DM 149/150 Gennaio 2004 Sociale Ricerca Opinioni Vita UILDM TeleThon Rubriche Miscellanea

 

Fenomenologia del viaggiatore "H"

di Riccardo Rutigliano

"Partire è un po' morire...", ricordate il detto popolare? Senza essere così drastici, per i disabili che vogliano/debbano viaggiare è però sicuramente vero che "partire è un po' soffrire...". Anche nel 2003, Anno Europeo delle Persone Disabili? Anche. E nonostante. Se è vero infatti che in molti campi le cose stanno, lentamente, migliorando, l'unico dove sembrano essere graniticamente bloccate su livelli decisamente insufficienti è proprio quello che dovrebbe prevedere... il massimo della mobilità! Ed è un problema di uomini e di mezzi.

Di mezzi, innanzitutto, giacché i sistemi normalmente adibiti ai trasporti nel Bel Paese continuano a "rigettare" come autentici corpi estranei i viaggiatori e i passeggeri (o, più spesso, sventurati) portatori di handicap che sono costretti a servirsene. E secondariamente, però, è anche un problema di uomini: nel senso che le difficoltà ambientali, come sempre succede, danno luogo a forme di adattamento assai svariate, che magari potranno suscitare il vivo interesse degli antropologi, ma che francamente, più che l'evoluzione della specie, in questo caso testimoniano soltanto il fallimento di un sistema, quello dei trasporti, e i mille espedienti cui è costretto a ricorrere, per sopperire alle difficoltà di spostamento, chi non è stato dotato da madre natura di un corpo "più-che-abile".

E allora? Allora proprio in questo 2003, annoeuropeoecceteraeccetera, abbiamo voluto tentare di indagare sullo "stato dell'arte" dei trasporti nei confronti delle persone disabili, attraverso la rappresentazione delle diverse categorie nelle quali essi sono andati via via suddividendosi.

E' un quadro schematico e sicuramente non esaustivo: probabilmente esistono categorie non ancora catalogate e viaggiatori che ancora non si sono resi conto di non essere soli ma... male accompagnati, nel senso che purtroppo, rispetto ai problemi di mobilità, si fa presto a diventare un gruppo...

Lo Spavaldo

Si tratta di "Colui che parte e va"... Questo soggetto, che fino a quando può fare a meno di mezzi estranei viaggia in lungo e in largo sulla sua carrozzina elettrica superaccessoriata, è perfettamente cosciente che "prenotare" spesso non fa rima con "viaggiare" e che i servizi decantati con grande pompa sono in realtà, la maggior parte delle volte, disservizi. Lui tutte queste cose le sa. E se ne frega. Nel senso che non prende precauzioni particolari. Lui, deliberatamente, sceglie di mettere chi di dovere di fronte al fatto compiuto: non c'è il previsto sollevatore ad aspettarlo in stazione per farlo scendere dalla carrozza? E lui fa bloccare il convoglio con la leva di emergenza, mentre quello sta ripartendo. Non c'è il posto regolarmente prenotato sulla carrozza-disabili? E lui ha già la mano sul cellulare al grido di: "a me non interessano i perché... se non salta fuori il mio posto, faccio arrivare la polizia ferroviaria...". Come per magia, tutti i problemi si risolvono. E' il più odiato dagli addetti di tutti i mezzi di trasporto "terracquei".

Segni particolari: faccia tosta come pochi e un pelo sullo stomaco anche più lungo dei molti chilometri che riesce a percorrere ogni anno...

L'Incosciente

Al contrario dello Spavaldo, che sa che il "Sistema" è potenzialmente imperfetto e sceglie di ignorarlo, l'Incosciente è convinto di vivere nel migliore dei mondi possibili. Un mondo dove sono stati messi a punto alcuni mezzi di trasporto accessibili ai disabili e, nel caso di altri per cui l'accessibilità non sia proprio ottimale, dove esistono dei servizi studiati apposta per sopperire a queste mancanze. Un mondo dove detti servizi vengono dati in gestione a personale qualificato. Un mondo dove, se un disabile prenota un sollevatore per "salire" su un mezzo di trasporto, dà per scontato che la prenotazione valga anche per "scendere" dallo stesso identico mezzo. Un mondo dove, se prima del decollo la gentile hostess spiega a tutti i passeggeri dell'aereo le norme per abbandonarlo in caso di incidente, il disabile è certo che riguardino anche lui, nonostante sia stato gentilmente fatto accomodare negli ultimi posti in fondo all'apparecchio, sì da non intralciare la salvezza degli altri passeggeri... Un mondo dove, se esistono delle fermate della metropolitana definite "accessibili con montascale", ci si debba aspettare che quel montascale che porta al mezzanino funzioni pure... Insomma, uno che parte per un viaggio essendo convinto di tutte queste cose, come lo definireste voi, se non incosciente? La sua faccia impietrita quando sistematicamente le sue certezze vengono smantellate è davvero commovente!

Un consiglio: evitate, a frittata fatta, di sfotterlo con frasi del tipo: "viaggiatore `fai-da-te'? No `Handy-tour'? Ahi Ahi Ahi Ahi Ahi!!!". Potrebbe aversene a male.

Il Fiducioso

È l'anello di congiunzione tra le due categorie precedenti. Non è volontariamente sfrontato come lo Spavaldo né ottusamente ignaro come l'Incosciente. Conosce le magagne del sistema e cerca di adattarvisi, tentando di ottemperare a tutte le procedure richieste, anche quelle più astruse, assurde o ripetitive. Sa, ad esempio, che se prende il treno e prenota i servizi di assistenza nella stazione di partenza, dovrà fare la medesima cosa con la stazione di arrivo. Sa che, se non ci penserà lui, ben difficilmente questo particolare gli verrà fatto presente da qualcuno delle Ferrovie. Sa che, nonostante queste precauzioni, se non avrà l'accortezza, una volta partito, di avvisare anche il capotreno affinché telegrafi la sua presenza alla stazione d'arrivo, le probabilità di avere un rendez-vous favorevole resteranno ancora piuttosto basse. Così come è a conoscenza del fatto che, se sceglierà di comunicare la sua presenza al capotreno "smontante" piuttosto che a quello "entrante in servizio" a metà del percorso del treno (probabilmente un bieco regolamento interno impedisce al personale di passarsi questo genere di consegne), ancora una volta tutto sarà stato inutile. Sa poi, cambiando mezzo, che quando fa il "check-in" all'aeroporto, nove volte su dieci la sua carrozzina (che viaggerà con i bagagli) rischia di restare senza la striscia adesiva che gli permetterebbe di non perdersi negli aeroporti di mezzo mondo e quindi lo fa immancabilmente presente al personale di terra. Il Fiducioso sa tutte queste cose e prende le contromisure necessarie per evitare sorprese, convinto che possa bastare.

Segni particolari: da reiterati esperimenti effettuati, pare che questo esemplare creda anche a Babbo Natale, alle bombe intelligenti e al fatto che gli OGM (organismi geneticamente modificati) non siano dannosi alla salute. Fiducia cieca.

L'Organizer

Ragazzi, giù il cappello: siamo di fronte a un professionista. L'Organizer, più banalmente in italiano l'Organizzatore, è il grande stratega tra i viaggiatori disabili. Questo soggetto è cosciente che viaggiare, per la nostra categoria, equivale ad una guerra, e come tale necessita di piani d'azione e (soprattutto?) di strategie alternative. Con queste premesse, l'Organizer procede a pianificare i suoi viaggi come e più di quanto Napoleone fosse aduso con le sue famose campagne militari. Del resto il nemico è molto più subdolo della coalizione che si oppose strenuamente al "grande corso". Ad ogni incognita deve quindi corrispondere una soluzione alternativa, ad ogni possibile intoppo un'opzione di riserva, ad ogni contrattempo una seconda via di uscita. Nella sua borsa da viaggio più che il cambio della biancheria le cose realmente indispensabili sono, nell'ordine: a) agendina con nomi di amici che abitino nei pressi del luogo dov'è previsto il suo arrivo (si tratti di stazioni, porti, aeroporti o... caselli autostradali) per recupero di emergenza nel caso di "abbandono"; b) guida Michelin o similare con attendibili segnalazioni su accessibilità degli alberghi, nel caso di un pernottamento forzato e imprevisto; c) elenco recapiti telefonici delle principali compagnie di trasporto per disabili della sua città (minimo cinque opzioni, non si sa mai...); d) batterie di scorta per il suo cellulare, autentico salvavita in ogni possibile avversità.

Segni particolari: pensare che riesca anche a godersi il viaggio, impegnato com'è ad analizzare tutto ciò che ancora potrebbe andare storto e ad architettare scappatoie vincenti, è chiedere troppo. Di sicuro, però, arriva sempre a destinazione. Genio logistico.

Il Profittatore

Fare di necessità virtù è il suo credo. Lunghi anni di peregrinazioni su e giù per la penisola gli hanno insegnato che per un disabile il modo più garantito per viaggiare, qualunque sia il mezzo, è.... ACCOMPAGNATO. Se non avrà avuto la fortuna di accalappiare un partner da schiavizzare, costringendolo (se non già in possesso) a prendere la patente per guidare per lui/lei oppure a bruciare tutte le ore di permesso lavorativo e i giorni di ferie per accompagnarlo con sistemi più impegnativi dell'auto, allora si ingegnerà, cogliendo per viaggiare tutte le occasioni propizie che il destino provvido gli proporrà di volta in volta. Un amico deve partire per Roma? Bene, anche lui doveva andarci (da un po' di tempo, in effetti), gli si sono giusto accumulate una decina di cose da fare laggiù nel frattempo... Ma lui è in possesso della mitica CARTA BLU delle FFSS (sì, perché nell'animo sono ancora FFSS, altro che "trenitalia-punto-com"...), che permette ad un disabile di viaggiare pagando il suo biglietto (e fin qui, nessuna sorpresa) epperò... (rullo di tamburi) consente all'eventuale accompagnatore... di viaggiare GRATIS!!! Facendo leva su formidabili strumenti di persuasione di questa portata e arrivando per gli altri mezzi di trasporto di lunga percorrenza a promettere "di tutto di più" (aereo = biglietto pagato; traghetto = attesa imbarco presso "suite reale" hotel Hilton; guida pulmino = gasolio, autostrada, vitto & alloggio e jus primae noctis con sua moglie...), riesce a viaggiare in sicurezza e con buona continuità. Peccato che a volte tempi e luoghi non coincidano propriamente con le sue necessità. Ma insomma, dopotutto esiste una sola persona al mondo che ha disposizione un "Air Force One" tutto per lui, ogni qualvolta viene colto dall'uzzolo di viaggiare. E questa persona non ci risulta sia disabile (almeno, così ci assicurano...).

Il Traumatizzato

Alzi la mano (pardon, si faccia notare in un qualunque modo) quel disabile e miodistrofico che non abbia avuto nella sua vita almeno una brutta esperienza con un mezzo di trasporto. Già: stiamo parlando proprio di voi, di quella volta in cui sul pulmino vi hanno bloccato, sì, la carrozzina, praticamente cementandola al pianale, tralasciando però di assicurare voi alla stessa carrozzina con la cintura. Sì lo sappiamo, alla prima brusca frenata il vostro decollo e il susseguente atterraggio non sono stati segnalati da alcuna torre di controllo... Ma stiamo parlando anche di voi, di quella volta che sul traghetto si è guastato l'ascensore (o era il solito montascale?) che poteva farvi salire dal deposito dov'erano stivate le auto, portandovi sul ponte dov'era presente l'unico bagno accessibile ai disabili. Naturalmente era anche la giornata più torrida di tutta quella estate. Oppure possiamo parlare di voi, di quella volta alla stazione quando eravate sulla carrozzina manuale e, una volta salito sul sollevatore l'addetto, per portarvi nei pressi della carrozza disabili, ha dato uno strattone così brusco da farvi impennare, cadere all'indietro e quasi decapitare sulla pedana retrostante, sollevata e posta a mo' di ghigliottina...

Tutte pessime avventure, certo, che prese singolarmente possono creare grossi problemi ma possono anche essere superate con opportuni interventi tecnici o sanitari e con il procedere della vita. Quando però non si sommino tutte nel destino e sul capo della stessa persona. Purtroppo al Traumatizzato tutte queste catastrofi sono successe, nessuna esclusa. Le ha proprio collezionate tutte. E qual è stata la sua estrema risorsa per viaggiare in sicurezza? Non viaggiare. "L'unico mezzo di trasporto sicuro è il mezzo di trasporto fermo", è diventato il suo motto e lo applica il più possibile anche alla propria carrozzina, tenendola inchiodata sul bagnasciuga di quel metro quadrato posto di fronte alla televisione, nella sua camera. Il mondo può anche continuare a girare (e a viaggiare), là fuori. Lui no, lui ha già dato.

Segni particolari: legge e rilegge Radici e ascolta la musica degli "Status quo". Mobilità? No grazie!

 

Articolo tratto da DM 149/150 - gennaio 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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