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Gli scacchi e la parabola dei Talentidi Nadia Minardi Sono uscita ormai da molto tempo dal "Piccolo Rifugio" di Vittorio Veneto, ma rammento sempre con piacere il lungo periodo vissuto lì. Vi sono cresciuta e mi sono diplomata, poi, per inserirmi meglio, ho cercato - con l'aiuto di altre persone - di crearmi una mia vita, di essere, per quello che mi consentiva la malattia, inserita nella società. Tutto ciò mi è costato grande fatica, ma mi ha sempre portato ad avere grandi soddisfazioni, perché i sogni più sospirati, più ambiti, quando si avverano sono anche i più apprezzati. Nel mio percorso non ho però mai dimenticato che potevo aiutare anche altre persone e questa è sempre stata una mia idea costante. E' per questo che ho letteralmente "inventato" nove anni fa a Verona il circolo scacchistico "L'Arrocco Club", assieme ad alcuni disabili e ad altri amici normodotati, entusiasti degli scacchi, che ben presto ne hanno capito l'importanza per superare le barriere fra le persone. Questa disciplina, infatti (un vero sport e non soltanto un gioco), rappresenta un'occasione di studio e di agonismo, senza alcuna discriminazione di lingua, di età o di abilità/disabilità fisica, al punto che forse nessun'altra attività consente di giocare tanto alla pari, usando non le gambe o la forza fisica, ma il cervello, la concentrazione e la tenuta nervosa. Uno sport, quindi, che finalmente può unire in modo reale persone anche molto diverse tra di loro. Per quanto mi riguarda, la distrofia non mi permette di praticare alcun altro sport, ma non per questo voglio rinunciare alle sfide della vita o alla compagnia di persone che non vivono il mio problema. Con "L'Arrocco Club" ho quindi ritenuto opportuno creare un circolo che desse ad altre persone disabili la stessa possibilità. E' da queste premesse che nel 1994 ho incominciato a organizzare - tra mille e una difficoltà - il Festival Scacchistico Internazionale di Verona, divenuto poi un appuntamento tradizionale, all'inizio di gennaio, e certamente uno dei più importanti tornei d'Italia. Quest'anno, in occasione della nona edizione - svoltasi come sempre presso l'accessibile Hotel Leopardi (una tra le rare strutture del tutto priva di barriere) - vi è stato un vero e proprio record di partecipazione, con 245 giocatori e l'arrivo di Grandi Maestri da Cuba, dalla Francia, dalla ex Jugoslavia, dalla Germania, dalla Romania, dalla Grecia e dalla Croazia. Presente anche il campione italiano in carica, subudente, ventiseienne, da Salerno e la campionesse assoluta femminile da Rimini, oltre ad altre giovani promesse da tutta Italia. Lottare per vincere si chiama il premio che viene assegnato in memoria di Matteo Meneghini, indimenticato socio della UILDM di Verona, miodistrofico e scacchista anch'egli, scomparso tre anni fa. Il padre di Matteo è tra l'altro il nostro sponsor per ospitare persone disabili che provengono da ogni parte d'Italia e anche dall'estero. Quest'anno dalla Francia, altre volte anche dalla Romania e dall'Olanda. Io continuo sempre a battermi e a sperare che questo impegno porti altre persone disabili a seguirmi sia nella partecipazione al torneo che nel riflettere sulle proprie potenzialità e su come queste ultime debbano essere espresse al meglio, per aiutare quelli che fanno più fatica ad "uscire dal guscio". E' la famosa parabola dei Talenti: non sotterriamoli, ma facciamo in modo che vengano sempre "spesi al meglio" e facciamo le cose mettendoci a disposizione del prossimo e di chi, magari, è stato meno fortunato di noi. Questo e altre cose ancora mi ha insegnato il "Piccolo Rifugio": essere sempre attenti a coloro che hanno avuto meno di me. Un grazie enorme, quindi, a coloro che mi hanno accolto e amato, per poi a mia volta saper fare altrettanto.
Articolo tratto da DM 148 - aprile 2003. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |