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Scuola: problemi e soluzioniIntervista a Salvatore Nocera Si è svolto nell'ottobre scorso, presso la sede del CNEL (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro), un Forum sull'integrazione scolastica delle persone disabili, coordinato da Melino Pillitteri, presidente della Seconda Commissione Politiche del Lavoro e Sociali dello stesso CNEL, con l'obiettivo sì di analizzare i vari problemi del settore, ma anche di indicarne una serie di soluzioni possibili. A tal proposito Pillitteri ha lanciato per l'occasione l'idea di un documento di lavoro che il Consiglio potrebbe redigere e inviare ai responsabili istituzionali delle politiche scolastiche e dell'integrazione. A tale spirito di operatività è stata improntata la relazione introduttiva di Salvatore Nocera, Vicepresidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), che ha sintetizzato in alcuni punti le questioni aperte a cui i responsabili politici (e secondo Nocera anche quelli sindacali) sono chiamati a rispondere. (Cristina Benfenati) Dottor Nocera, quali sono attualmente i principali problemi in ambito di integrazione scolastica? Innanzitutto si deve parlare della definizione del conflitto (meglio sarebbe definirlo "rimpallo") di competenze tra Comuni e Province, in merito all'"attivazione" degli assistenti educativi. Ricordo che nella Legge 104/92 (art. 13, comma 3), è ribadito l'obbligo "per gli enti locali di fornire l'assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap fisici e sensoriali". Il problema sarebbe sorto secondo alcuni dal Decreto Legislativo 112/98 che riorganizzando le funzioni dello Stato avrebbe lasciato indefinite tali funzioni, anche se esso (art. 139) chiaramente indica: "Sono attribuiti alle province, in relazione all'istruzione secondaria superiore, e ai comuni, in relazione agli altri gradi inferiori di scuola, i compiti e le funzioni concernenti: lettera c.) i servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio". Un altro grosso problema da superare deriva poi dal fatto che la garanzia dell'assistenza "di base" (locomozione e igiene personale) dell'alunno disabile è affidata - stando alla Tabella A allegata al contratto del comparto scuola (CCNL, 26/5/1999) - non a precisi obblighi e competenze dei collaboratori scolastici ma alla loro "volontà". E per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno? Anche qui si deve far riferimento alla Legge 104/92 e continuare a chiedere con forza quanto essa prevede, ovvero la preparazione-specializzazione dell'insegnante di sostegno, cercando tra l'altro di evitare l'appalto ai cosiddetti "enti gestori della formazione". E' necessario poi rivedere l'intera normativa relativa agli insegnanti di sostegno precari sia a tempo determinato che a tempo indeterminato, dal momento che quest'anno - tanto per menzionare qualche dato - sono stati nominati ben quattromila insegnanti di sostegno non specializzati. Senza infine dimenticare i danni che potrebbero derivare dall'art. 22 della "Finanziaria 2003, sulla dotazione organica degli insegnanti di sostegno. Secondo alcune valutazioni, infatti, si aggirano ad oltre 33.000 unità - nel triennio 2003-2005 - i tagli che potrebbero investire tutto il personale docente. Quali sono gli altri obiettivi che la FISH intende perseguire? In generale la verifica della qualità dell'integrazione scolastica, esplicitando gli indicatori adottati dal Ministero dell'Istruzione. Poi la realizzazione - a livello decentrato e gestiti da reti di scuole - di enti di documentazione e di consulenza per le scuole e per gli stessi insegnanti di sostegno, sull'esempio dei centri di formazione e di documentazione storicamente realizzati dall'UIC (Unione Italiana Ciechi). Come obiettivo a medio-breve scadenza, andare verso il 2003, che sarà l'Anno dedicato dall'Europa alle persone disabili, non alla spicciolata con tante iniziative frammentate dei diversi Ministeri e delle diverse istituzioni, ma con uno specifico progetto.
Articolo tratto da DM 146/147, numero doppio, Settembre/Dicembre 2002. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |