DM 148 Aprile 2003 Sociale Ricerca Opinioni Vita UILDM TeleThon Rubriche Miscellanea

 

Parliamo del tè verde

a cura di Angela Berardinelli

Tra le varie ipotesi patogenetiche della distrofia di Duchenne, vi è anche un'aumentata suscettibilità allo stress ossidativo, dimostrata in vari studi condotti su colture cellulari, prevalentemente di topi mdx, ovvero il ceppo murino nel quale viene indotta la malattia.

Qui è necessaria subito una precisazione, ovvero ricordare che la Duchenne, negli animali, presenta un decorso assai diverso da quanto accada normalmente nell'uomo, poiché nel tempo c'è un miglioramento clinico e, nonostante il pur presente difetto di forza muscolare, essi hanno normale prospettiva di sopravvivenza.

Tornando comunque al problema dello stress ossidativo, su tutt'altro versante - negli ultimi anni - è stata studiata la capacità protettiva del tè verde, attribuita proprio in primo luogo alle sue proprietà antiossidanti, legate al suo principale componente (il GTE) e ai polifenoli. In particolare varie ricerche avrebbero messo in luce la potenzialità di controllo della carcinogenesi (ovvero di numerose forme tumorali) da parte appunto del tè verde.

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori svizzeri dell'Università di Losanna (pubblicato nel 2002 dall'"American Journal of Clinical Nutrition") avrebbe dimostrato un effetto protettivo rispetto alla necrosi e alla suscettibilità allo stress ossidativo, su cellule di topo mdx la cui dieta era stata supplementata con tè verde a diverse concentrazioni (l'effetto ottenuto è stato paragonato con quanto riscontrato in un gruppo di topi mdx non trattati con la medesima sostanza).

E tuttavia tale effetto è risultato prevalente nelle fibre del muscolo estensore lungo delle dita (EDL), mentre non è stato significativo nel muscolo soleo. La differenza tra questi due muscoli è rappresentata dal diverso metabolismo: infatti, il primo (EDL) è costituito da fibre muscolari a contrazione rapida, il secondo (soleo) a contrazione lenta. Queste ultime hanno un maggior numero di mitocondri e quindi una maggior produzione di radicali, le sostanze che inducono lo stress ossidativo. Gli autori della ricerca hanno quindi ipotizzato che potesse trattarsi di un problema legato alla dose, la quale, nell'animale, corrisponderebbe a circa sette tazze di tè al giorno nell'uomo.

In sostanza si può dire che l'effetto protettivo ottenuto con il tè verde sia paragonabile a quello derivato dalla creatina e sebbene lo studio sia stato condotto su un numero di animali limitato e vi siano vari punti deboli dal punto di vista metodologico, si tratta di una sostanza somministrabile senza particolari problemi.

E d'altro canto va ricordato anche che la somministrazione di altri antiossidanti - quali la vitamina E, la stessa creatina ecc. - non ha mai portato finora a reali vantaggi nella clinica dei soggetti affetti da distrofia di Duchenne.

 

Articolo tratto da DM 148 - aprile 2003. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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