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Un accompagnatore che fa discutereTra gli altri provvedimenti introdotti dalla Legge Finanziaria 2003, alcuni - come riferiamo in altra parte del giornale - hanno fatto particolarmente discutere all'interno del mondo della disabilità. Uno di questi è l'opportunità, per gli obiettori di coscienza e le persone impegnate nel Servizio Civile Volontario, di essere impiegati come accompagnatori delle persone non vedenti. Sulla norma presentiamo due opinioni a confronto, quella di Enrico Lombardi, Presidente Nazionale UILDM e quella di Tommaso Daniele, Presidente Nazionale dell'UIC (Unione Italiana Ciechi). Un'occasione perduta di Enrico Lombardi Fra gli innumerevoli emendamenti che hanno accompagnato l'approvazione della Finanziaria 2003, ce n'è uno, passato fra l'indifferenza del grande pubblico - più interessato, per ovvie ragioni, alle questioni legate ai vari condoni - che è destinato a suscitare discussioni all'interno del mondo della disabilità. Con la promulgazione della legge, gli obiettori di coscienza e i ragazzi impegnati nel servizio civile volontario potranno essere impiegati come accompagnatori delle persone non vedenti. Si tratta di un provvedimento che suscita non pochi dubbi. Il primo, messo in evidenza anche dai responsabili delle associazioni nazionali della categoria, riguarda il fatto che non tutte le persone non vedenti potranno usufruire di questo servizio. Infatti, potranno goderne soltanto coloro che hanno un impiego lavorativo, un impegno sociale oppure che devono essere accompagnati presso strutture sanitarie. Il legislatore sembra quasi non tener conto che oltre al lavoro, all'impegno sociale e alle questioni legate alla salute, ci possono essere anche altri motivi per uscire di casa. Ad esempio, pensando anche alla stagione invernale, andare a fare compere oppure semplicemente uscire per una passeggiata. E' paradossale, ma sono proprio coloro che non hanno un'attività lavorativa o comunque un impegno che li porti fuori di casa ad aver bisogno di uno stimolo in più per uscire e per incontrare altre persone. L'altro aspetto della vicenda che lascia sconcertati è il fatto che da questo provvedimento sono esclusi tutti gli altri cittadini con disabilità. Eppure, dovrebbe ormai essere noto a tutti che non sono soltanto i non vedenti ad aver la possibilità di lavorare e ad essere attivi nel sociale. Così come dovrebbe essere noto che le difficoltà nel reperire un accompagnatore, una persona di fiducia su cui poter contare per uscire di casa, riguardano anche altre fasce di persone con disabilità. Al contrario di quello che sembrano credere i nostri legislatori, non tutti i disabili fisici italiani riescono a muoversi autonomamente, con destrezza e agilità, sulla loro carrozzella; oppure a guidare un'auto. Tutt'altro. Ci sono migliaia di persone che, se messe nelle giuste condizioni, quindi con un accompagnatore, potrebbero tranquillamente lavorare, impegnarsi ed essere comunque attivi nella società. Senza contare che, come già detto, il diritto ad essere autonomi, o comunque ad avere momenti di autonomia, non può e non deve essere limitato agli aspetti lavorativi. E' superfluo aggiungere che anche le persone con una disabilità psichica trarrebbero un grosso vantaggio da un provvedimento di questo tipo. Attualmente, molte associazioni usufruiscono del servizio di giovani obiettori. Molti di essi vengono impegnati proprio in quei servizi previsti dal nuovo emendamento. Il grosso problema che le associazioni che si occupano di disabilità stanno vivendo in questo momento e che, con l'abolizione della ferma obbligatoria, con tutta probabilità si aggraverà nei prossimi anni, è quello della mancanza di obiettori. Questo, si badi bene, non perché i giovani oggi non scelgano di fare il servizio civile, al contrario il numero dei ragazzi che optano per il servizio alternativo rispetto a quello militare è in continua crescita; purtroppo, però, essi preferiscono, oppure vengono dirottati, su altri tipi di servizio. Spesso poi, vista la perenne mancanza di fondi, vengono messi in congedo anticipatamente. Peccato perché grazie all'impiego di obiettori di coscienza, in questi anni, molte persone con disabilità, di ogni categoria, hanno potuto godere di momenti di vera e propria autonomia. Inoltre non bisogna dimenticare l'aspetto altamente educativo del servizio civile. In una società sempre più disattenta a certi aspetti del vivere comune, un anno speso al servizio degli altri, a contatto con realtà totalmente estranee alla propria, rappresentava un'esperienza importante. Vedremo che cosa succederà con il nuovo Servizio Civile Volontario. Intanto si è persa un'occasione. Un'occasione da sfruttare di Tommaso Daniele Enrico Lombardi, Presidente Nazionale UILDM, scrive che l'istituzione del servizio civile di accompagnamento per i ciechi per motivi di lavoro, sociali e sanitari sarebbe un'occasione persa e che il provvedimento susciterebbe non pochi dubbi. Certo, ha ragione Lombardi quando sostiene che vengono esclusi dal beneficio tutti gli altri disabili, che ne hanno uguale, forse maggiore, bisogno, e che non si comprende perché del servizio non possano usufruirne tutti i ciechi. Del resto l'emendamento Pedrizzi, Nania e Bonatesta è stato presentato non solo senza richiesta dell'Unione Italiana Ciechi, ma addirittura a sua insaputa. Anche se è vero che l'emendamento trae origine da una proposta che l'Unione avanzò alcuni anni fa e che non ebbe seguito, per motivi soprattutto di carenza di obiettori. Detto questo, tuttavia, l'Unione Italiana Ciechi ha visto con favore la norma contenuta nell'articolo 40 della Finanziaria 2003 e si appresta a svolgere un'azione per un ampliamento e un perfezionamento del servizio, che va sicuramente esteso a tutti i casi di disabilità. Non ci si può dimenticare, del resto, che già si provvede con progetti ad avvalersi del servizio civile, progetti di cui ampiamente l'Unione Italiana dei Ciechi usufruisce, come d'altronde la stessa UILDM. Ci sembra perciò francamente eccessiva e ingenerosa la critica all'iniziativa dei senatori di Alleanza Nazionale che invece vanno ringraziati per l'attenzione che, non da oggi, riservano al mondo dell'handicap. Si tratta del solito punto di osservazione dei pessimisti: vedono solo il bicchiere mezzo vuoto. Noi non solo vediamo quello mezzo pieno, ma operiamo per riempirlo tutto.
Articolo tratto da DM 148 - aprile 2003. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |