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Proprio come una maratona!

a cura di Edvige Invernici

Poco più di venticinque ore effettive per raggiungere un obiettivo definito in mesi di lavoro. E gli italiani hanno promesso 41.243.180.000 lire, la cifra più elevata in dodici anni di attività. Stiamo parlando di Telethon 2001, appunto la dodicesima edizione della maratona televisiva ideata per raccogliere fondi da destinare alla ricerca sulle distrofie muscolari e sulle altre malattie genetiche. Fondi che hanno permesso di ottenere risultati importanti, efficaci e confortanti. Che permettono nuove ricerche e alimentano nuove speranze e che, in parte, da quest'anno saranno utilizzati anche per la ricerca clinica proprio nel campo delle malattie neuromuscolari. Fondi raccolti e spesi con trasparenza, come certifica il bilancio che ha meritato anche un Oscar nel settore.

Sono in molti a credere in Telethon. Lo dimostrano i risultati, le adesioni, i partenariati e l'impegno di quanti partecipano in prima linea a tutti i livelli. Sono in meno a credere nella valenza sociale e culturale della trasmissione. In effetti, i telespettatori vedono il "prodotto finito", non le buone intenzioni del palinsesto. Vedono pezzi di trasmissione, soprattutto se praticano lo zapping. La maratona televisiva è fatta di tappe. Ogni tappa un conduttore. Ogni conduttore fa la differenza e provoca consensi, dubbi, dissensi.

La tappa condotta con classe da Milly Carlucci ha reso protagonista il Telethon, finalmente. La raccolta di fondi era carburante per la ricerca, la generosità degli italiani veniva sollecitata per finanziare progetti, stipendiare ricercatori, raggiungere risultati. Non per far sorridere i bimbi o alleviare le sofferenze di chi è meno fortunato di noi. Nessuna interruzione per enfatizzare il numeratore e nessun delirio o svenimento di "gilettiana" memoria. E poi medici, giornalisti, malati a parlare di sperimentazioni, impegni e successi, aspetti sociali, problemi legati alla condivisione di una patologia tiranna. Cantanti a cantare e musicisti a suonare, senza fare inutili e insipidi appelli. E la gente ci crede, si documenta, si arricchisce e condivide. Come potrebbe essere altrimenti se Alessandra Graziottin, sessuologa, dice: "Telethon consente la sinergia tra la generosità degli italiani e la creatività dei ricercatori. Consente di tradurre il denaro in speranza". Se Fausto Farneti, affetto da fibrosi cistica, rincalza con: "E' una maratona, non sono cento metri. Bisogna attrezzarsi psicologicamente e strutturalmente perché il percorso è duro".

Poi c'è il momento dei dubbi. Li crea Paolo Limiti con atteggiamenti paternalistici, più enfasi e minor classe. Incita così. "Non piangiamo domani, ridiamo oggi. Donate e buona fortuna a tutti!". Più tardi si rivolge all'operatrice di Omnitel, prossima al parto, chiedendole in diretta: "Si sente più sicura sapendo che se accadesse qualcosa ci sono gli angeli di Telethon per aiutarla?". Poi cinge Don Mazzi mentre racconta la sua adolescenza tanto travagliata da manifestare al padre l'intenzione di suicidarsi e gli dice: "Ci devi portare fortuna!". Lascia i telespettatori presentando Valentina Persia come un'attrice che fa sganasciare dal ridere!

Poi scende la notte. Gigi Marzullo intrattiene molti ospiti. Troppi. E il salotto si riempie di messaggi contraddittori, concetti retorici, definizioni assonnate, sorrisi di bimbi e sollievo per chi è meno fortunato di noi alla vista della cifra che si ingrossa. Musica dolce in studio, fuori Roma che dorme. Anche se scambiati sottovoce, si possono cogliere alcuni dialoghi.

Apre il conduttore con: "La solidarietà non ha orari. Non si può andare a dormire senza avere donato qualcosa". Gli fa eco l'avvocato Nino Marazzita: "Un imprenditore disse una cosa che non mi è piaciuta: `Lo faccio ogni anno, così mi lavo la coscienza'. Io dico: datene tanti, ma tanti, così viene pulita. I cattivi hanno maggiore interesse a dare perché devono diventare buoni"... E' il turno di Gigi Vigliani: "O con le mutande o senza, prendi il telefono, devi mettere qualcosa. Metti una palla in meno sull'albero, ma metti!". Mitiga i toni la principessa Ruspoli: "Nel bagaglio dell'educazione esiste la beneficenza, aiutare, essere sempre disponibili". Poi Giordano Bruno Guerri, giornalista: "Il digiuno promosso dal Papa è un'elevazione dello spirito. Preferisco aiuti più concreti come questo, un digiuno delle tasche. Chi non ha digiunato, dia soldi".

Ormai è mattina. Il conduttore conclude la sua tappa con il colpo di grazia: "Abbiamo seguito il nostro cuore e col cuore si è sempre vinto e si vincerà sempre. Per solidarietà abbiamo fatto un certo tipo di televisione. Pulita, a sostegno di chi è più debole e di chi è più povero, questa per noi è TV". Ecco forse perché il Telethon televisivo provoca consensi, dubbi e dissensi!

Le cifre di Telethon 2001

  • 25 ore, 8 minuti e 17 secondi di trasmissione effettiva, delle quali:
  • 7 ore, 6 minuti e 5 secondi di intrattenimenti ad opera di conduttori, sportivi, ospiti, giornalisti, per parlare di Telethon, iniziative, donazioni, citare personalità, patologie, promuovere offerte, telefonare in luoghi particolari.
  • 5 ore, 13 minuti e 21 secondi di musicisti, con complessi, cantanti, cori, danzatori.
  • 3 ore, 45 minuti e 33 secondi di patologie, presentate dai diretti interessati accompagnati da medici.
  • 3 ore, 39 minuti e 40 secondi di collegamenti con località diverse, piazze con presenza di BNL, Autogrill, stazioni ferroviarie, postazione Omnitel.
  • 2 ore, 19 minuti e 7 secondi di partner ANSA, Autogrill, AVIS, BNL, CartaSì, Ferrovie dello Stato, Isoradio Lottomatica, Omnitel, Poste italiane, Radiodue, Telethon, UILDM.
  • 1 ora, 14 minuti e 41 secondi di filmati su iniziative, personalità, attori, scienza e medicina (registrazioni differite).
  • 1 ora, 2 minuti e 48 secondi di scienza e medicina, con scoperte, sperimentazioni, risultati.
  • 47 minuti e 8 secondi di attori e maghi.

In totale:

65 ospiti, 40 medici, 39 cantanti, 39 collegamenti, 35 filmati su iniziative varie, 34 conduttori, 34 patologie con malati e medici, 26 sportivi, 24 attori, 24 donatori citati, 23 musicisti e complessi, 17 iniziative, 16 giornalisti, 13 partner, 10 citazioni su personaggi e iniziative, 9 telefonate all'esterno, 7 danzatori, 7 trasmissioni coinvolte, 6 cori e 5 maghi.

 

Articolo tratto da DM 145 - aprile 2002. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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