima tappa è a ponte Sant'Angelo, presso la sede della Ragioneria Provinciale. Il montascale parte ma poi si blocca. Infine all'Ufficio delle Entrate esiste il pulsante di chiamata per i disabili, peccato che per arrivarci si debbano superare quattro gradini. Conclusione: sette montascale e nessuno a posto.

Questa volta Pellizzari, anziché con un computer, si presenta all'assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Venezia, Marco Corsini, con delle cartoline-denuncia. Il rappresentante dell'amministrazione veneziana si difende dicendo che la manutenzione viene fatta in continuazione e che sta per essere approvato il piano per l'eliminazione delle barriere: l'idea è di individuare dei percorsi, dal momento che è impossibile rendere accessibili tutti i 360 ponti della città. Tra un po' Andrea Pellizzari tornerà anche a Venezia...

Per ora un plauso alle Iene, trasmissione che testimonia ulteriormente come la buona satira sia anche veicolo di informazione e di denuncia.

 

Articolo tratto da DM 145 - aprile 2002. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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