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Assistenza per l'autonomiadi Lucia Lucchesi* Si è tenuto nel dicembre 2002 a Lamezia Terme, in Calabria, il seminario di studi denominato Assistenza di aiuto alla persona: relazione e professionalità. Autodeterminazione, Autonomia, Indipendenza e Interdipendenza delle persone con disabilità, curato da DPI (Disabled Peoples' International) Italia - ONLUS, nell'ambito del progetto Abitare in Autonomia della Comunità Progetto Sud. L'Associazione Risorse di Siracusa vi ha partecipato in qualità di membro di DPI Italia e come entità che opera a livello locale per la tutela dei diritti delle persone disabili e per l'attuazione delle leggi in favore delle stesse. A rappresentarla, oltre alla sottoscritta, vi era anche il vicepresidente Raffaele Ciccio. I lavori sono cominciati con la divisione di circa quaranta persone in cinque gruppi, ognuno dei quali ha sviluppato gli argomenti scelti per la giornata, dando il proprio contributo, le proprie soluzioni e rendendone successivamente partecipi gli altri quattro. Riguardo al primo tema trattato (Quali forme di finanziamento alternativo?), si è ricordato come i trasferimenti ai Comuni arrivino dalle Regioni in misura spesso insufficiente e che i fondi destinati all'assistenza vengano distribuiti soprattutto agli Istituti (ad esempio, in Sicilia, nella misura dell'80%). E' stata evidenziata anche la spesa sanitaria non equilibrata, specie in ambito di riabilitazione (come in Campania) o gli eccessivi investimenti da parte di certi Comuni per le iniziative estive (ben 12 miliardi, a Catania, secondo quanto riferito da uno dei partecipanti al seminario). Tra le iniziative proposte, la compilazione di lettere aperte alle Regioni, mentre si è pensato anche di esercitare pressioni perché venga destinata una certa percentuale derivante dalle lotterie o dagli altri giochi nazionali, come il Superenalotto. Una linea generale è comunque emersa chiaramente: quello dell'assistenza personale ai disabili gravi dev'essere in ogni caso un problema dello Stato, il quale non può demandare agli sponsor, o peggio, agli stessi cittadini, le proprie responsabilità. Inoltre, la risoluzione del problema dev'essere seria e definitiva, non precaria e frammentaria, come succede oggi. Su un altro versante, è stato sottolineato anche che solo quando i quattro milioni di disabili in Italia (con le loro famiglie, gli assistenti ecc.) si muoveranno insieme, per tutelare i propri diritti, essi riusciranno a diventare una forza dal reale potere "contrattuale". Altro tema che ha fatto discutere, quello della professione degli assistenti personali, per i quali, più che di una laurea, si è concordato all'unanimità sulla necessità di corsi "metodologici" pratici: come spostare una persona dalla carrozzina al letto o viceversa ecc. E a tali momenti di addestramento non può non partecipare la persona diretta interessata, unica a sapere quale sia il metodo migliore per essere assistito. Due, quindi, i livelli su cui sviluppare l'argomento: per chi si può autorappresentare, il migliore formatore è la persona stessa che riceve il servizio; per gli altri devono occuparsene proprio le associazioni di categoria o gli Enti che hanno le stesse al proprio interno, con familiari e persone che siano perfettamente a conoscenza delle problematiche e che forniscano le informazioni più utili. Necessaria, altresì, è stata ritenuta anche la presenza degli stessi assistenti all'interno della progettazione dell'Aiuto alla Persona, proprio per il ruolo importante che essi rivestono nella gestione del servizio. Ed infine la sessione certamente più "politica", ovvero quella dedicata al tema Quali alleanze vecchie e nuove? Anche qui è emersa un'indicazione precisa, nel senso della necessità di un confronto generale con tutto il Terzo Settore, tra le associazioni che forniscono le regole di buona prassi e le cooperative che gestiscono i servizi. Si è pensato anche di attuare una vera e propria azione di marketing, trovando un testimonial dall'immagine gradevole che prenda a cuore la causa dell'assistenza personale alle persone con disabilità grave e la pubblicizzi in maniera adeguata. Una positiva e serrata giornata di lavoro, quindi, utile per confrontarsi sulle rispettive esperienze e, da un punto di vista pratico, per definire i documenti presentati nel corso del convegno conclusivo che si è svolto il giorno successivo alla presenza di una serie di referenti istituzionali della Regione Calabria. *Presidente Associazioni Risorse di Siracusa.
Articolo tratto da DM 148 - aprile 2003. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |