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Gli sponsor di TelethonEgregio Direttore, la UILDM limita precisamente i suoi scopi sociali alla promozione della ricerca scientifica sulle cause delle distrofie e dell'integrazione sociale dei soggetti affetti dalle malattie neuromuscolari. Per tutto questo ed altro ancora (a cominciare dalla bella rivista che dirige) occorrono soldi e, per ciò che riguarda la ricerca, Telethon sta da anni soddisfacendo bene l'esigenza di raccoglierli. Uno dei principali partner di Telethon, la BNL (Banca Nazionale del Lavoro), ha ottenuto nel 2001 oltre il 17% delle autorizzazioni necessarie per le transazioni bancarie connesse all'esportazione di armi. Questo non riguarda gli scopi dell'associazione, ma, a me, pone un problema di coscienza. E a lei? Cordialmente. Antonio Messina Diamo direttamente la parola a Telethon e alla BNL. E' già successo (una volta) che un cittadino si sia espresso criticamente sul tema delle transazioni bancarie nel mercato delle armi di BNL. Questa legittima opinione, a nostro avviso, mette in relazione due attività ben distinte della BNL: la collaborazione alla raccolta di fondi per Telethon e le attività bancarie di transazione nella compravendita di armi. Vale la pena ricordare che la nostra Fondazione non ha chiesto la collaborazione per la raccolta fondi ad un'industria che produce armi da guerra. Tra l'altro, molte delle armi che vengono vendute e comprate legalmente dagli Stati non servono alla difesa dei confini, ma alle Forze di Pubblica Sicurezza per la lotta al crimine. Ma siamo già entrati nel campo delle opinioni e siamo usciti da quello dei fatti che riguardano Telethon. Conosco bene e aderisco all'alta tensione etica che informa le strategie e le azioni del Comitato Telethon Fondazione ONLUS. Posso assicurare che vengono effettuate attente valutazioni di opportunità nella selezione dei partner. D'altra parte, adottando una rigida griglia di criteri di esclusione riferita alle istanze più radicali, potremmo decidere di rinunciare alla collaborazione delle compagnie di telecomunicazioni per i fenomeni di inquinamento elettromagnetico che queste sviluppano in certe aree del Paese; potremmo dover rinunciare all'aiuto delle aziende della grande distribuzione per il loro coinvolgimento nella diffusione di prodotti alimentari contenenti OGM (Organismi Geneticamente Modificati); potremmo non dover erogare più fondi a ricercatori che svolgessero la loro attività utilizzando animali da laboratorio; avremmo potuto dover rifiutare la donazione di un milione di euro da parte della Federazione Italiana dei Tabaccai. Non credo sia questo quello che si aspettano da noi i nostri donatori e le famiglie dei pazienti affetti da malattie genetiche. Credo che su questi e su tanti altri temi verso i quali si sviluppa un'alta sensibilità da parte di alcuni, sia corretto che noi pretendiamo e verifichiamo il più assoluto rispetto delle leggi vigenti, da parte dei nostri partner e dei ricercatori che finanziamo. Per quanto ci riguarda, restano ferme e indiscutibili le priorità identificate dalla mission del Comitato Telethon (vedi il nostro sito Internet www.telethon.it), sulle quali siamo orgogliosamente tenuti ad applicare il massimo del rigore e della "radicalità". Nel pieno rispetto dell'opinione espressa dal lettore, considero che debba essere rispettosamente valutato il positivo apporto che migliaia di uomini e donne, dipendenti della BNL, ogni anno forniscono alla raccolta di fondi per una ricerca scientifica in assenza della quale molte altre migliaia di uomini e donne (i malati di malattie genetiche) non potrebbero coltivare la speranza di una migliore qualità della vita. Cordialmente. Niccolò Contucci Riguardo alle transazioni bancarie poste in essere da BNL in occasione dell'esportazione di materiali di armamento, desideriamo precisare che tale attività, che interessa l'intero sistema creditizio del nostro Paese, rientra nell'ambito dell'operatività della Banca che, come noto, esercita il credito nelle sue varie forme. Nella fattispecie, si tratta di operazioni assolutamente legittime, regolarmente autorizzate e controllate sulla base di norme dirette ad evitare ogni possibile abuso. In particolare, la legislazione italiana stabilisce che tutte le operazioni (esportazione, importazione e transito) riguardanti materiali di armamento sono vietate ove in contrasto con la Costituzione, con gli impegni internazionali dell'Italia e con i fondamentali interessi della sicurezza dello Stato; sono altresì vietate se rivolte verso Paesi in stato di conflitto armato, in contrasto con i principi dell'art. 51 della Carta delle Nazioni Unite (pace e sicurezza internazionale) e nei cui confronti sia stato dichiarato l'embargo delle forniture belliche da parte dell'ONU. E' poi previsto che tutte le transazioni bancarie in materia vadano notificate al Ministro del Tesoro, che le autorizza entro trenta giorni, qualora verifichi il rispetto di quanto stabilito dalla legge (cfr. Legge 185/90 e DPCM 448/99). Tutte le operazioni in questione sono pertanto riconducibili a regolari procedure di approvvigionamento di attrezzature militari e di armamenti disposte da Governi di Stati sovrani per necessità istituzionali e di difesa del proprio territorio; esigenze pertanto finalizzate a garantire la pace fra gli Stati, secondo le Convenzioni Internazionali e la sicurezza dei cittadini all'interno dei vari Paesi i cui governi sono responsabili di accertate violazioni delle convenzioni internazionali sui diritti dell'uomo. Direzione Comunicazione Generale
Articolo tratto da DM 148 - aprile 2003. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |