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Una carrozzina che non c'è

"Considerare la cosiddetta `utenza ampliata' significa superare l'idea astratta di standard per prendere invece in esame parametri dimensionali ed esigenze dell'utenza reale, quella cioè composta da uomini, donne, bambini e anziani, disabili e non. E' un concetto, questo, che ha inizio proprio dal considerare il ciclo vitale naturale di ogni persona, dove la casa e gli oggetti sono progettati in modo che se ne possa usufruire anche con capacità ridotte e con tutte le limitazioni che accompagnano la disabilità o l'avvento della vecchiaia. Significa altresì avere un approccio più aperto, più dinamico al progetto, che cerca di tener conto del maggior numero possibile di persone, delle loro caratteristiche, esigenze e bisogni. Fare progetti per rendere autonome persone che non lo sono non è solo l'enunciazione di un principio d'uguaglianza, ma è un concreto confrontarsi con le mille difficoltà che suscita un'utenza reale estremamente differenziata".

E' da questi principi - dichiarati sin dall'introduzione - che si muove l'interessante tesi di laurea felicemente discussa da Rita Pisano presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, intitolata Progetto di una carrozzina per la pallavolo. Progetto di una carrozzina che non c'è. "Dalla maniglia di una porta alla progettazione di una città - continua la neodottoressa - tutti gli oggetti, se progettati tenendo conto di alcuni parametri di base, possono diventare non mezzi per discriminare ma per integrare".

Autonomia, compatibilità, adattabilità, normalità d'immagine, semplicità, affidabilità e sicurezza sono i parametri su cui si fonda l'analisi di Pisano, la cui base è data dall'idea di una nuova carrozzina per praticare la pallavolo (wheelchair-volley), in uno studio che è il frutto di un vero e proprio "viaggio" nel mondo della progettazione, delle normative vigenti, delle aziende produttrici e del mondo sportivo, nonché portatore di un'esperienza di grande spessore umano e culturale, nella necessità di collocarsi "dalla parte dell'utente" cui viene destinato il tutto.

"Pensare in modo accessibile" è il messaggio fondamentale lanciato da Rita Pisano, da una parte parlando di "sport per tutti", ma dall'altra pensando alla progettazione in senso ampio, ricordando che oggi "l'uomo di Vitruvio, di Leonardo o il Modulor di Le Corbusier sono riferimenti troppo lontani dal modello di uomo reale, eterogeneo e complesso nelle sue diversità e fragilità, siano esse fisiche, psichiche o sensoriali".

Uno studio quindi che si affida all'analisi di tutti quanti siano interessati a tali argomenti e che si chiude anche con una simpatica e benaugurante notazione, la cronaca di un trionfo azzurro alla finale olimpica di wheelchair-volley, nel corso delle futuribili Olimpiadi di Roma del 2012! Ovvero, come recita il titolo, Un oro che vale platino! C'era una volta l'handicap...

(Stefano Borgato)

 

Articolo tratto da DM 146/147, numero doppio, Settembre/Dicembre 2002. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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