DM 149/150 Gennaio 2004 Sociale Ricerca Opinioni Vita UILDM TeleThon Rubriche Miscellanea

 

Il "secondo lavoro" della proteina p53

Ancora una volta la genetica ci mette lo zampino, questa volta per scoprire che alcuni interruttori molecolari essenziali nello spegnimento del programma cellulare causa di tumore e di certi cosiddetti fattori di crescita (i segnali che dicono alla cellula se e quando crescere e come funzionare) si "parlano" per dare messaggi utili alla cellula stessa durante lo sviluppo dell'embrione. Da pochi mesi, infatti, si è a conoscenza di una nuova funzione, utile nella formazione dell'embrione, di una proteina chiave nella protezione contro la trasformazione tumorale. Si tratta da una parte della p53, conosciuta anche come "soppressore tumorale" o "gene sentinella" per il suo ruolo vitale contro l'insorgenza di tumori, dall'altra della famiglia dei fattori di crescita TGF-beta, tutte proteine molto "famose" e note già da tempo agli esperti per essere stimoli dello sviluppo embrionale.

Alla famiglia TGF-beta appartengono tre membri (TGF-beta 1,2 e 3), i quali giocano ruoli molto importanti durante lo sviluppo embrionale e il loro malfunzionamento ha ripercussioni in alcune malattie ereditarie e nel cancro. Tra le malattie neuromuscolari, quelle coinvolte sono ad esempio le distrofie di Duchenne e di Becker, ove degli errori nel dosaggio di TGF-beta 1 nelle cellule muscolari, in particolare un aumento della dose soprattutto nelle prime fasi della malattia, provocano gravi conseguenze, causando l'aumento della fibrosi, la trasformazione cioè di tessuto muscolare in tessuto connettivo non più contrattile. Troppo TGF-beta contribuisce inoltre a peggiorare anche i sintomi dell'amiotrofia spinale (SMA).

La scoperta (pubblicata dalla rivista "Cell") è frutto di una ricerca coordinata da Stefano Piccolo, del Dipartimento di Istologia, Microbiologia e Biotecnologie Mediche dell'Università di Padova, in collaborazione con Michelangelo Cordenonsi e Sirio Dupont e tale laboratorio - nel quale si cercano i geni responsabili di difetti dello sviluppo della testa - ha beneficiato di finanziamenti provenienti sia da Telethon che dall'AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro). Un contributo congiunto, questo, che sottolinea come alterazioni dei processi biologici, soprattutto all'inizio dello sviluppo di un organismo, possano essere all'origine di malattie ereditarie e di tumori, come conferma lo stesso Piccolo: "Quando si lavora con meccanismi fondamentali della vita, la distinzione tra genetica e oncologia diventa sfumata, una questione di punti di vista diversi sullo stesso problema".

(Filippo degli Uberti)

 

Articolo tratto da DM 149/150 - gennaio 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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