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Punti fermi sull'eutanasia

di Antonio Garofalo

Allora, cerchiamo di mettere un punto fermo alla questione eutanasia, della quale già a lungo si è occupato DM, nei numeri scorsi. Anzitutto è evidente e sottinteso che qualsiasi legge dev'essere molto precisa per impedire eventuali crimini. Qui non sono in discussione i particolari della legge, non sta a chi scrive legiferare in merito. Qui si discute "semplicemente" se una legge debba esserci o no.

Analizziamo due situazioni opposte.

Viviamo in una nazione in cui l'eutanasia è proibita, impensabile. Una persona si ritrova in una situazione di grave malattia, non solo mortale più o meno a breve termine, ma anche debilitante, praticamente ferma sul letto, accudita da uno stuolo di infermieri e così via. Quali che siano i particolari della tragedia di questa persona, sta di fatto che egli desidera farla finita, ma non può suicidarsi perché inabile a farlo. E comunque non è facile suicidarsi anche per chi potrebbe farlo agevolmente, ci vuole un gran coraggio, ad esempio, a buttarsi dal quinto piano, senza peraltro esser sicuri di crepare... C'è gente che si spara un colpo di pistola alla tempia e sopravvive. E' certamente più "semplice" chiedere l'eutanasia con un metodo simile a quello che negli Stati Uniti ha applicato un certo medico, di cui non ricordo il nome, soprannominato "Dottor Morte", con lo stesso malato che, premendo un tasto - sempre che possa muovere almeno un dito! - si inietta un narcotico e automaticamente qualche minuto dopo un veleno.

Non essendo presente alcuna legge che riguardi l'eutanasia, il soggetto è costretto contro la propria volontà - di solito in base a valori religiosi che potrebbero non essere i suoi - a vivere fino a che la morte non arrivi "con le sue gambe". A questo punto viene spesso obiettato che "la vita è bella" - e che Benigni mi perdoni la citazione. Bella? Chi lo decide? Solo io posso decidere se la mia vita è bella e vale la pena di essere vissuta, in base ai miei valori.

Vediamo invece un'altra situazione.

Viviamo in uno Stato nel quale è presente una legge che prevede e regola l'eutanasia. Il malato di cui sopra questa volta può scegliere se chiedere l'eutanasia o non chiederla. I cittadini che per i loro valori non intendano chiederla, non sono obbligati a farlo. C'è libertà. Quale incredibile differenza rispetto alla situazione precedente! In quella c'è una parte della popolazione che in base ai propri valori nega un diritto legale (sì, legale: se uno si suicida mica poi viene processato... Neppure chi tenta il suicidio senza riuscirci viene processato - non mi sembra! - a meno che nel tentativo non provochi danni a dei terzi). Questa è chiaramente una costrizione inaccettabile, specie nel "civilissimo mondo occidentale".

Nella seconda situazione, invece, non vi è alcuna costrizione; come già detto, ogni cittadino sarebbe libero di chiedere o no l'eutanasia. Chi l'aborre, non è certo obbligato; continuasse pure a campare nella sofferenza che il destino o chi per lui gli ha dato.

Naturalmente, sono poi favorevole al testamento biologico. Se sono in molti a produrre quello economico, lasciando i propri beni a questo o quello e dando addirittura disposizioni sui propri funerali, perché allora non si dovrebbe poter fare un testamento biologico, chiedendo che in particolari situazioni si debba staccare la spina al macchinario che ci tiene in vita?

Non saprei proprio che altro dire. Il ragionamento mi sembra così limpido! Non riuscirò mai a capire chi si sente offeso nei propri valori da una legge come questa in discussione: è assurdo! Assurdo che un libero cittadino/a debba badare a non offendere i valori altrui. Cosa può importarmi se il mio vicino di casa, ad esempio, si suicida o chiede l'eutanasia? Mi spiace per lui, perché doveva avere gravi motivi per fare o chiedere quanto sopra, ma io non ricevo danno dalle sue azioni. E' un dato di fatto che io non ricevo danno alcuno o c'è qualche lettore che non la pensa così?

Gli unici valori veramente validi sono quelli istituzionalizzati, sotto forma di leggi. Non uccidere. Non rubare. Ecco i veri valori, riconosciuti da tutti o quasi (un criminale è appunto colui che non li riconosce).

Chiudo con un'ipotesi: poniamo il caso che un giorno vi sia un referendum propositivo (ammesso che sia possibile un giorno farne uno su questo argomento, ma ci credo poco), con il quesito: "Volete o no una legge che regoli l'eutanasia?". Se vincessero i no, si rimarrebbe nella situazione di oggi, dove una maggioranza con certi valori limita la libertà altrui. Se vincessero i sì, si otterrebbe la vera libertà; chi aborre l'eutanasia non sarebbe obbligato a chiederla, chi invece la desidera potrebbe farlo.

Per i particolari sulla legge ne potremo discutere quando e se sarà il caso.

 

Articolo tratto da DM 146/147, numero doppio, Settembre/Dicembre 2002. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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