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Verso nuove frontieredi Riccardo Rutigliano Quando si utilizza il termine "turismo sociale", ci si riferisce all'idea di un turismo accessibile ad una fascia di popolazione molto allargata e rispettoso dell'ambiente, delle culture e dell'essere umano. Si tratta di un concetto comprendente un insieme di attività capaci di rispondere a un diffuso bisogno di relazionalità, non dunque di un turismo rivolto solo a specifiche categorie sociali di persone in situazione di svantaggio. E' chiaro però che, con queste caratteristiche, si tratta del tipo di turismo che può tutelare al meglio le esigenze e il sacrosanto diritto di viaggiare, di reperire evasione e riposo di queste categorie e in particolar modo dei disabili. Turismo sociale e accessibilità Come recentemente riportato in un censimento effettuato dal Ministero dell'Industria (Direzione Generale del Turismo) e dall'ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente), nel quadro di un progetto che ha coinvolto operativamente associazioni e organizzazioni dislocate su tutto il territorio nazionale, l'accoglienza turistica e i servizi rivolti ad anziani, disabili e altre persone con esigenze speciali stanno assumendo sempre maggiore rilevanza, non solo sul piano della solidarietà e del progresso sociale, ma anche dal punto di vista squisitamente economico. Le cifre parlano infatti di un "mercato" potenziale di oltre tre milioni di turisti italiani (il 10% del totale dei turisti di casa nostra) a cui tuttavia aggiungere i tantissimi stranieri. Fare turismo sociale è una scelta di valore da parte degli enti impegnati nell'organizzazione di queste attività, in quanto chi fa vacanze di questo genere è portato quasi automaticamente ad essere più attento ai contatti umani e alla possibilità di arricchire le proprie occasioni di scambio. Ma questo non significa che operatori di turismo sociale ci si possa o ci si debba inventare. Si assiste infatti a un fiorire di iniziative che non sempre sono supportate dalla necessaria esperienza nel campo del quale stiamo trattando. In altre parole, non è sufficiente ristrutturare un albergo o attivare un agriturismo perché automaticamente queste strutture possano ritenersi totalmente rispondenti alle esigenze delle persone con ridotta mobilità o non autosufficienti. Quante volte ci è capitato di restare amaramente delusi dalla scelta di un albergo (o di un villaggio vacanze o di un ostello) definito - e non solo dal proprio materiale informativo, ma anche dai più accreditati cataloghi sull'accessibilità - come "perfettamente fruibile dalle persone disabili"? Salvo poi scoprire che, pur non essendo presenti scale o gradini a limitare l'accesso esterno, esistevano problemi di larghezza o profondità con l'ascensore, oppure con la larghezza delle porte delle camere o con la superficie del bagno e con la dislocazione dei sanitari... quando addirittura l'accesso al bagno non era impedito da un inopinato gradino! Servizi personalizzati Ma il problema non si esaurisce certo con il discorso legato all'accessibilità. Il disabile ha l'esigenza (e il diritto: non dimentichiamoci mai, soprattutto in un anno come questo, dei nostri diritti!) di ottenere dal mercato anche proposte di servizi più personalizzati e più rispondenti ad alcuni propri bisogni particolari, mediante attività che prevedano ad esempio finalità ludiche, sportive o educative. O anche solamente, ma non secondariamente, assistenziali. Nasce quindi l'esigenza di reperire organismi in grado di mettere al servizio di questo settore la propria competenza e progettualità, maturate sul campo nel corso di lunghi anni dedicati all'handicap. E' questo il caso di alcune cooperative sociali che, dopo una lunga fase trascorsa ad assicurare servizi che coprissero i bisogni primari richiesti dall'utenza disabile (e imposti dalle carenze del servizio pubblico), hanno deciso di investire e di investirsi nel settore del turismo. La proposta Siamo entrati in contatto con una di queste realtà - la Cooperativa Self Help di Milano - che ha realizzato recentemente proprio questo percorso, passando da un'offerta orientata esclusivamente all'assistenza (domiciliare e scolastica) ad una serie di progetti che prendano in considerazione l'esigenza dei disabili di muoversi, ricercare autonomie, ritagliarsi una pausa nella routine del lavoro (la figura del portatore di handicap con un'occupazione lavorativa, pur se ancora troppo marginale, comincia a non rappresentare più l'utopistica eccezione). "Anni di esperienze personali ci hanno convinti che il miglior modo per ottenere strutture adeguate e standard elevati nella qualità delle vacanze per i disabili", ha dichiarato Antonio Celsi, Presidente di Self Help, "risieda nella possibilità da parte della stessa persona disabile di proporre alla struttura l'adeguamento delle eventuali barriere architettoniche, secondo modalità concordate in precedenza". Queste modalità, basate sulla pratica quotidiana e sui percorsi di vita pregressi del disabile, per essere realizzate e risultare quindi "commercialmente appetibili" per una struttura alberghiera, devono presentare vantaggi economici. "Noi", ha proseguito Celsi, "abbiamo puntato tutto su una larga compartecipazione alle spese di ristrutturazione e sulla presa in carico della gestione della parte di struttura resa accessibile secondo i canoni da noi proposti". Il concetto di respite I due principali servizi che sono stati per ora progettati e realizzati dalla cooperativa milanese riguardano i soggiorni estivi per anziani e disabili e i Week-end Respite per disabili gravi. "Quest'ultimo progetto", secondo Celsi, "è abbastanza innovativo. Si tratta di organizzare un servizio atto a consentire alle famiglie che hanno in carico disabili gravi di usufruire di una breve pausa nell'incessante e ammirevole sforzo prestato ai propri cari per supplire al loro handicap, permettendo di garantire assistenza e un salutare cambio di orizzonti rispetto al quotidiano". La formula del cosiddetto "week-end di sollievo" (respite, in inglese, significa letteralmente "respiro", "pausa") non è una novità assoluta nel panorama delle iniziative turistiche pensate per i disabili. In particolare, essa è già stata messo a punto da qualche anno in molte nazioni straniere e anche da noi vanta dei precedenti. "Ma la Self Help è stata forse la prima Cooperativa diretta da disabili a realizzare un simile progetto, integrandolo all'interno di una casa vacanze già esistente e che continuerà a svolgere la sua consueta attività in armonia con le nuove funzioni", fa notare il presidente della Cooperativa con legittimo orgoglio. L'investimento di circa 4.000 euro all'interno di un edificio situato sull'Appennino Pavese-Piacentino (a una novantina di chilometri da Milano), già adibito ad agriturismo, produrrà l'adattamento di due camere con quattro posti letto, dotate di doccia accessibile e la creazione di un sentiero che - tramite un terrapieno e un ponticello - collegherà il piano stradale con il secondo piano della struttura, altrimenti inagibile alle carrozzine. E per chi volesse realizzare dei soggiorni-vacanza al mare? Con la stessa logica esposta precedentemente, e un investimento di 29.000 euro, Self Help ha partecipato alla ristrutturazione di un'ala appartenente ad un ostello a Marina di Massa, in Toscana, e l'ha quindi presa in gestione, accollandosene l'affitto per gran parte dell'anno. "In questo caso eravamo avvantaggiati dalla perfetta conoscenza della struttura, dove già avevamo realizzato delle vacanze estive per disabili", ha sottolineato Celsi. "Ma sentivamo che quella soluzione non poteva accontentarci. L'ostello, pur accessibile, non presentava tutti i requisiti che avevamo in mente per uno spazio riservato a disabili e anziani non autosufficienti. Così siamo partiti avendo ben chiari gli obiettivi che volevamo raggiungere: l'area da noi gestita offre ora sette camere più ampie del normale, bagni attrezzati, servizio di assistenza diurno e notturno, servizio infermieristico, animazione e gestione del tempo libero". Il tutto, è il caso di aggiungere, all'interno di un complesso già comunque dotato di comfort: due piscine scoperte, spiaggia privata adiacente, discoteca e spettacoli serali nonché un parco privato di cinque ettari. La vacanza come valore per tutti Insomma, a trent'anni circa dalla nascita del concetto di turismo sociale, quando facevano la loro comparsa i primi soggiorni climatici per anziani sull'onda dei sommovimenti politici postsessantotto, l'idea della vacanza come valore da rendere alla portata di tutti comincia davvero a farsi strada. Ancora una volta grossa parte del merito va all'associazionismo e al privato sociale, ma forse qualcosa sta cambiando anche nella consapevolezza del problema da parte delle autorità. Forse non è un caso che, nell'Anno Europeo delle Persone con Disabilità, l'Unione Europea preveda - tra gli obiettivi primari - quello di incentivare la cooperazione con i media per la diffusione delle informazioni e per migliorare la comunicazione in materia di disabili, anche riguardo al tempo libero e al turismo. E ci auguriamo che non sia un caso nemmeno il fatto che l'invito sia stato raccolto già abbastanza presto in questo 2003, così speciale per le politiche legate all'handicap, da quella che, nel campo dell'offerta turistica, è probabilmente la manifestazione di respiro internazionale più importante d'Italia: il Bit (Borsa Internazionale del Turismo), la prestigiosa rassegna che in febbraio, presso la Fiera di Milano, ha ospitato il convegno Viaggiare si può: turismo e persone disabili, evento organizzato da De Agostini e dall'Associazione Italiana Turismo Responsabile, che ha inteso fare il punto sul "turismo per tutti" in Italia e in Europa. Nel corso della manifestazione è stato presentato anche il volume Viaggiare si può: turismo e persone disabili, edito da De Agostini nella collana "Altriviaggi". Appunti conclusivi Le citate proposte della Cooperativa Self Help di Milano (già attiva nell'organizzazione di vacanze estive per disabili) fanno riferimento al programma denominato Week-end Respite, pensato per quelle persone disabili che vogliano godere di week-end di svago e vacanza. Il soggiorno è in agriturismo, nell'Appennino Pavese-Piacentino, a Brallo di Pregola (Pavia). Si parte da Milano ogni venerdì pomeriggio e si rientra alla domenica. I partecipanti hanno a disposizione un mezzo adattato per il trasporto dei disabili e personale socio-sanitario qualificato. L'altra proposta è Il programma di Soggiorni climatici per disabili e anziani nella località di Marina di Massa (Massa Carrara), all'interno del complesso turistico Turimar. Vengono organizzati soggiorni-vacanza per chi necessiti di particolari attenzioni, con sistemazione in camere a due o tre letti e con la presenza nella stanza di personale adibito all'assistenza anche per la notte, se richiesto (Self Help: tel. 02/48702860, E-mail: a.celsi@fastwebnet.it). Infine, per ulteriori possibilità di documentazione sull'argomento del turismo sociale: BITS (Bureau International du Tourisme Social di Parigi, www.bits-int.org/). Il BITS esiste da quasi cinquant'anni e raggruppa più di centoquaranta membri provenienti da cinquanta paesi (Italia compresa) che lavorano nel settore.
Articolo tratto da DM 148 - aprile 2003. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |