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Le notti di Tenerife

di Aldo Bisacco

Un lavoro stressante richiede a un certo punto un po' di voglia di evadere, di divertirsi: ma dove? Nell'inverno scorso, e ancora all'oscuro sulla meta, Claudio ed io decidiamo di farci chiarire le idee dalla mia agenzia viaggi di fiducia, ove ci viene consigliato quello che sembra proprio fare al caso di due single: Tenerife, l'isola dall'eterna primavera!

E così si parte, senza grosse pretese di tipo culturale, ma quasi unicamente con l'obiettivo di un sano divertimento. Subito un primo momento di malumore, a causa dell'infinito ritardo della partenza: tre ore complessive dall'orario previsto, di cui due dentro all'aeromobile. E come se questo non bastasse, ad aumentare il livello di insofferenza davanti a noi una signora che non smette mai di parlare, dietro una coppia di anziani, dall'udito debole, che urla e litiga continuamente... Ad un certo punto ci mettiamo a ridere, quasi calati dentro ad una situazione da film...

Durante il volo leggo in un dépliant: "L'isola si divide in due zone molto diverse: il Nord, verde, con una vegetazione rigogliosa e il Sud, arido e sabbioso, quasi sahariano". Noi ci dirigiamo proprio verso il Sud e la mente comincia a fantasticare: spiaggia, sole, donne, divertimento. Stiamo arrivando!

All'atterraggio, invece, piove a dirotto! E non succedeva da mesi!... Fuori dall'aeroporto un'incantevole ragazza del tour operator ci comunica che il trasferimento per la carrozzina non è stato segnalato. Come? Da non crederci! Con un sorriso amaro Claudio ed io ci guardiamo e scoppiamo di nuovo a ridere. Fortunatamente a volte la cortesia delle persone non finisce mai di stupire. Le ragazze del tour si offrono infatti di portarci con la loro auto all'hotel. Ma arrivati qui gli imprevisti non finiscono di certo.

Le camere attrezzate per disabili sono tutte agli estremi dei blocchi, le più lontane da qualsiasi comodità: ascensore, reception, piscine, ristorante. La nostra ha anche una "splendida" veduta sulla strada, dove al mattino ci sono i lavori in corso.

La sera stessa dell'arrivo, dopo la cena, ci rendiamo conto di essere capitati in un posto un po' diverso dalle nostre aspettative: famiglie, pensionati, di ragazze neanche l'ombra. Io mal di gola e febbre. E fuori continua a piovere...

Ci informano che di macchine a noleggio non ce n'è nemmeno l'ombra e quindi niente giro dell'isola. Stanchi per il viaggio e somatizzando questa serie di eventi negativi, pensiamo di chiamare l'agenzia per contestare tutto. Vogliamo andarcene! Ma ormai ci siamo. Speriamo bene per il giorno successivo.

Ce ne vogliono invece due per avere qualcosa di buono e questo succede proprio il giorno di Natale. Chissà, forse Santa Claus, dall'alto dei cieli, ci ha visti e da bravi ragazzi ha voluto donarci qualcosa... un inizio almeno.

Un Natale comunque un po' insolito. In costume sul lettino a prendere il sole, a sorseggiare una bibita e al telefono con la famiglia che ti fa gli auguri da cinque ore di volo e da cinque gradi sotto zero, mentre tu sei a venticinque gradi sopra. Fa davvero un certo effetto.

In serata, alla festa di Natale conosciamo Giovanni, un bergamasco adottato da Tenerife per l'ottava vacanza natalizia, un personaggio che a vederlo sembra nato da una gag di Massimo Boldi e Christian De Sica. Con le sue battute divertenti e i racconti conditi di aneddoti, fa letteralmente rovesciare dalle risate chi lo ascolta.

Tra di noi si instaura subito una simpatia che porta pian piano a vivere assieme una vacanza prevalentemente notturna: Night Life! Tra pub e discoteche, tutte le notti non si rientra prima delle quattro di mattina.

Alla nostra domanda, "ma le ragazze dove sono?", Giovanni ci dice che le single arrivano in genere solo dopo il 27 o il 28 dicembre, soprattutto per Capodanno. Lo stesso pacchetto turistico, con partenza il 27, costava però 300 euro in più. Valeva la pena, per fare Capodanno in mezzo all'oceano, di spendere quella cifra in più? Ci siamo accontentati del Natale... il resto verrà, se deve!

Per quanto riguarda l'accessibilità, in generale non ho particolari problemi perché la compagnia con cui ci muoviamo mi aiuta a superare qualsiasi tipo di barriera. Tenerife non ha belle spiagge, sono tutte nere, data l'origine vulcanica. In compenso i tramonti sono uno spettacolo da favola, qualcosa di magico. Per arrivare alla playa di Fanabe, quella a noi più vicina, ci sono una serie di rampe che consentono l'accesso senza alcun problema.

Alla fine giunge il 27, arriva parecchia gente nuova - come ci era stato detto - e anche tante ragazze. Tutto quello che avevamo immaginato finalmente si avvera e molto di più. Avevamo pensato di divertirci, ma non così tanto. La compagnia, le nuove conoscenze, il clima, i posti bellissimi rendono la vacanza quasi indimenticabile. Non vorremmo più tornare a casa.

Magari la prossima volta andremo a Tenerife per visitarla.

 

Articolo tratto da DM 146/147, numero doppio, Settembre/Dicembre 2002. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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