DM 145 Aprile 2002 Sociale Ricerca Opinioni Vita UILDM TeleThon Rubriche Miscellanea

 

Nata libera

di Nadia Minardi

Mi sento lacerata dall'idea di non poter volare; la mia libertà mi è stata tolta al momento della nascita; ero una creatura capace di poter andare lontano, di volare per spaziare in cieli tersi, luminosi, immensi, soleggiati. E lontano sarei andata, avrei corso, felice, per prati senza fine, verdi, spaziosi; avrei colto ogni occasione per fare di me una persona che poteva godere della propria libertà e sfruttare al meglio questo stato; la libertà di essere padrone di se stessi, la libertà di non dipendere mai da nessuno, la libertà di potersi dare agli altri, la libertà!

Questa parola ora mi è ignota, mi sento ingabbiata; limitata e limitante, mi sento prigioniera di questo corpo che mi costringe a rinunce continue e mai accettate, a sogni mai realizzati, a speranze mai concretate, a favole raccontate per andare avanti, nel cammino della vita, questa vita dove la sola cosa possibile è ancora il sogno. I sogni sono ancora fattibili, per mia grandissima fortuna, e inevitabili, per farmi sentire la mia capacità vitale.

La mia mente spazia, vola, corre esattamente dove il corpo non potrà mai essere! Ora è dove niente e nessuno potrà prendermi, raggiungermi; sono in posti meravigliosi, sono arrivata a toccare la luna, a godere del calore del sole, a stendermi sopra una nuvola per farmi trasportare dal vento in tutto lo spazio celeste; mi lascio andare per questa galassia che è la mia galassia, la mia abitazione, il mio mondo!

Le stelle sono le mie compagne della notte, le mie care e uniche amiche alle quali confido ogni mio segreto, con le quali condivido le piccole e immense gioie di questa mia grande, incommensurabile, unica libertà, che nessuno mi potrà mai togliere: la libertà della mia mente, del mio pensiero, di sognare, la libertà avulsa dal corpo.

Il tempo non è più tempo, lo spazio non è più spazio, la gran ribellione per ciò che mi è stato tolto, ucciso, mi fa riabbracciare il mio spirito, riprendendo, attraverso questi giochi, i miei grandi sogni, la mia indicibile voglia di essere vitale, di sentire che il corpo che mi appartiene e che mi ha reso così inerme non è l'unica fonte di libertà.

 

Articolo tratto da DM 145 - aprile 2002. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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