DM 149/150 Gennaio 2004 Sociale Ricerca Opinioni Vita UILDM TeleThon Rubriche Miscellanea

 

Il Super Diverso

di Caterina Festino

Chi ben conosce Ileana Argentin (attuale delegata del Sindaco di Roma alle problematiche dell'handicap) sa che è una persona capace di ogni iniziativa, un vulcano di idee in continua ebollizione e pertanto chi come me si apprestava a seguire uno spettacolo teatrale da lei ideato - in collaborazione con l'attore-sceneggiatore Paolo Proietti e diretto dalla brava regista Luciana Lusso Roveto - non poteva che aspettarsi di vedere uno spettacolo molto bello. Ma in effetti l'opera messa in scena nel maggio del 2003 al Teatro Greco di Roma è stata qualcosa di più.

Il titolo era già tutto un programma: Il Super Diverso art. 3. Già ma chi è Super Diverso? La storia prende spunto dall'articolo 3 della Costituzione italiana che dichiara: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".

Il detenuto SD417, in carcere in attesa di giudizio, personaggio centrale della storia (impersonato da Paolo Proietti), è una persona incapace di percepire le differenze negli altri e di conseguenza le discriminazioni (o i privilegi) che da quelle differenze nascono. Si innamora di una giovane donna in carrozzina (interpretata da Ileana Argentin) e tutti lo definiscono un approfittatore, sostenendo - come recita l'accusa - l'impossibilità "per un uomo qualsiasi senza problemi fisici di innamorarsi di una donna disabile che per giunta riesce a muovere solo una mano". Gli viene anche detto che non rispetta le "regole", mentre lui in realtà vuole solo poter condividere con gli altri ciò che la vita gli offre, oltrepassando il muro di divisione e isolamento che le cosiddette "regole sociali" impongono (per essere forse considerati persone "rispettabili"?...). Dice infatti a un certo punto: "Antonio, lei ha una gamba sola ma balla benissimo. Forse meglio di me che di gambe ce ne ho due. Perché non deve avere le mie stesse opportunità creative e lavorative?".

In tutto questo il contesto narrativo si snoda attraverso una carrellata di altrettanti personaggi reali o di fantasia che danzando o recitando con le diverse abilità di cui dispongono: conducono verso un'altra tematica di questo spettacolo: la possibilità o meno che viene data a un disabile di intraprendere la carriera di attore o di danzatore. Egli infatti - a meno che non sia un Genio, un Super Diverso, appunto - dovrà limitarsi a fare lo spettatore o a sfogare in altro modo i propri desideri artistici. Perché un attore sulla sedia a rotelle avrebbe difficoltà anche a salire sul palcoscenico della maggior parte dei teatri, per non parlare dei camerini a volte difficilmente raggiungibili anche da chi non ha problemi di disabilità e per nulla dotati di servizi igienici per i portatori di handicap. Al di là delle barriere architettoniche, nella nostra società non è contemplata la possibilità che un portatore di handicap possa affrontare la carriera professionale dell'attore e del danzatore: viviamo troppo nella società delle immagini e delle apparenze!

La storia finisce poi col verdetto della giuria che proclama innocente il nostro SD417, con l'auspicio che egli possa sempre continuare a percorrere l'ardua strada della libertà dei sentimenti e dei pensieri.

Voglio elogiare, in conclusione, l'opera di questa compagnia DMA (Danzatori, Mimo e Attori), sperando che possa continuare con il suo lavoro teatrale, non solo per il contributo artistico che può fornire, ma anche e soprattutto per quello culturale.

 

Articolo tratto da DM 149/150 - gennaio 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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