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Un nuovo attore nel "suicidio" delle celluleE' stata aggiunta una nuova tessera, anch'essa firmata Telethon, al puzzle della morte cellulare programmata, quel normale processo biologico che serve a regolare la crescita e lo sviluppo di cellule e tessuti. Il cosiddetto "suicidio cellulare", però, oltre a colpire le cellule dell'organismo in condizioni normali, si verifica anche in numerose condizioni patologiche e se troppe cellule "si suicidano", la riduzione significativa del loro numero porta a malattie degenerative tra cui quelle a carico del sistema nervoso centrale, come l'Alzheimer o la corea di Huntington. Se al contrario le cellule non sono più capaci di "suicidarsi", l'effetto può essere quello di una crescita spropositata del tessuto interessato che porta al tumore. Oggi, una nuova scoperta pubblicata dalla rivista "Science" proviene dal gruppo di Luca Scorrano, scienziato recentemente rientrato in Italia dopo aver trascorso due anni alla Harvard Medical School di Boston, grazie all'Istituto Telethon Dulbecco, programma su cui Telethon investe per offrire a giovani ricercatori l'opportunità di lavorare nel nostro Paese. Ora Scorrano lavora all'Istituto Veneto di Medicina Molecolare di Padova, ove si studia l'atrofia ottica dominante, malattia ereditaria causata da una degenerazione nervosa che è la causa più frequente di cecità congenita. Ed è proprio lavorando su questa patologia, che è stato rintracciato uno dei punti di controllo del processo che porta alla morte cellulare - così importante per la sopravvivenza e lo sviluppo di un organismo - il quale risiede in uno scomparto della cellula insospettato, il cosiddetto reticolo endoplasmatico, organello cellulare fatto da tanti piccoli sacchetti. Si tratta di una sorta di "magazzino" dove vengono accumulate diverse sostanze, tra cui lo ione calcio, protagonista per eccellenza della comunicazione cellulare, in particolare tra fibre nervose. E uno dei segnali che la cellula usa per comunicare a tutti i suoi componenti che sta per morire è proprio lo ione calcio, che viene liberato dai "depositi" cellulari e messo in circolazione per trasmettere il messaggio. In particolare si è visto come le proteine Bax e Bak, localizzate sul reticolo endoplasmatico, controllano la quantità di calcio all'interno dell'organello. Togliendole, quest'ultima diminuisce e le cellule non sono più in grado di rispondere a segnali di danno o di stress che normalmente le farebbero "suicidare". L'aver individuato nella cellula un nuovo sito per il controllo di questo fenomeno rappresenta un risultato molto importante perché aggiunge un nuovo tassello alla conoscenza e alla comprensione dei meccanismi alla base delle malattie in cui è coinvolta la morte cellulare e la degenerazione nervosa. (Filippo degli Uberti)
Articolo tratto da DM 149/150 - gennaio 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |