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Niente miracoli dalla pappa reale!di Angela Berardinelli Ecco che cosa si poteva leggere fino a qualche tempo fa in Internet (sito: web.otenet.gr/royalcells/kent.htm) nel report mensile di marzo 2003 del sedicente Royal Cells Institute (il testo è in inglese e ne riassumiamo qui le parti più significative). "Dopo dieci anni di studi e tre anni di risultati positivi del primo, secondo e terzo studio pilota, il Royal Cells Institute annuncia che per la prima volta nel mondo la distrofia muscolare, una malattia incurabile e progressiva, può essere fermata o sconfitta"! Ma quale sarebbe la base di questo "miracoloso" trattamento? La pappa reale delle api. Infatti, sempre secondo la fonte citata, "i risultati aggiornati del trattamento con pappa reale sono che: 1) previene il 100% del deterioramento dei pazienti con distrofia muscolare; b) migliora la situazione clinica e neurofisiologici dei pazienti nell'85% dei casi". L'annuncio procedeva esponendo altri particolari: "Nello studio sono stati inclusi soggetti affetti da: distrofia di Becker, distrofia miotonica, distrofia dei cingoli, distrofia di Duchenne, distrofia facio-scapolo-omerale, amiotrofia spinale e atassia di Friedreich. Il trattamento viene somministrato per dodici mesi e consiste nell'assunzione quotidiana di dosi quotidiane di una varietà di pappa reale fresca, purificata, allo scopo di trovare la dose ideale per ogni soggetto. Le quantità sono stabilite dal Royal Cells Institute, che controlla i pazienti mensilmente durante il trattamento. La stessa pappa reale può essere assunta con altre terapie prescritte dal medico referente. Il prodotto utilizzato è puro e naturale e non scatena effetti collaterali. Non si tratta infatti di un farmaco, ma di una sostanza naturale che regola le funzioni dell'organismo". "I soggetti inclusi nello studio - si continua a leggere - devono sottoporsi a una visita neurologica dal loro medico referente all'inizio e al termine dell'anno di somministrazione, per documentare l'efficacia del trattamento. Il trattamento stesso verrà recapitato a domicilio ai pazienti ogni mese, direttamente dal Royal Cells Institute. I soggetti verranno inclusi nello studio dopo che lo stesso Institute avrà esaminato una per una le loro cartelle cliniche". La conclusione era dedicata ad una serie di informazioni generali sulla pappa reale, rispetto alla quale si annotava che: "le api regine non nascono tali, lo diventano. La loro alimentazione a base di pappa reale è all'origine di questo processo. Senza questo speciale alimento, le api regine non riuscirebbero a svilupparsi adeguatamente. La pappa reale è una sostanza di consistenza liquida-cremosa, spessa, estremamente nutriente, che viene secreta dalle ghiandole ipofaringee di un particolare tipo di ape. Le api regine si nutrono esclusivamente di questa sostanza che rende ragione delle loro straordinarie dimensioni e della loro longevità. Esse infatti sono in media il 42% più grandi e pesano il 60% in più delle api operaie, oltre a vivere quaranta volte più di queste. Dal punto di vista biochimico, si tratta di una sostanza molto complessa, ricca fonte di proteine, che contiene otto aminoacidi essenziali, acidi grassi importanti, zuccheri, steroli e composti fosforici, così come l'acetilcolina, messaggero della trasmissione nervosa. Contiene anche gamma globulina e le vitamine A, B (B1, B2, B6, B12, biotina, acido folico e inositolo), C, D ed E. Fornisce infine minerali come il calcio, il rame, il ferro, il fosforo, il potassio, il silicio e lo zolfo". Si proseguiva infine elencando una serie di patologie ritenute quali 'indicazione principale' per la pappa reale: ebbene, tale lista comprendeva praticamente quasi tutte le malattie esistenti! Alcune riflessioni, ad uso dei lettori di DM e di quant'altri dovessero imbattersi in queste informazioni, sono quanto meno doverose. Nonostante i sopraccitati dieci anni di studio, non c'è alcuna traccia di lavoro nella letteratura scientifica seria che dimostri una qualsiasi efficacia del trattamento proposto e nemmeno uno studio su modello animale, che provi a dimostrare i possibili effetti della sostanza sul muscolo distrofico Lo studio, poi, propone l'arruolamento di soggetti affetti da molteplici malattie che - pur rientrando nella comune definizione di "malattie neuromuscolari" - sono molto diverse tra di loro per trasmissibilità, patogenesi (anche se spesso nota solo parzialmente) e fenotipo clinico. E ancora, non vi è traccia di ipotesi biochimica che giustifichi l'assunzione della pappa reale: le notizie generali che abbiamo riassunto si limitano infatti a riferire riguardo al suo elevato potere nutritivo, ma si sa bene che nelle malattie neuromuscolari il problema di fondo non è certo una carenza nutrizionale. In realtà le promesse non sono quelle di integrare l'alimentazione ecc., ma quelle - ben più ambiziose - di "arrestare la progressione delle malattie neuromuscolari" e addirittura di favorire il recupero di chi ne sia affetto: si può facilmente intuire come tali promesse possano coinvolgere persone affette da patologie progressive e invalidanti, per le quali al momento non esistono terapie. Va anche aggiunto che risulta assai difficile trovare una presentazione di questo "Royal Cells Institute", da parte del quale non si informa nemmeno se lo studio sia gratuito o a pagamento. Si segnala soltanto che in esso - unico al mondo - si produce una particolare forma di PR. E' opportuno evidenziare che in linea di massima non esistono controindicazioni all'assunzione di pappa reale e tuttavia non è legittimo aspettarsi di averne un reale giovamento nelle malattie neuromuscolari. Se infatti le persone che hanno inserito questo annuncio in internet avessero davvero ottenuto dei risultati plausibili, avrebbero dovuto comunicarli al mondo scientifico e, soprattutto, spiegarli e giustificarli. Dispiace infine - soprattutto - che la redazione di DM debba ricevere lettere di alcune persone (come purtroppo è già accaduto) che cercano in siti come questo la risposta alla loro sofferenza.
Articolo tratto da DM 148 - aprile 2003. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |