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Uscire allo scopertoIntervista a Rina Spiniello In un panorama ormai "inflazionato" di calendari di ogni tipo, un'idea bella e originale proviene dalla provincia di Varese, dove dodici donne - tutte persone con problemi di disabilità - hanno presentato nell'ottobre scorso Femminilità e handicap, in vendita al prezzo di 10 Euro a cura dell'Istituto Aloisianum di Gallarate (Varese). Gli incassi saranno tutti devoluti ad una serie di associazioni. L'idea è partita dalle stesse protagoniste-"modelle" del calendario e ha potuto avvalersi della collaborazione della fotografa Isabel Lima, la quale ha raccontato di "un'esperienza straordinaria sia dal punto di vista artistico che umano. Ciascuna di queste donne, nella seduta di posa, aveva uno speciale bagliore negli occhi e la consapevolezza di essere protagonista". Per saperne di più, abbiamo rivolto qualche domanda a Rina Spiniello, socia della UILDM di Varese, che è stata una delle promotrici di un'iniziativa della quale vari mass-media nazionali e locali si sono occupati nelle scorse settimane. (Stefano Borgato) Com'è nata, Rina, l'idea di un calendario come questo? E' nata una sera a cena, una come tante, da parte di chi parla, assieme alle sorelle Anna e Maria Adele. L'abbiamo poi proposta a Gabry, Lu, Manuela, Luisella, Luisa, Valeria, Daniela, Elena e Cristina, che l'hanno accolta e fatta propria. E così l'avventura è incominciata, anche se non senza difficoltà.
Questo in effetti è stato uno dei principali problemi. Poi però ci siamo dette che l'idea era bella e che in qualche modo l'avremmo realizzata. E così si sono aperte molte porte, nel senso di inserzioni pubblicitarie sui vari articoli, portando al risultato finale. Alla base di tutto, comunque, resta sempre l'impegno, la forza e l'ottimismo di tutte noi.
Tutto è partito certamente come un gioco, però sempre ad un certo livello di serietà perché lo scopo più importante è quello di riuscire a devolvere il ricavato ad alcune associazioni: la UILDM di Varese, IRIS Servizi (Cooperativa di Solidarietà Sociale), il Gruppo Zaccheo e l'Asitoi (Associazione Italiana Osteogenesi Imperfetta). Ogni risultato che riusciremo a ottenere in questo senso sarà per noi un bel traguardo. Avete avuto qualche imbarazzo particolare nel fare le "modelle"? L'imbarazzo è stato un po' di tutte. Mettere infatti la propria immagine davanti a un obbiettivo non è stato facile, ma poi ci siamo divertite, grazie anche alla capacità della fotografa Isabel Lima che ha creduto nel nostro progetto mettendoci del tutto a nostro agio. Alcune non hanno avuto il coraggio di accettare l'idea, forse per timidezza o per il costo delle foto. Al contrario, ad alcune di noi l'obiettivo ha permesso di scoprire la propria femminilità, di uscire dal proprio guscio.
E' un'esperienza unica e non ripetibile, fatta di emozioni e soddisfazioni che si vivono una volta sola. Personalmente avrei in mente un'altra iniziativa che non so se sarà realizzabile, vale a dire una sfilata di moda per donne in carrozzina, magari il prossimo anno. Lo so, è solo un sogno è un progetto, ma se qualcuno vorrà darmi una mano ben venga.
Articolo tratto da DM 146/147, numero doppio, Settembre/Dicembre 2002. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |