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Cassazione ai giudici di Firenze: rispetto per i disabili!La Corte di Cassazione ha annullato due gradi di giudizio nei quali la Pretura e la Corte d'Appello di Firenze avevano condannato per abusi edilizi un disabile - privo delle gambe in seguito ad un incidente - senza che all'imputato fosse consentito di presenziare alle udienze, a causa delle barriere, nonostante lui lo avesse chiesto e nonostante la possibilità di spostare il processo a piano terra. Secondo i giudici, infatti, la persona avrebbe dovuto chiedere di essere aiutata a poter entrare nell'aula, dal canto suo, invece, l'imputato aveva sostenuto che avrebbe dovuto essere lo Stato ad attrezzare il luogo del dibattimento in modo che i disabili potessero muoversi dignitosamente, nella più ampia autonomia, senza chiedere aiuto a nessuno. Ebbene, nel gennaio scorso, la Suprema Corte ha dato ragione al cittadino, sostenendo che "è la collettività a doversi assumere gli oneri conseguenti all'esigenza di garantire ai disabili un concreto e dignitoso esercizio dei diritti fondamentali (e quello di difendersi in giudizio si pone certamente fra i più significativi), perché risulta contrario ai principi di uguaglianza e alla dignità della persona subordinarne l'esercizio ad un'attivazione del cittadino che ponga rimedio alle mancanze - contrastanti con precisi precetti normativi - dell'amministrazione pubblica". Una sentenza, quindi, davvero esemplare, che fa ben sperare per un rispetto sempre maggiore di diritti troppo spesso letteralmente calpestati.
Articolo tratto da DM 145 - aprile 2002. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |