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Riabilitazione: orientamenti pratici

a cura di Paolo Poggi

Le linee guida della riabilitazione sono certamente uno degli argomenti più dibattuti in ambito socio-sanitario e anche per questo, durante le Manifestazioni Nazionali UILDM di quest'anno, particolare interesse ha suscitato la Seduta pratica di orientamento e addestramento alla fisioterapia neuromotoria, ortopedica e respiratoria, all'interno della quale la sessione riservata alla parte neuromotoria e ortopedica è stata affidata a Laura Bordin, Paola Poletto e Daniele Ceron, fisioterapisti della UILDM di Padova.

Nel corso di tale incontro sono stati delineati alcuni dei principi fondamentali dell'intervento riabilitativo nelle malattie neuromuscolari, richiamando l'attenzione sugli aspetti che vanno soprattutto tenuti in considerazione, come esemplifica con chiarezza la tabella 1 qui pubblicata, tratta dal libro di Adriano Ferrari Malattie neuromuscolari.

E' stato inoltre ricordato come la riabilitazione sia un processo di soluzione dei problemi e di educazione che deve aiutare la persona disabile a raggiungere la miglior qualità di vita possibile sul piano fisico, funzionale, sociale, emozionale, affettivo e relazionale, con la minor restrizione possibile delle sue scelte operative, pur nell'ambito dei limiti della menomazione e delle risorse disponibili. Il progetto riabilitativo deve pertanto seguire le tappe dello sviluppo psicofisico, i bisogni relazionali e le limitazioni legate alla patologia.

I contenuti dell'intervento riabilitativo sono stati illustrati prendendo in considerazione vari aspetti: dalla riabilitazione intensiva-estensiva alla prescrizione e adattamento degli ausili, dal supporto alla famiglia all'informazione, educazione, collaborazione e consulenza con chi è in stretto contatto con il disabile. Il soggetto principale nel programma riabilitativo - si è sottolineato - dev'essere la persona con patologia neuromuscolare, mentre tutte le altre figure (operatore socio-sanitario, infermiere professionale, familiari, fisioterapista, medico e tecnico ortopedico) devono solo ruotare attorno ad essa, interagendo fra di loro.

Sono stati poi proposti alcuni criteri che devono guidare la scelta degli esercizi da far svolgere. Essi devono essere utili e rispettosi nei confronti della muscolatura e dell'evoluzione della malattia, applicabili senza sconvolgere il ritmo di vita del paziente e della famiglia.

Un interessante dibattito ha concluso questa parte del seminario, su temi quali il trattamento della scoliosi, le tecniche di allungamento muscolare, l'importanza dell'approccio multidisciplinare al paziente durante tutte le fasi del percorso riabilitativo, l'individuazione e la strutturazione di centri di eccellenza che diffondano le novità medico-terapeutiche-riabilitative verso i centri periferici.

"L'incontro - hanno spiegato i coordinatori - ha voluto essere un momento di comunicazione e d'informazione, con l'uso quindi di un linguaggio comprensibile e vicino in particolare ai familiari che ogni giorno vivono le necessità di intervenire sulla persona con patologia neuromuscolare. Il dibattito ci ha stimolato inoltre al continuo confronto tra diverse realtà presenti sul territorio nazionale per ottimizzare le prestazioni riabilitative, anche alla luce delle nuove indicazioni LEA (Linee Essenziali per l'Assistenza) e dell'adozione della nuova classificazione internazionale del funzionamento (ICF)".

Successivamente, gli aspetti respiratori della riabilitazione sono stati l'oggetto dell'intervento di Stefania Chizio, terapista della riabilitazione del Servizio di Fisiopatologia Respiratoria dell'Azienda ULSS 16 di Padova.

La fisioterapia respiratoria prevede una serie di tecniche utili a contenere i disturbi respiratori delle persone con malattie neuromuscolari. Non esistono purtroppo esercizi in grado di "allenare" il mantice toraco-addominale, vale a dire di migliorarne la forza, impedendone il progressivo indebolimento. Esistono tuttavia degli interventi che hanno lo scopo di sostenere la funzione respiratoria, analogamente a ciò che fa la fisiochinesiterapia riguardo alle funzioni motorie, al cammino e alla gestualità. Nella sua relazione, Chizio ha descritto il percorso del trattamento di assistenza respiratoria, dai primi stadi della patologia neuromuscolare, illustrando gli esercizi iniziali di spirometria incentivante, le condizioni che facilitano il drenaggio delle secrezioni e le tecniche di disostruzione bronchiale, con utilizzo dell'apparecchio In-Exsufflator, soffermandosi poi sulla tecnica di ventiloterapia e i meccanismi di funzionamento dei vari ventilatori attualmente in circolazione.

"E' necessario che la scelta dell'intervento sia fatta previa valutazione clinica e fisioterapica del paziente - ha sottolineato Chizio - tenendo presente quale sia il suo grado di partecipazione attiva alle tecniche fisioterapiche e quali siano i fattori che possono rappresentare un ostacolo o che richiedono modifiche negli abituali approcci. Inoltre non si ritiene corretto separare la riabilitazione neuromotoria dalla fisioterapia respiratoria né si ritiene possibile stabilire a priori il momento più adatto per cominciare gli esercizi respiratori. La respirazione dovrà sempre essere monitorata con attenzione, seguendo l'evoluzione della malattia: il respiro è esso stesso movimento e come tale è coinvolto in qualsiasi gesto corporeo, influenzandolo ed essendone esso stesso influenzato".

 

Articolo tratto da DM 146/147, numero doppio, Settembre/Dicembre 2002. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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