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Basta una proteina difettosa!Anche la versione alterata della distrofina, proteina responsabile della distrofia di Duchenne (e di quella di Becker), può contribuire al funzionamento della fibra muscolare ed evitare i danni provocati dalla sua totale assenza. E' la conclusione di uno studio che ha sperimentato un farmaco sul modello animale della Duchenne (il topo mdx) in cui manca la distrofina. Com'è noto, l'assenza di tale proteina - in questo tipo di malattie - rende fragile la fibra muscolare, la conduce alla necrosi e alla sua graduale sostituzione con tessuto fibroso, non contrattile. Oggi si è osservato che mantenere nella fibra muscolare la versione più corta della distrofina permette la conservazione del complesso di proteine DGC (Dystrophin Glycoprotein Complex) che aiutano la contrazione muscolare. Insomma, evitare che una proteina, anche se parzialmente guasta, venga rimossa dalla cellula e "gettata nella spazzatura" consente anche alle altre con cui essa interagisce di continuare a funzionare normalmente. E questo è possibile grazie a un farmaco, una molecola capace di fermare gli "spazzini" della cellula. Un analogo processo avviene anche in una forma di distrofia dei cingoli, a causa dell'eliminazione di un'altra proteina anomala, la caveolina 3 (CAV3). Il risultato viene dal laboratorio del professor Michael P. Lisanti, presso l'Albert Einstein College of Medicine di New York, ed è stato pubblicato da "The American Journal of Pathology", al termine di un lavoro frutto di una fondamentale e importante collaborazione con Carlo Minetti (e le sue ricercatrici Gloria Bonuccelli e Federica Sotgia), dell'Unità Operativa sulle Malattie Neuromuscolari dell'Istituto Gaslini di Genova che da dodici anni è finanziata da Telethon. Tutto cioè offre una nuova via terapeutica, quella cioè di identificare farmaci in grado di bloccare le vie che portano all'eliminazione di proteine difettose, ma ancora parzialmente funzionanti. Per ora si è alla fase cosiddetta preclinica, dove si studia l'effetto di un farmaco sul modello animale. Il passo successivo, dai tempi imprevedibili ma sicuramente ancora lunghi, sarà quello di passare all'uomo e ai pazienti Duchenne. (Filippo degli Uberti)
Articolo tratto da DM 149/150 - gennaio 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |