|
Per puro caso!Le Ferrovie dello Stato lavorano per voi! Resta solo da chiarire che cosa si debba intendere con questo voi. Voi tutti? Voi belli? Voi ricchi? Voi sani? Oppure voi normodotati? Infatti, com'è noto, se sei un disabile devi avvisare le Ferrovie dello Stato con ventiquattr'ore di anticipo dalla tua partenza. Lo recita il regolamento specificato in un opuscolo patinato. E se accadesse un imprevisto? Se la casa del disabile andasse a fuoco, se tutta la sua famiglia venisse sterminata, se "improvvisamente" venisse chiamato per un importante colloquio di lavoro? Tant'è: le Ferrovie, per legge, non sono tenute ad offrire il loro servizio ad un disabile, senza le ventiquattr'ore di preavviso, salvo casi eccezionali... E così R.P., studentessa all'Università di Bologna, alle 14.30 del 7 dicembre 2001, telefona allo 051/6303132 per prenotare il Servizio Disabili, in vista di un proprio rientro a Pordenone. Vorrebbe partire il giorno stesso, perché una persona a lei molto cara è gravemente malata. Le Ferrovie, nel ribadire la clausola delle ventiquattr'ore, aggiungono che potrebbero verificare l'eventualità di un posto libero sul treno delle 18.30. Alle 16.30 R. telefona per la conferma, ma la sua richiesta viene rifiutata perché l'operatore di Pordenone (quello che dovrebbe guidare il muletto indispensabile per la discesa dal treno) non si trova. R. insiste, dichiarando di potersi fare aiutare a scendere dai familiari e di assumersi ogni responsabilità. "No", risponde l'operatrice dell'Ufficio Disabili, "se a Pordenone non c'è l'operatore, la stazione di Bologna non può avallare la partenza"! Ma dov'è il "personaggio chiave"? Se il suo compito è quello di aiutare i disabili, perché non si trova? Come assistente di R., cerco di convincere anch'io l'operatrice, ma niente da fare. Alle 17.30 telefoniamo alla stazione di Udine e ci dicono che l'operatore è stato rintracciato. Ma perché la stazione di Bologna non ci ha richiamato? In ogni caso R. si reca immediatamente a prendere il treno e parte. Per fortuna! Per caso! Ogni volta che lei e tante altre persone disabili devono partire con urgenza, al di là delle ventiquattr'ore, possono soltanto confidare nella fortuna! Quindi è proprio il caso di dire che le Ferrovie dello Stato lavorano per noi... Noi che camminiamo, vediamo, parliamo... E gli altri? Stefania Prandi (Bologna)
Articolo tratto da DM 145 - aprile 2002. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |