DM 148 Aprile 2003 Sociale Ricerca Opinioni Vita UILDM TeleThon Rubriche Miscellanea

 

Un libro troppo bianco

a cura di Edvige Invernici

Sono nata nel 1942 e quando il calcio era solo sport e spettacolo, mi piaceva ricordare agli amici che la mia era la classe di Gianni Rivera. E di Giacinto Facchetti.

Oggi mi rendo conto di essere nata in un momento che avrebbe inciso sul calo demografico. In tempo di guerra nascono pochi bambini e poche bambine... e nei successivi tempi di pace vengono a mancare quelle risorse umane che potrebbero rendere migliore la società. Ma gli anni incriminati per il calo demografico sono i Settanta e gli Ottanta. E non è questione di guerra!

E a questo punto Il Libro Bianco sul Welfare. Proposte per una società dinamica e solidale, del febbraio 2003, intende sanare la situazione. Edito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, esso è stato redatto da un gruppo di lavoro coordinato da Grazia Sestini - sottosegretario - Guido Bolaffi - ex responsabile dei due dipartimenti del Ministero - e Giovanni Daverio - della Direzione Generale Famiglia e Volontariato. Il ministro Roberto Maroni lo ha presentato ai giornalisti definendolo "una fotografia del sistema di welfare in Italia". Ha dichiarato che il documento vuole essere un "contributo che il Ministero porta al confronto e al dibattito con le parti sociali, enti locali, Forum del terzo settore e delle associazioni familiari per discuterne i contenuti e valutare possibili modifiche e proposte".

La sintesi che precede il documento ne presenta gli scopi: mettere a punto un quadro di riferimento per realizzare e rafforzare la coesione sociale del Paese, favorire la natalità e migliorare le politiche sociali. Analizza due aspetti fondamentali che caratterizzano la situazione italiana: la questione demografica e il ruolo della famiglia. In prospettiva si elaboreranno soluzioni per rimuovere e prevenire l'esclusione sociale, con misure flessibili gestite a livello locale. Si presenta come il naturale proseguimento del Libro Bianco sul Mercato del Lavoro. I punti focali sono rappresentati da sostegno alle famiglie, infanzia e giovani, persone anziane e persone disabili, inclusione sociale, coesione sociale e volontariato.

Transizione demografica

"Nonostante i numeri, la priorità di bloccare il declino demografico non è mai entrata veramente nell'Agenda politica dei passati governi. Sono mancate visioni e scelte che sia pur nel medio periodo consentissero di frenare e poi invertire la situazione attuale", cita un passaggio.

Quali i motivi che hanno causato la crisi del modello reale e non di quello ideale di famiglia?

"La situazione economica, l'esistenza o meno di servizi sociali, i tempi di vita familiare e di quella professionale, la qualità del sistema educativo, la disponibilità di alloggi adeguati ai livelli di reddito delle giovani generazioni", è l'analisi tracciata.

Situazione sociale

"Nonostante la leggera ripresa degli ultimi anni (da un tasso totale di 1,18 del 1995 a 1,25 del 2000), la natalità si mantiene ad un livello che colloca il nostro Paese al penultimo posto in Europa, appena davanti alla Spagna", cita il primo capoverso. Segue l'analisi della conformazione dei nuclei familiari e il capitolo conclude con la convinzione che "l'innalzamento del tasso di natalità resta dunque una condizione necessaria per ristabilire nel Paese un quadro di rinnovamento generazionale coerente con il mantenimento della coesione sociale e lo sviluppo economico. Infatti, come abbiamo sopra visto, anche se la decisione di avere o meno dei figli resta una decisione delle singole coppie, è certo che senza adeguate politiche familiari tutto diventa molto più difficile".

Famiglia

Essa viene vista come un vero e proprio attore del sistema, un potente ammortizzatore sociale. Il 12% delle famiglie si trova in condizioni di povertà, ma "il Governo riconosce alla famiglia un ruolo essenziale nella compensazione dei deficit inter-generazionali e nella costruzione della rete della solidarietà sociale. Un modello che si basa sul rafforzamento dei suoi interventi nella società e sull'empowerment degli scambi tra famiglie".

Altri contenuti

Vengono presi in esame anche il contesto europeo e il messaggio del Vertice di Lisbona, la spesa sociale e il contributo del non profit. E ancora, vengono considerati la sussidiarietà, i livelli essenziali, la programmazione partecipata, la governance futura.

Viene infine proposta un'Agenda Sociale per poter inquadrare, in un contesto più ampio e coordinato, le misure già in preparazione e le prospettive di sviluppo dell'azione del Governo, sintetizzando in sei macroaree alcune tendenze di fondo: l'ingresso nella vita e nel mondo del lavoro; il diritto ai servizi universali mediante una nuova solidarietà; l'inclusione sociale; l'autonomia psico-fisica; la coesione sociale della comunità; le misure di carattere orizzontale.

Allegato statistico

Esso è composto da quaranta pagine di dati sulla struttura della popolazione, il mercato del lavoro e la protezione sociale. Dedica capitoli alla famiglia, ai giovani, alle reti di solidarietà, agli anziani dipendenti-malati cronici, al non profit, ai servizi, alla povertà e alle risorse.

Un commento

Come accade da ormai troppo tempo, i legislatori e i tecnici sono persone che hanno una funzione di rappresentanza, ma non sono rappresentativi. Essi non vivono in modo diretto le situazioni sulle quali legiferano o sulle quali sono in grado di produrre anche buoni documenti. Soprattutto, non si confrontano in modo sistematico con le realtà che quotidianamente vivono situazioni difficili, tentano soluzioni ai problemi, si occupano degli individui o non consultano a priori chi le rappresenta.

Anche il documento in questione si presenta con una sua linea innovativa, ma tiene conto principalmente di due soggetti: la famiglia al centro delle politiche sociali a scapito della centralità della persona e il privato come risposta ai suoi bisogni. Il libro, tra l'altro, si rivolge a tutti i tipi di famiglia in qualsiasi condizione, tralasciando quelle composte da stranieri che non hanno accesso alle agevolazioni per l'acquisto della casa, tanto per fare un esempio. Dimenticando anche che sono molti gli anziani che vivono soli: di loro non si tiene conto e viene privilegiato il mantenimento dell'anziano presso i figli. Ancora una volta e con più determinazione, poi, si pensa a monetizzare il bisogno invece che ad istituire servizi, quando l'investimento in una rete di servizi è la condizione essenziale per lo sviluppo del benessere.

Agli enti locali e al mondo del non profit non viene riconosciuto un ruolo definito e chiaro. Il volontariato potrebbe essere considerato un ammortizzatore sociale a basso costo. Programmazione e coprogettazione non hanno lo Stato come punto di riferimento e attore.

In linea generale, il documento non è credibile perché elude il punto delle risorse finanziarie. Va ricordato, a tal proposito, lo scempio prodotto dalla Legge Finanziaria 2003 nei confronti del Fondo destinato alle politiche sociali: un taglio che va oltre il 50%!

Concludo parafrasando quanto Troisi disse nel film Il postino in merito alla poesia. "I dettati legislativi e i trattati politici non sono di chi li scrive. Sono di chi gli serve".

Le opinioni

Sfogliando il notiziario di "Redattore Sociale" della Comunità di Capodarco, abbiamo seguito l'ampio dibattito provocato dalla presentazione del libro. Ne citiamo alcuni passaggi significativi.

Augusto Battaglia (capogruppo dei Democratici di Sinistra in Commissione Affari Sociali): "Ad un primo esame il Governo sembra abbandonare lo spirito della 328, la riforma dell'assistenza, limitando la sua funzione alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali. Così concepita l'operazione appare come uno scarico di responsabilità su enti locali a corto di risorse e su famiglie alle quali si accollano oneri e responsabilità in cambio di qualche deduzione fiscale" (4/2/2003).

Tito Boeri (Università Bocconi di Milano): "A più riprese, il Libro Bianco cerca di `vendere' la riforma fiscale varata come un'efficace politica sociale. Si sostiene che la Finanziaria aumenterà il reddito delle fasce più povere della popolazione e che i suoi effetti sull'offerta genereranno crescita economica a vantaggio soprattutto di queste ultime. Ma qualsiasi simulazione seria degli effetti della riforma ha mostrato che i benefici per i meno abbienti saranno minimi; né potrebbe essere altrimenti, visto che i meno abbienti non pagano tasse e, quindi, non sono toccati dalla riduzione delle imposte" (21/2/2003).

Ermenegildo Bonfanti (Segretario confederale della CISL): "L'impianto di fondo sulla famiglia è condivisibile, con le sue scelte di fondo. Bisogna chiedersi cosa intendiamo per famiglia: l'articolo 29 della Costituzione è un valore autentico, tra i valori della CISL, però la nostra organizzazione di rappresentanza ci porta a un'analisi approfondita su come questo principio è stato declinato nella vita quotidiana. C'è anche il diritto individuale da rispettare. Siamo per includere: credo non sia giusto partire con l'esclusione" (5/2/2003).

Pierpaolo Donati (docente di Sociologia della famiglia all'Università di Bologna): "La direzione mi sembra quella giusta: si tratta di una politica non centrata sulle patologie della società, ma sulla sua reale fisiologia. E reale fisiologia vuole dire naturalmente porre al centro di tutto la famiglia, con il suo ruolo e le sue problematiche. Altro discorso quello sulla programmazione degli interventi, che non c'è ancora, non è ancora dettagliato. Sulla carta, insomma, il documento mi sembra buono, ora sta al Governo avere la capacità di realizzare i principi proposti" (11/2/2003).

Maria Guidotti (presidente nazionale dell'Auser - Associazione per l'Autogestione dei Servizi e la Solidarietà): "Il Libro Bianco ribadisce linee di politica sociale note e sulle quali abbiamo manifestato già, in varie sedi, la nostra contrarietà. Partendo dal dato che oggi la famiglia si fa carico di una parte rilevantissima delle prestazioni sociali a causa della carenza dei servizi disponibili, la proposta presentata lo assume pienamente e, anzi, lo fa diventare perno di un nuovo assetto del Welfare. In sostanza, invece di sostenere con i servizi pubblici il ruolo della famiglia, si scarica sulla famiglia la riduzione dei servizi pubblici" (5/2/2002).

Betty Leone (responsabile nazionale dello SPI-CGIL): "Sono due le questioni più preoccupanti emerse. La prima riguarda la mancanza di impegni concreti di percorsi e di risorse. Il Libro Bianco è in sostanza un'enunciazione di principi talvolta anche ambigui, come la riaffermazione della centralità della famiglia nelle politiche sociali, che finisce sempre col caricare le donne di responsabilità che vorrebbero condividere con la collettività. La seconda questione riguarda l'affermazione che la Legge di riforma dell'assistenza (328 del 2000) è obsoleta e superata dal nuovo assetto federalista delle istituzioni che assegna alle Regioni la potestà sulle politiche sociali, lasciando allo Stato centrale solo la garanzia dei livelli essenziali di assistenza" (4/2/2002).

Grazia Sestini (senatrice, sottosegretario Ministero del Welfare): "Filo conduttore tra i capitoli del Libro Bianco è la famiglia con due priorità. La transizione demografica, innanzitutto: il testo analizza cosa succederà in Italia se il tasso di natalità sarà pari a quello dell'Unione Europea (1,5), mentre ora è più basso (1,2), con influssi negativi sulle pensioni e, in futuro, sulla qualità dei servizi e della vita, in quanto gli anziani non avranno a sufficienza persone giovani che potranno assisterli. La seconda è la famiglia collocata al centro dell'azione politica, già riconosciuta come il più grande ammortizzatore sociale in Italia, ma non esaminata per il suo valore economico" (4/2/2003).

Confcooperative: "Soddisfacente anche il richiamo al principio di sussidiarietà inteso sia in senso verticale (dallo statale al locale) sia in senso orizzontale (dal pubblico al privato). Ci pare strano però che nonostante i riferimenti al Libro Bianco sul Lavoro e al Patto per l'Italia fatti dal ministro, nel documento presentato non vi sia alcun accenno al ruolo della cooperazione" (4/2/2003).

Forum Permanente del Terzo Settore: "E' inadeguata la parte relativa al Terzo Settore nella quale dovrebbe essere definito con precisione e trasparenza il ruolo dei diversi soggetti, dal volontariato alla cooperazione, onde evitare una deriva meramente economicistica e gestionale; altrettanto chiaro dev'essere il ruolo dello Stato che non deve ritirarsi né essere semplicemente il garante delle regole del gioco, ma assumere invece una funzione sempre più rilevante nella complessità della programmazione e coprogettazione" (2/2/2003).

Il Libro Bianco sul Welfare può essere scaricato in Internet (www.welfare.gov.it). E' possibile poi leggere gli articoli citati e numerosi altri contributi, visitando il sito www.redattoresociale.it (gratuitamente per i primi quindici giorni, poi tramite abbonamento). Il sito www.lavoce.info raccoglie infine articoli di economisti e studiosi sull'argomento.

 

Articolo tratto da DM 148 - aprile 2003. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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